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Evasione con pensione rima del “VergognaItalia!”

di Fabrizio Binacchi | 11 Maggio 2014

I numeri della ripresina sono in decimali (0,5 o 0,7, poi si vedrà nel 2015) quelli invece della disoccupazione, della evasione fiscale, e delle pensioni sono numeri gravi tutti tondi e belli pieni, fin troppo pieni.

evasioneLa notizia che più scotta non è tanto il blitz di Calderoli sul Senato elettivo ma che Spagna, Grecia  e Cipro che fino all’altro mese stavano con le pezze ora, maggio 2014, stanno correndo sulla strada della ripresa più di noi. Poveri noi italiani siamo mediocri in tutto. Mediocri nella crisi, perché non siamo andati abbastanza a fondo (dicono) per chiedere il salvagente, e mediocri nella ripresa perché  non stiamo reagendo come loro che hanno visto il baratro. Ricordate  la corsa ai bancomat in Grecia e a Cipro e le proteste nelle piazze di Madrid? Qui noi ci siamo risparmiati quell’ondata di protesta sociale ma non ci facciamo mancare altre scene, quasi da democrazia sospesa, come quelle terribili degli assurdi  scontri pre partita romana e del ricatto in diretta per far giocare ventisei uomini in mutande. Bellitalia 2014, mica male come immagine del Paese che tra un mese e mezzo deve cominciare a guidare l’Unione Europea per il semestre che dovrebbe essere del suo riscatto. Per questo Renzi va avanti come un panzer e vuole che entro giugno alcune leggi siano già passate da un primo sì parlamentare come quelle delle riforme istituzionali. Lui, Renzi, vuole presentarsi alla tribuna europea e mondiale con alcuni tasselli di rinnovamento già convalidati per poi definire il mosaico cammin facendo. In questo il premier  ha ragione  perché una buona quota della fiducia dei mercati internazionali è data dalla stabilità e dalla percezione di stabilità di un Paese. Ma a che prezzo? I numeri della ripresina sono in decimali (0,5 o 0,7, poi si vedrà nel 2015) quelli invece della disoccupazione, della evasione fiscale, e delle pensioni sono numeri gravi tutti tondi e belli pieni, fin troppo pieni. E finché non si aggredisce davvero questa triplice malattia non si potrà dire di avere un corpo statale sano o in buona convalescenza. Pensione da fama, disoccupazione alle stelle ed evasione fiscale da primato europeo sono la  rima di un “vergogna Italia” che è facile smacchiare. I numeri sono sempre lì implacabili: 42 per cento di disoccupazione giovanile e 12 e mezzo per cento di disoccupazione generale sono un peso intollerabile non solo  a lungo andare ma anche a breve giro. Per questo c’è molta attesa per gli effetti del decreto lavoro che dovrebbe cominciare a invertire tendenze e polemiche. Ma basterà? Molti dubitano.  560 euro di pensione sono una cifra che magari in alcun presunti paradisi tropicali consentono una discreta vita quotidiana ma in un contesto europeo sono la soglia, quando non il sigillo, della povertà. 200 miliardi (ripeto miliardi non milioni) di euro di evasione ed elusione fiscale sono l’altra terribile imperdonabile cifra che pesa come il macigno dei macigni su ogni processo di risanamento. Fa un po’ sorridere vendere come risanamento della spesa pubblica il taglio di 50 auto blu di fronte all’incapacità di recuperare anche solo 50 milioni in più di evasione ed elusione fiscale. Tanti capitoli della revisione della spesa pubblica impallidiscono al confronto di quello che si potrebbe recuperare se solo si volesse fare. Ecco la domanda: perché non si vuol fare?

Pubblicato in : CornerBlog

Info Fabrizio Binacchi

Fabrizio Binacchi, giornalista economico @Tg1, poi in giro per l’Italia a dirigere redazioni e sedi regionali. Ha realizzato e curato varie trasmissioni su @RaiUno e @RaiTre. Ha condotto Linea Verde finendo in acqua e su Striscia, Paperissima, Blob, facendo passare quel poco di popolarità dai palazzi della politica ai supermercati. Insegna in vari master, ha scritto tre libri e ha vissuto in sette città ma solo in due si trova a casa: Bologna e Firenze.

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