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Fentanyl in Europa: e ora? Aspettiamo di farci ancora più male?

A lanciare l’allarme, la commissaria europea agli Affari Interni Ylva Johansson, dopo aver incontrato, a Bruxelles, i ministri dell’Interno di 14 Paesi dell’America Latina, abituati a contrastare l’estrema violenza praticata dalle organizzazioni criminali che controllano il narcotraffico in quei Paesi. Alcuni Stati Ue come Paesi Bassi e Belgio, diventati hub del traffico di droga in Europa, stanno vivendo in questi anni un’ondata di violenza inedita, legata proprio al controllo dei flussi di stupefacenti che entrano dai porti di Rotterdam e di Anversa. Il ministro della Giustizia belga, Vincent Van Quickenborne, è da tempo sotto protezione della Polizia, insieme alla sua famiglia, a causa delle minacce di morte ricevute da bande di narcotrafficanti. In Nord Europa, ma anche in Galizia/Spagna, regna ancora la cocaina, il cui consumo in Europa «è in forte crescita», ha ricordato Johansson, ma in tutto il Vecchio Continente si sono diffusi gli oppioidi sintetici tipo fentanyl.
La polizia, dice sempre la commissaria Johansson, ha sequestrato in Europa l’anno scorso circa «400 laboratori, in grado di produrre soprattutto metanfetamine, ma anche fentanyl», più facile da trasportare, perché ne bastano quantità ridotte.

di Vincenzo Donvito | 2 Ottobre 2023

Ma guarda un po’… il fentanyl, un oppioide sintetico 50 volte più potente dell’eroina, e che negli Usa è il principale responsabile di ben 300 morti al giorno, è arrivato nell’Unione europea, dove non è solo importato ma anche prodotto: basta avere i precursori chimici, dei quali l’industria cinese è il primo produttore mondiale.

A lanciare l’allarme, la commissaria europea agli Affari Interni Ylva Johansson, dopo aver incontrato, a Bruxelles, i ministri dell’Interno di 14 Paesi dell’America Latina, abituati a contrastare l’estrema violenza praticata dalle organizzazioni criminali che controllano il narcotraffico in quei Paesi. Alcuni Stati Ue come Paesi Bassi e Belgio, diventati hub del traffico di droga in Europa, stanno vivendo in questi anni un’ondata di violenza inedita, legata proprio al controllo dei flussi di stupefacenti che entrano dai porti di Rotterdam e di Anversa. Il ministro della Giustizia belga, Vincent Van Quickenborne, è da tempo sotto protezione della Polizia, insieme alla sua famiglia, a causa delle minacce di morte ricevute da bande di narcotrafficanti. In Nord Europa, ma anche in Galizia/Spagna, regna ancora la cocaina, il cui consumo in Europa «è in forte crescita», ha ricordato Johansson, ma in tutto il Vecchio Continente si sono diffusi gli oppioidi sintetici tipo fentanyl.
La polizia, dice sempre la commissaria Johansson, ha sequestrato in Europa l’anno scorso circa «400 laboratori, in grado di produrre soprattutto metanfetamine, ma anche fentanyl», più facile da trasportare, perché ne bastano quantità ridotte.

Ma guarda un po’… 

Una “moda” americana (Canada incluso) che spopola oltre Atlantico, arriva anche da noi e – storia docet – tutto ci dice che avrà lo stesso impatto.

Ma guarda un po’…

Ora dovremmo dire che se le droghe fossero legali e il suo diffuso e crescente mercato non fosse affidato alla malavita internazionale e locale, le situazioni sarebbero ben diverse. Non sparirebbero le conseguenze di questo mercato, ma tra politiche di riduzione del danno e mercato legale che si afferma sempre di più, la situazione sarebbe ben diversa.

Dovremmo dire…

Ci fermiamo qui. 

Ci siamo spiegati e rilanciamo l’aggancio ai responsabili di questo flagello sanitario, umano, sociale e politico: i governi e i parlamenti, come quello italiano, che non legalizzano (quando non rendono ancora peggiori le legislazioni in vigore) tutte le droghe, magari a partire dalla “innocua” cannabis.
Beh, dopo gli esperimenti di depenalizzazione in Portogallo, la legalizzazione a Malta e Lussemburgo, le ultime settimane di percorso legalizzatorio della Germania… dovrebbe mancare poco… suvvia, siamo realisti… in Italia abbiamo il governo che accusa i tedeschi di essere nazisti perché non condividono la politica italiana sui migranti… e crediamo che a Roma avranno un’emozione civica quando a Berlino la cannabis sarà legale? …. suvvia, forse a quel punto diranno che i crucchi nazisti mangiano anche i bambini.

Queste nostre parole e questi pensieri sono rivolti a chi in Italia fa finta che il problema non esista, o tentenna o pensa che l’obiettivo “droga zero”, salvando i nostri giovani bla bla… sia qualcosa di umano.

Vincenzo Donvito

Pubblicato in : EditorialeTag: anni, belgio, bruxelles, europa, giovani, governo, italia, mercato, nazisti, organizzazioni, politica italiana, polizia, responsabili, roma, spagna, unione europea, usa

Info Vincenzo Donvito

Vincenzo Donvito, giornalista classe 1953, è fondatore ed animatore di Aduc (Associazione per i diritti degli utenti e consumatori), della quale è Presidente.

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