Gli abitanti dell’Europa, continente di emigranti verso le Americhe, solo un secolo fa, sono spaventati, per l’arrivo di chi fugge dalla miseria.
Il momento in cui l’Europa occidentale aveva raggiunto benessere e tranquillità (solo qualche decennio fa) sembra molto lontano. Ci riferiamo al periodo di tempo che va dalla firma del primo accordo che univa alcuni Paesi europei nel mercato comune del carbone e dell’acciaio sancito con il trattato di Parigi del 18 aprile 1951, fino al 1989, data della caduta del muro di Berlino. Nessuno di noi può mettere in dubbio che per la Germania la riunificazione abbia rappresentato un importante momento storico, ma la caduta del muro di Berlino ha segnato di fatto anche la fine della cosiddetta cortina dell’Est, con l’arrivo nell’Unione Europea di cittadini provenienti dall’ex blocco comunista (Ungheria, Bulgaria, Romania, Polonia, Cecoslavacchia, Jugoslavia ed Albania). A partire dal 1990 l’U.E. ha dovuto fare i conti con una forte corrente immigratoria, che ha portato nelle nostre città, persone in cerca di lavoro, con conseguenti problemi di ordine pubblico, sociale ed economico. Purtroppo, i cittadini che abitano nei paesi dell’Est Europa, sembrano aver dimenticato la buona accoglienza ricevuta e mostrano ostilità nei confronti delle persone che fuggono dall’Asia e dall’Africa, da situazioni di guerra e di miseria. I fatti che sono sotto i nostri occhi, dimostrano il fallimento dell’Europa a 27 Stati. Il nostro Paese, è fra i fondatori dell’Unione. Purtroppo l’adesione dei Paesi che oggi sono contro gli immigrati, ha creato disomogeneità. Le nazioni dell’Europa occidentale, insieme, hanno fatto un lungo e graduale cammino, che ha consentito l’abbattimento delle frontiere, la libera circolazione di persone e cose, e l’adozione della moneta unica. Si è voluto far crescere la U.E. in termini di adesioni, mettendo insieme Paesi che non hanno nulla in comune, se non l’appartenenza alla stessa area geografica. Alla luce dei fatti, vediamo “infranto il sogno di Altiero Spinelli” che auspicava una Costituzione europea, per un’Europa libera e unita, con la stesura del famoso “manifesto di Ventotene”, un documento che è un vero e proprio testamento politico, scritto a tre mani con altri intellettuali. è utile ricordare, che –complice l’Ighilterra, anch’essa disomogenea rispetto ai Paesi fondatori dell’U.E- la costituzione è stata respinta da un voto popolare. Altiero Spinelli morì nel 1986 e l’edificio principale del Parlamento europeo a Bruxelles porta il suo nome; i più importanti atti fondativi dell’Unione Europea sono stati approvati su sue proposte. Il grande statista Spinelli auspicava un governo federale europeo, come strumento per prevenire le guerre e ridistribuire le ricchezze. Gli abitanti dell’Europa, continente di emigranti verso le americhe, solo un secolo fa, sono spaventati, per l’arrivo di chi fugge dalla miseria. Bisogna ridurre le disuguaglianze economiche fra le diverse aree del Pianeta, per fare in modo che le persone possano rimanere a casa loro. Non è con i rimpatri, che si risolve il problema. L’Europa e gli Stati Uniti (800 milioni di abitanti) consumano il grosso dei beni e delle risorse alimentari mondiali, mentre agli altri 6miliardi di persone manca l’indispensabile. I dati ufficiali attestano che, Il 25% della popolazione mondiale consuma l’86% di tutti i beni e servizi. Questo è il vero problema! E se le popolazioni meno fortunate non saranno aiutate a casa loro con una sorta di piano Marshall (l’aiuto degli Stati Uniti che risollevo l’Europa dalle ceneri della guerra) verranno da noi per mare, ma anche a piedi, come hanno incominciato a fare. Solo riducendo il divario fra ricchi e poveri, la questione dei disperati in cerca di salvezza, si potrà attenuare e a lungo anche risolvere. Roberto Fronzuti

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