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Fascicolo sanitario: imporre internet a tutti è una follia

Non si vuole tenere conto che la stragrande maggioranza dei cittadini che si rivolge alle strutture pubbliche e private, sono anziani che non usano Internet.

di Roberto Fronzuti | 4 Dicembre 2017

La corsa verso il nulla continua. Per lo Stato italiano, e per la Regione Lombardia non è il benessere dei cittadini il bene primario , ma la mania di risparmiare, che produce i danni, che tutti noi siamo chiamati a pagare. L’informatizzazione a  tutti i costi non ha senso, se è il benessere della popolazione che viene a mancare.

Un nostro lettore si è recato in un ospedale pubblico per degli esami di controllo ai quali si sottopone tutti gli anni. All’accettazione dell’ospedale, ancor prima di registrare la richiesta d’esami, viene consegnato al cosiddetto paziente un foglio pre stampato, con il quale lo si avverte che non gli verranno più consegnati gli esami stampati su carta; gli esiti verranno inseriti nel “fascicolo sanitario elettronico (Fse)” digitale. Questa è pura follia.

I nostri governanti, come spesso accade, fanno i conti senza l’oste, ignorando di considerare che la stragrande maggioranza dei cittadini che giornalmente si rivolge alle strutture pubbliche e private, sono anziani che non usano Internet. Una buona parte della popolazione della terza e quarta età (sono migliaia i centenari e centinaia di migliaia gli italiani vicini al secolo di vita). I più non sanno neppure cosa sia Internet.

Ma per poter accedere al servizio digitale (Fse) l’anziano o adulto di turno, dovrebbe presentare il tesserino sanitario presso l’ex Asl (ora Ats). Dopo questa procedura verrà consegnato al cittadino una parte della “password”, mentre l’altra metà verrà spedita con messaggio sul cellulare (e se il malcapitato di turno non ha un cellulare? Salta tutto?)

Sempre sullo stesso foglio viene spiegato che per consultare gli esami, bisogna inserire i propri dati relativi alla tessera sanitaria e poi la password. E se non possediamo un computer; niente paura… Il foglietto delle istruzioni invita a rivolgersi ad numero verde 800030.606, dove ne siamo certi faranno perdere un sacco di tempo, senza risolvere il problema, così come accade frequentemente con tutti i centralini degli ospedali.

E allora, di fronte a tutto questo caos potenziale, viene spontaneo chiedersi, ma è proprio necessario creare problemi a milioni di cittadini che hanno bisogno della Sanità? Che è bene ricordarlo, non è un servizio secondario; chi va in ospedale non va a divertirsi.

Sempre nello stesso foglietto è scritto che ci si può rivolgere al proprio medico di base, per consultare gli esami, come se fosse facile. Gli ambulatori dei medici di base sono sempre affollati e tutti noi dobbiamo fare delle lunghe code; è una pessima idea.

Tutto questo è pura follia ed una mancanza di rispetto assoluto nei confronti delle persone, che non possono curarsi  non riuscendo a pagare i ticket e con questi provvedimenti si vedono ulteriormente complicare la vita.

Se lo Stato e le Regioni vogliono insistere nell’imporre il fascicolo digitale elettronico, lo facciano pure (può essere utile) ferma restando la consegna degli esami stampati su carta.

 

Roberto Fronzuti

Pubblicato in : Primo pianoTag: anni, anziani, cellulare, conti, costi, danni, lombardia, medici, persone, provvedimenti, regione lombardia, sanità

Info Roberto Fronzuti

Fronzuti Roberto, editore e giornalista. Nel 1967 Inizia l’attività giornalistica collaborando con varie testate. Nel 1968 Fonda e tuttora dirige il settimanale d’informazione “L’Eco di Milano e Provincia”. Ha fondato le riviste di settore mensili, “Stampare” e la pubblicazione “F & C Magazine” tradotta anche in inglese e spedita in altri paesi. Dal 1970 al 1980 ricopre incarichi a livello amministrativo nel Comune di San Donato Milanese, nel ruolo di assessore alle Finanze e Commercio. Nel 1992, su nomina del Presidente dell’0rdine dei Giornalisti, entra nel Consiglio di Presidenza dell’Istituto per formazione al Giornalismo Carlo De Martino. Dal 1992-1997, viene eletto nel Consiglio direttivo dell’Associazione Lombarda dei giornalisti. Dal 1997 ad oggi, è Segretario Nazionale della Associazione onlus “Tribunale per la Tutela della Salute”.
Ad oggi, Editorialista del settimanale on-line www.pensalibero.it, dal 1
gennaio 2016 è stato nominato direttore de Il Globulo, la rivista dei Donatori di Sangue dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano.

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