Buongiorno, le scrivo a questa email perchè non sono riuscito a
trovare altri suoi riferimenti. Ho letto con molto interesse il suo
commento apparso di recente su Tellusfolio, il giornale online
condotto dall’amico Enea Sansi. Lui mi conosce bene come convinto
federalista europeo, da sempre attento ai processi in atto pro o
contro l’Europa. Mi sento di associarmi in pieno alle sue opinioni ed
aggiungo che è un’autentica presa in giro il comportamento di certi
personaggi politici, che sputano nel piatto in cui mangiano. Ma se è
comprensibile che la Meloni, nazionalista autentica alla guida di un
partito che nel suo stemma espone ancora la fiamma tricolore del Msi,
debba fare buon viso a cattivo gioco accettando supinamente le
generose elargizioni dell’Ue tramite in Next Generation EU, molto meno
accettabile è la posizione del ‘capitano’ Salvini, autentico
doppiogiochista che di giorno si finge europeista e di notte trama
contro le vituperate istituzioni di Bruxelles. Come si può credere a
chi è passato con noncuranza dalla Padania e da ‘Roma ladrona’ al
sovranismo più spinto e alla spudorata ostentazione di un nazionalismo
senza limiti? Stiamo parlando di un presunto politico, in realtà un
propagandista d’accatto, che per ben 11 anni ha disonorato l’Italia in
Europa in veste di europarlamentare e che per questo si gode adesso un
vitalizio immeritato, considerate le sue innumerevoli assenze
nell’aula di Strasburgo. Purtroppo, caro Mastrantoni, questo passa il
mediocre scenario politico italiano e fa specie che gli umori di
leader di partito come Salvini possano condizionare un esecutivo
guidato da una figura carismatica e seria qual è Mario Draghi. I
leghisti sono costretti a restare aggrappati a questo governo per
poter sopravvivere, fingendo consenso con gli altri partner della
coalizione, ma pronti a dissotterrare l’ascia di guerra alla prima
occasione (a questo proposito ne vedremo delle belle l’anno venturo in
occasione dell’elezione del capo dello stato). Lo ha capito benissimo
Enrico Letta, a mio avviso uno dei pochi politici avveduto e capaci
del panorama nazionale. Staremo a vedere come andrà a finire, intanto
due evidenze restano indiscutibili: i sovranisti dapprima sono usciti
con le ossa rotte dal voto europeo di due anni fa e poi hanno dovuto
trangugiare loro malgrado gli effetti positivi determinati
dall’emergenza sanitaria sul processo d’integrazione dell’Ue. Le vuote
parole lasciano il tempo che trovano, mentre i fatti rimangono a
seppellirle. Cordiali saluti
Guido Monti
- responsabile del Comitato provinciale per l’Europa di Sondrio

Lascia un commento