
Giulia, Floriana, Margherita , Martina ,Oriana, Angela ,Klodiana, Teresa,Melina, solo alcuni nomi di circa 106 donne ammazzate dall’inizio anno ad oggi, uccise per mano del compagno ,partner o dal marito che avrebbe dovuto amarla.
Delitti atroci, efferati e imperdonabili, spesso sprovvisti di sensi di colpa postumi, tragedie che si ripetono ciclicamente, permeando ogni fascia sociale.
Non c’è libertà nè uguaglianza ogni qual volta che una donna viene sminuita, vessata, offesa fisicamente o psicologicamente, fenomeni che trovano origine nell’odio e nella mancanza di rispetto, nel quale il persecutore deposita nell’altro la prospettiva di un amore totalitario , un pensiero frutto dell’idea che l’uomo possa prevaricare sulla donna utilizzando la forza.
Alla luce dei dati diffusi dal Dipartimento della Pubblica sicurezza della Direzione centrale della polizia criminale, la violenza sulle donne e più in generale il femminicidio sono tra le maggiori piaghe sociali in continua espansione nell’ultimo decennio.
Un crimine diffuso a livello mondiale, le cui cause sono molteplici sociali, economiche, culturali e familiari , rappresenta la massima forma di violenza nei confronti del sesso femminile è il punto di arrivo di diverse dinamiche come, percosse, violenza, strupri e privazione della libertà in generale. Con questo termine si fa riferimento ad un particolare tipo di omicidio, per motivi basati su diverso genere, con il medesimo aspetto a questi crimini è la maturazione in ambito familiare che affonda le sue radici in un terreno affettivo ed emotivo arido e privo di empatia, dove le persone sono definite e ridotte ad oggetti da possedere con una distorsione emotiva e comunicativa improntata alla violenza.
Nella maggior parte dei casi si tratta di atti impulsivi ma situazioni prevedibili, caratterizzate da diverse dinamiche, nelle quali la vittima vive in un vero e proprio circolo vizioso caratterizzato da periodi che si alternano a fasi apparentemente felici e altri violenti.
Tra i motivi per i quali le vittime non riescono a sottrarsi alla violenza, c’è anche quello di credere in maniera assidua che non vi sia una mancanza di alternative ad una vita diversa né un eventuale via di salvezza. In ogni sua sfaccettatura la violenza sulle donne non è altro che la conseguenza di una società puramente patriarcale incapace di concepire la donna, un persona autonoma, ma intesa come una proprietà dell’uomo.
Ogni qual volta che una donna muore per mano dell’uomo che amava non viene distrutta solo una vita, ma intere famiglie e il comportamento violento non è mai responsabilità di chi lo subisce, per questo è fondamentale aiutare le donne a parlare per affrontare il problema, non giustificando le violenze subite, ma a prenderne consapevolezza dell’importanza di denunciare.
L’amore non è ferocia, l’amore è la bellezza, la cura , amare incondizionate e non violenza fisica o psicologica.
Nonostante l’introduzione del reato di femminicidio, disciplinato dalla legge n.69 del 19 luglio 2019 punito come qualsiasi altra forma di omicidio, le vittime di questo reato continuano ad aumentare suscitando indignazione e reali preoccupazioni, pertanto è inevitabile interrogarsi sulle responsabilità dell’intera società, istituzioni comprese.
Fondamentale una sensibilizzazione necessaria che potrebbe aiutare a intercettare situazioni a rischio che accomunano sempre più donne, unite dal tragico destino sorelle, madri, fidanzate, mogli, compagne di vite spezzate. Occorre un impegno decisivo mediante una maggiore educazione familiare e scolastica per abbattere le barriere socio culturali che sono spesso all’origine della violenza perché solo attraverso l’educazione e la cultura del rispetto è possibile sradicare alla radice un male profondo che affligge l’umanità contemporanea.
Dolores Di Mambro

Sì chiama omicidio e nulla di più, che va combattono ma non con la vostra ipocrisia e demagogica galoppante. Vivete di slogan, come altre volte avete usato nelle vostre nenie, e girate con bandiere palestinesi dove infatti le donne sono emancipate. Sostenute dittature come negli stati arabi e musulmani. Vorreste Israele, che è l’unica democrazia in Medio Oriente, venga distrutta. Siete per quel mondo dove la donna è poco più di oggetto, mentre andate come bacchettoni in giro per le piazze senza essere stati capaci di nulla. Piangete voi stessi, di questa vostra effimeratezza, perché nulla avete fatto per l’educazione, l’ istruzione delle famiglie e dei giovani. Dovreste stare nella cosiddetta russia, o in Iran tra loro amiche ad assaggiare quel pane. Poi, forse, capirete.