Trattasi di antica e spiccia saggezza popolare che insegna come a pagare, a morire ed a fare il Pd c’è sempre tempo, per cui rinviamo l’opera insieme all’Iva ed all’Imu.

Ora, va detto che era facile cadere in errore, perchè a ben guardare “Fare il Pd” è uno strepitoso incrocio tra sublime ironia e masochismo perverso – a sei anni dalla fondazione del partito, un simile annuncio induce in effetti interrogativi semplici, da anime candide epperò sfiorate da dubbi squisitamente esiziali, tipo: ma fin qui, che avranno fatto questi, oltre a vedere tacchini sui tetti, coreografare balletti per smacchiare giaguari e coniare neologismi folgoranti come “non vittoria” e “non sconfitta”?! Dunque, era lecito provare un fremito emozionante di attesa, di fronte a quella che, già nel nome, si annunciava come la prima seduta di autoironia collettiva della sinistra italiana che, dalle origini ad oggi, sembrava invece aver fatto un voto solenne di plumbea tristezza, del tutto scevra persino dal sospetto del sorriso – siam gente seria, noi, mica come quel raccontatore di barzellette che solo per colpa del popolo bue ci batte sempre alle elezioni.
E in effetti bisogna intendersi sugli esiti di tale consesso, perchè alla fine se ne sono rilevati due, di segno opposto ma entrambi di valenza negativa, chè quando si tratta del Pd si va a colpo sicuro a scommettere sulle infinite ed inesauribili possibilità di peggiorare l’esistente, sia pure già parecchio malmesso di suo. In sintesi:
– esito involontario, parte prima: trattasi di caso esemplare di eterogenesi dei fini, nella variante nota come Sindrome del Tortello Magico, qui esplicitatasi in una delle sue migliori rappresentazioni. Quando abbiamo visto salire sul podio Bersani, con la stessa identica espressione da profeta di sciagura che aveva sui manifesti elettorali del Pd, e l’abbiamo sentito rivolgersi alla platea, in trepidante attesa del verbo rivelato, con una apocalittica apostrofe sulla necessità di costruire ora e subito il partito, senza perdite di tempo, e guai ai pelandroni, ai disfattisti ed ai ritardatari cronici, a lui del tutto ignoti e comunque antipatici per principio, si poteva – signori della Corte, invochiamo clemenza – non abbandonarsi ad una risata travolgente e liberatoria, resa ancora più soddisfacente dalla consapevolezza che nessuno, ma proprio nessuno, dei tanti insigni presenti, si sarebbe alzato in piedi a chiedergli: “scusa, compagno Segretario, ma te negli ultimi tre anni che hai fatto, oltre a contribuire generosamente al fondo pensione di Crozza che si è lussuosamente incrementato grazie alla tua imitazione?!”. Dunque, per quanto in maniera obliqua e non voluta – che è poi l’unica via per cui il Pd raggiunge di solito i propri obbiettivi – la seduta autoironica si è felicemente svolta, regalandoci momenti di puro divertimento che non avevamo più provato, ahimè, dai tempi felici in cui Stumpo dispensava le sue regole auree sulle giustificazioni da presentare alla sua augusta presenza, pari per stazza solo alla sua ottusa inclemenza.
– esito involontario, parte seconda: siccome le disgrazie non vengono mai da sole, dopo l’esilarante siparietto di Bersani non poteva mancare il seguito di Fassina, che pare si sia specializzato a fare l’eco – perchè lui arriva sempre dopo. Dopo la storia, dopo la musica, dopo i fòchi (questa è per fiorentini doc), dopo la rivoluzione, dopo la sconfitta, dopo la resa – e va di rimbalzo in rimbalzo, gioca di rimessa, svicola di sponda, essendo la sua vera capacità non giammai quella di un pensiero originale ma quella di una ribattuta d’agenzia da piazzare sulle parole altrui. Una vita di rimbecco, la sua, chè alla fine gli ha dato quella faccetta appuntita e quella vocetta acuta, col ciuffetto di capelli sempre irto, simili a quelle dei chihuahua, costretti a far casino perpetuo per dimostrare di avere infine una ragione di esistere nel grande ordine delle cose. Ecco, ascoltarlo invocare disgrazie epiche sulla testa dei colpevoli assenti – uno solo a dire il vero, sempre quello – con voce rotta dal commosso singhiozzo della coscienza collettiva, ci ha fatto risparmiare di colpo e per molti anni a venire un eventuale cospicuo esborso per gli antidepressivi. Una spending review riuscita, di cui il sedicente economista Fassina potrà finalmente, e con giusta ragione, menare vanto nelle prossime centomila interviste che rilascerà da qui alla fine della settimana. E dunque, anche qui, si è palesato il tratto fortemente autoironico che ci aspettavamo. Un successone inaspettato.
– esito volontario: quello voluto ed ottenuto dai promotori di “Fare il Pd”, trattasi di antica e spiccia saggezza popolare che insegna come a pagare, a morire ed a fare il Pd c’è sempre tempo, per cui rinviamo l’opera insieme all’Iva ed all’Imu, chè siamo al governo comodamente insediati e contemporaneamente dotati dell’alibi perfetto della coalizione, per cui non si fa perchè non si può, e non si può perchè non si può fare. Compagni, ma quando ci ricapita una pacchia del genere?!

Paolo, il “se” è d’obbligo perchè finora non c’è nulla di deciso. Detto questo, buone vacanze.
Paolo, amo le vacanze in posti orribili per pensionati allo stremo, pieni di tafani e zanzare, che so, quindici giorni alla Garbatella, o a Spinaceto o a Bresso, ma anche a Comacchio tra barchini pigri e anguille sonnolente, nel ricordo della Bassa che fu. Ma vedo che gli scherzi non attecchiscono, e non c’è da stupirsi in un paese dove gli spirito più tragici sono dei buffoni. Allora buona Pomerania, ma Danzica ” bleibt or not bleibt deutsch? “. Bleibt, bleibt….E Konigsberg, pardon Stettino? Bleibt, bleibt. Ma orrore, chi tocca l’alta tensione muore!
Dai Chiara…”se Renzi deciderà di candidarsi” risparmiacelo ;-) Avrai il tuo Renzi, le sue Leopolde e anche le Santanché assortite. Cosa vuoi che decida, tra staccare un biglietto della lotteria o continuare la sua vita?!?
Resta da vedere di cosa Renzi sarà presidente, visto che non passa giorno che qualche grande marchio italiano passa di proprietà a qualche altro Paese, ieri Loro Piana alla Francia, oggi la Pernigotti alla Turchia! Forse dovrebbero accorparla alla Francia, cosi io mi risparmierei di dover prendere la cittadinanza francese, il mio PaCS sarebbe riconosciuto anche in Italia, e le due Marine (La Le Pen e la Berlusconi) potrebbero fare il partito delle 2 Marine.
Comunque Marzio, non si capisce cosa vai a fare a Comacchio, a pescare anguille? In partenza per la Pomerania, mar Baltico e Danzica, buone vacanze a voi due.
Paolo, forse ti sei perso qualche passaggio. L’ultima Leopolda presentava il Programma di Renzi per le primarie a candidato premier, dunque un programma in prospettiva di guida di un eventuale governo. La prossima Leopolda, se Renzi deciderà di candidarsi alla segreteria del Pd, presenterà il suo programma per la guida del partito. Due cose diverse, e amche molto, ne converrai.
Marzio: non frequento quei lidi, come vedi dopo risposte precise e coerenti, per chi le vuole leggere.
Chiara, verrò a trovarti in vasca a Comacchio, e se ti pesco sei fritta…….
Su quali basi?!? Non sei te che mi hai parlato di 3 Leopolde e di una quarta in arrivo? Cosa vuoi che aggiunga di nuovo, cosa vuoi che inventi? Noi non siamo veggenti come lui non è mago! Scetticismo, quello ci vuole, altro che aspettare.
Penso comunque che un leader il PD ce l’abbia già, e si chiama Letta. Fossi al posto suo, sfiderei anche Renzi. Temo invece che tutti saranno genuflessi al nuovo “genio” di turno, fedelissimi e pasdaran, le “Santanché” renziane già si scaldano.
Boh, stiamo a vedere, ma sono molto pessimista per il futuro dell’Italia.
Paolo: ecco, siccome sarà il tempo, come sempre, a dire chi ha ragione e chi ha torto, permetti anche che prima venga presentato il progetto di Renzi, e poi, eventualmente, se ne ragioni prima di stabilire se è un “progettino”. Visto che ancora non è stato reso noto, su quali basi esprimi il tuo giudizio?! Per questo io non ne scrivo, chè la magia e la lettura del pensiero ancora non le pratico.
Marzio, non prendiamoci in giro. “Intelletuali di destra” è vulgata, semplicistica se vuoi, o solo sintetica, per indicare chi si colloca idealmente in quell’area. Non ho dato alcuna definizione del bacino elettorale del Pdl, dunque non attribuirmi un tuo pensiero o intenzione, ho solo detto che è in calo di alcuni milioni, sono i numeri a dimostrarlo. Ho aggiunto che la destra si ripenserà quando Berlusconi sarà uscito di scena, e tu continui scorrettamente a sostenere che io vagheggio un partito unico. Dunque, mi pare che l’anguilla, fra noi due, sia tu.
Sulla laicità: io sono liberale e dunque credo profondamente nel concetto di libertà individuale che è strettamente connesso a quello di responsabilità individuale. L’aborto, gli eguali diritti per coppie etero ed omo, e via dicendo, non sono per me diavolerie di mercato o di marketing, come tu sostieni, ma espressione di libera scelta individuale che uno stato laico deve rispettare. Altrimenti si configura uno stato etico che nulla ha a che vedere con lo stato di diritto garante della libertà di tutti. E mi perdonerai se, a differenza di te, penso che un conto sia la laicità dello stato intesa come garanzia delle libertà individuali, un conto la poltiica estera che nasce ed obbedisce a logiche di tutt’altro genere.
Vedi Chiara, io saro’ sempre pronto a dirti che mi sono sbagliato su Renzi, penso che tu possa fare altrettanto.
Solo il tempo potrà dire…..intanto è talmente difficile prevedere qualsiasi cosa, perché i fatti sono in mutazione continua.
I commenti di Marzio sono condivisibili, il progetto di Renzi è chiarissimo, fare un partitone piacione per tutti, i delusi di Grillo, quelli del centro.destra, insomma un gulash dai 100 ingredienti, indigesto.
Penso ci saranno altre strade da percorrere secondo il cambiare degli eventi, e non è escluso che il PDL si rinforzi per l’azione della magistratura e che alle prossime politiche risulti vincente e capace di farcela da solo.
Il progettino di Renzi non avrà vita facile.
Chiara, siamo nel cervellotico volutamente involuto per continuare a scivolar via come anguille: io affermo che gli intellettuali di destra non esistono, tu riporti invece l’opinione degli intellettuali di destra per i quali la destra culturalmente non esiste. Ma se li accetti come intellettuali di destra come possono non esistere culturalmente? Poi il bacino elettorale di destra. I milioni di poveri stolti abbagliati dal partito di plastica a chi si rivolgeranno dopo Berlusconi? Ma al PD di Renzi è ovvio, per cui il futuro politico che tu vorresti è un partitone laburconservatore che occupi il 70% dell’elettorato, mentre il resto va alle vecchie chiesole arrabbiate di destra e sinistra. Mi sconcerta che tu avverta nel trasformismo del PD la soluzione di un partito della destra sorica. Infine Bergoglio: che quelle papali siano chiacchiere non toglie loro l’impatto politico e l’ascendenza confessionale che avrà nei diversi partiti, ma vorrei anche ricordarti che essere a favore dell’aborto, del matrimonio omo o di qualsiasi altra libertà innescata dal tecnomercato non basta per essere laici. Noi viviamo in uno stato confessionale in cui la Chiesa ha responsabilità residue, il vero laicismo di un vero stato laico dovrebbe configursi in scelte nuove contro le vere chiese dominanti, e qua si ritorna al dunque, la politica estera italiana che non esiste, vedi la passiva continuità Prodi-Berlusconi-Monti-Letta sulla questione libica e la buffonata delle missioni di pace. C’è qualcuno in Italia che abbia gli attribuiti intellettuali e morali per questa rifondazione laica dello stato? Se non siamo liberi non siamo laici e noi non siamo liberi. Allora finiamola di cianciare sulle nostre miserie credendo di essere liberi.
Marzio, leggendo le tue risposte mi chiedo preoccupata in quale lingua io scriva le mie, perchè i casi sono due: o non le leggi, oppure non le capisci.
Ho detto che gli intellettuali di destra scrivono che la destra non esiste culturalmente – e tu lo riscrivi asserendo che io non l’ho detto. Mah.
Ho detto che esiste il bacino elettorale di destra per quanto calato di numero, e tu idem come sopra. Rimah.
Ho detto che invece che un inutile nuovo partitino dello zero virgola, ha più senso tentare una riforma in chiave liberal del più grande e fin qui amorfo partito della sinistra – e tu mi scrivi che teorizzo il partito unico. E questa è spettacolare, se mi spieghi da dove l’hai ricavata. Sarà compito della destra rifondarsi, prima o poi, cosa che però finchè non esce di scena Berlusconi non è attuabile, come ho scritto precedentemente. Dunque ri-ri-mah
Mi meraviglia poi molto che tu mi pensi cattolica, visto che non ho mai fatto mistero di non praticare alcuna fede religiosa e di essere profondamente anticlericale, mi sono battuta contro la orribile legge 40, mi batto da sempre per il riconoscimento dei diritti civili delle coppie omosessuali, ma anche qui si vede che la memoria ti fa difetto, dunque ti rimando al mio archivio, ancora una volta, chè se mi vuoi accusare fallo almeno a ragion veduta,
Su Bergoglio, gesuita, e dunque sapevamo bene cosa aspettarci, in sintesi ti dico questo: ha resuscitato di colpo il pauperismo tanto caro a certo cattolicesimo peloso e consapevole che la Chiesa pesca nella povertà, come dimostra la sua totale sconfitta in Europa, ma anche negli Stati Uniti – vedi sentenza della Corte Suprema che ha abilito il Doma, ma sopratutto la batosta elettorale degli integralisti cattolici che sostenevano Romney e quel delirante suo vice che ammanniva teorie abnormi sullo stupro consenziente. Nulla di nuovo sotto il sole, tante chiacchiere papali, cui ognuno crede – a destra come a sinistra – di tirare la sottana a proprio comodo, ma io vero valore da difendere è la laicità dello stato, per il resto Bergolgio dica ciò che vuole, pire lui è in campagna elettorale alla ricerca di nuovi bacini di utenza.
Insomma Chiara nelle tue speranze sta anche quella che il voto residuo dato a Berlusconi vada a un PD in mano a Renzi. Saremmo al partito unico, e l’opposizione chi dovrebbe farla in Italia? Mi sembrano discorsi insensati, come quelli sul bacino elettorale di destra e i cosiddetti intellettuali di destra. Guarda che il bacino elettorale della destra è maggioritario in modo preoccupante, sono gli intellettuali di destra invece che non esistono, a meno che per tali non si considerino quelli che ossessionati dall’essere marchiati di neofascismo, diventarono prima gramsciani di destra, poi marxisti di destra, ecologisti di destra, senza la capacità di recuperare uno straccio di italianità in un quadro globalista, l’esatto opposto del nazionalismo. Infine trovo curioso che tu non ti avveda come il consociativismo interno al tuo sogno di partito unico, il PD, sia più deleterio e paralizzante del consociativismo tra partitoni e partitini, quello degli anni sessanta e settanta. Chiara, l’attualità con Bergoglio nel soglio di Pietro (sic!), ci dà l’occasione unica per capire cosa sia il cattolico in politica. Bergoglio è uno che saltella senza studio dal francescanesimo zeffirelliano alle commozioni cosiddette alte dell’idealista. Ben comprendi che un Papa che butta corone in mare in memoria di poveri morti rassomiglia a un ammiraglio dopo la battaglia dello Jutland, ma un Papa così è un cattolico completamente allo sbando, abbindolato dal gesto mondano esemplare. Eppure Bergoglio ha già i suoi cantori, e te lo immagini un PD inevitabilmente bergogliesco che razza di insalata sarà di cattolici allo sbando? O sei anche tu una cattolica allo sbando?
Sono davvvero commossa della autentica preoccupazione che dimostrate per la mia salute mentale, permettermi però un paio di precisazioni, tanto perchè non siete nella mia testa e, fino a prova contraria, quello che penso lo so io, non voi.
Marzio: che la destra italiana esista, sei l’unico a pensarlo, visto che anche i cosiddetti intellettuali di destra ormai da mesi scrivono, con toni durissimi peraltro, che la destra non esiste, nè culturalmente nè politicamente. La grande bufala del “partito liberale di massa” propalata da Berlusconi ha fatto il suo tempo, ed i milioni di voti persi negli anni lo dimostrano. La residua resistenza di un bacini elettorale è dovuta solo ad una mancanza di alternativa poltiica credibile che certo non poteva essere rappresentata da Grillo o dal Pd di Bersani. In un sistema bipolare, peraltro difettoso come il nostro, e per di più con una legge elettorale come il Porcellum, è inutile, oltre che una perdita di tempo, immaginare l’ennesimo partitino liberale dello zero virgola qualcosa, mentre ha un senso pensare e sperare in una riforma in chiave liberal di un grande partito. Non so come tu possa poi accusarmi di essere fra quelli che credono che questo paese sia stato governato bene negli anni sessanta e settanta, quando ho scritto infinite volte sui disastri creati dal comsociativismo di quegli anni, ma si vede che la tua attenzione nel leggermi vale solo quando scrivo, o non scrivo, di Renzi, però il mio archivio sta in questo sito, e risale molto indietro, e come tu sai scripta manent, per mia fortuna,
Paolo: o fai finta di non capire, o proprio stai su un altro pianeta. Qualunque forma di gestione del pubblico dipende e discende dalla poltiica, e la politica la fanno i partiti. Interessarsi alle vicende del Pd significa voler capire quale direzione prenderemo, o non prenderemo, nei prossimi anni, visto che, ribadisco, il Pdl è inesistente e non offre in questo momento alcun tema di riflessione. Il mio spirito critico gode di ottima salute, tranquillo, ma preferisce di gran lunga esercitarsi sui fatti, non sulle ipotesi vaghe, quindi ribadisco: se Renzi si candiderà e presenterà quindi un suo programma, di quello ragionerò, esprimendomi sui fatti, fino ad allora, se scriverò del Pd, come ho fatto qui, visto che i fatti finora questi sono, te ne farai una ragione, visto che è una mia libera scelta.
Vedi Chiara, te dici di parlare di politica, ma confondi il partito con la politica in generale, che è un tutto ben piu’ grande e interessante. Parlare di anziani maltrattati nelle case di riposo, è politica, parlare di diritti negati, anche questo è politica, e cosi via dicendo. Parlare quasi esclusivamente di un partito, il PD, delle sue guerre intestine e dei suoi mal di pancia, per appoggiare Renzi, é solo propaganda. Interessante sarebbe spiegare cosa funziona in Bersani o negli altri e cosa non va in Renzi per esempio, e conservare uno spirito critico comunque e soprattutto! Attenzione a non trasformarti nella fedelissima di turno, ne ha già troppi al seguito di persone che lo venerano, non mettertici anche te.
Marzio, questa tua visione del “ragazzotto da stalla” fa sognare e mi fa pensare a Sandro Penna. Poetico, erotico e sensuale.
Chiara, che il PDL senza Berlusconi sia perso è teoria tutta tua che fa appunto piacere ai compagnucci e che ha messo la politica italiana in mano a una magistratura da due lire. In realtà i milioni di voti del partito di plastica non finiranno né a Grillo né in astensione, ma si struttereranno bene o male in nuove parole d’ordine di nuovi ducetti, perché la destra italiana esiste, non è un’invenzione di Mediaset. Ora per evitare quelle parole d’ordine e quei ducetti mi sembrerebbe giusto che i veri liberali lavorassero in quello spazio politico anziché illudersi di fare i corsari nelle vecchie case del nemico illudendosi di riverniciarle come fattorie dello Yorkshire grazie a qualche ragazzotto di stalla. E’ il tuo impianto strategico, tattico e ideologico a essere completamente sballato perché non sconta l’irriducibilità del cattolico in politica, e perché addirittura crede che l’Italia dei sessanta e settanta sia stata ben governata, quando era solo un’Italia nel surgelatore dello scontro est ovest, che oggi non c’è più e richiede scelte che il nostro ambito generazionale non si è mai sognato di fare. Che la maturazione di una destra intelligente passi attraverso le convulsioni della sinistra è teoria cervellotica in cui mi pare si sia impantanata la pur lodevole iniziativa di Pensalibero.
Bene, due mele sono perse, ormai le Leopolde sono come “Il Signore degli anelli”, du palle!!! ;-)), anzi, quattro.
P.s. Paolo, per amore di cronaca, la prossima Leopolda, annunciata oggi per il 27 ottobre, sarà la quarta.
Cari amici, avete un ben strano modo di intendere le cose. Questo paese è arrivato al punto di dover pagare tutti i propri errori, a cominciare da quello spaventoso debito pubblico vera causa di tutti i nostri mali, altro che la Merkel come invece fa più comodo sostenere. Ora, siccome siamo ancora una democrazia, e per di più parlamentare, dunque in mano ai partiti, seguire le vicende dei suddetti è fondamentale per capire di che morte moriremo, figurata e reale. Essendo il Pdl una mera invenzione, chè senza Berlusconi non esiste ed è destinato a finire con lui, come ho scritto dal giorno stesso della sua fondazione, resta il Pd, le cui vicende tragicomiche vanno trattate con il tono che meritano, e che ispirano. Detto, questo, a fare quotidiane omelie sui poveri ci pensa già il nuovo Papa, dunque fargli eco mi pare inutile. La poltiica, vi piaccia o no, è fatta dai partiti, ed io di politica scrivo, finchè al Direttore andrà bene.
Chiara, se sei una compagna interessata
le sorti del Pd va bene, ma perché scrivi sempre su Pensiero invece di intervenire ogni tanto?
Chiara se sei una compagna interessati
Mi rassegno Chiara, tra i pezzi in cui non ne parli pur facendo aleggiare il fantasma, quelli in cui lo citi e quelli in cui ne parli, diciamo che il PD (con o senza zucchine), è divenuto, quello si, la tua ossessione.
Purtroppo l’Italia ha cosi tanti problemi che le sorti del PD sarebbero le ultime cose di cui doversi occupare, pubblicizzare, rammentare. Diciamo che aspetto un tuo pezzo su qualsiasi altro argomento, purtroppo Renzi ha già annunciato la candidatura, e persino la Leopolda 2 (la vendetta!) e un altro BiggeBange si prepara. Intanto, mentre lui si prepara un futuro dorato, Berlusconi se la caverà con un niente di fatto, e una sentenza in Cassazione che per i comuni mortali dura anni ed anni e per lui sarà a fine mese, complimenti! Mentre ci racconti l’epopea del PD, in tanti pensionati si maltrattano gli anziani, che pagano fior di quattrini per essere là reclusi, e nessuno che proponga misure forti a questo riguardo.
Neppure piu’ la Hack per spiegarci i buchi neri.
Emilio, grazie :)
Cari Marzio e Paolo, come vedete siete voi ossessionati da Renzi. Tranquilli, nessuna operazione di marketiing, occulta o meno. Qui si parla di una riunione di correnti che rappresentano il patto di sindacato interno al,partito. Se e quando Renzi deciderà di candidarsi a segretario, con un preciso programma, allora ne parlerò. Fino ad allora, rassegnatevi, parlerò degli altri.
Brava Chiara a insistere nell’operazione marketing su Renzi senza dare l’idea di parlarne, ma resta la domanda: in quale paese si vive su un Renzi diventa oggetto del contendere? Chi è Renzi, cosa ha fatto di politicamente rilevante che non abbia fatto anche il sindaco di Roccacannuccia? E’ vero che gli italiani becheroni se sentono toscaneggiare vanno in deliquio credendo chissà cosa, ma ve lo immaginate Renzi toscaneggiare in Europa o a Mosca? E poi non dimentichiamo il suo padrino nel PD: Veltroni, una garazia parolaia!
Si, Chiara è sempre brava, ma anche in questo pezzo manca l’analisi a tutto tondo, manca “il grande assente”, si parla di tacchini e non del tiro al piccione, ma una cosa è certa, il PD non si lascia roformare, a dispetto del rottamatore, i rottamati alzano il tiro (al piccione) e non cederanno di una virgola, aumentando le fazioni tra fedelissimi e ostili, cosi anche il PD non si farà mancare il suo Berlusca! La domanda che si pone é questa, chi sarà la Santanché del PD?!?
E’ uno spettacolo leggerti Chiara. Sempre ma,questo pezzo è da Standing Ovation!