
“La stabilità immediata, imminente del Medio Oriente”, con un focus (il punto focale) particolare sulla situazione a Gaza e in Siria, la questione delle materie prime, dove bisogna evitare un “monopolio – commercio esclusivo” della Cina, e poi la guerra in Ucraina e il lavoro che tutti devono continuare per “raggiungere la pace”. Sono questi i “punti fondamentali” della riunione dei ministri degli Esteri del G7 – che si è aperta ieri in Canada a Niagara-on-the-lake è una città nella provincia canadese dell’Ontario, situata sulle rive del fiume Niagara e il lago Ontario. Il secondo G7 Esteri sotto la presidenza canadese, riunisce i capi della diplomazia di Italia, Francia, Germania, Giappone, Regno Unito, Stati Uniti e Unione Europea, con la partecipazione di diversi Paesi ‘outreach’ – divulgare: Arabia Saudita, Brasile, Corea del Sud, India, Messico, Sudafrica e Ucraina.
(dibattiti che vertono principalmente su Medio Oriente, Ucraina, Indo-Pacifico, Haiti e Sudan).
La regione russa di Ulyanovsk, a circa 2.250 chilometri a nordest del confine con l’Ucraina, è la prima a rendere pubblica la chiusura permanente della sua rete internet mobile in alcune aree a causa dei droni ucraini. La chiusura riguarda siti strategici come aeroporti militari, fabbriche d’armi e infrastrutture energetiche, stando a quanto affermato dal governo regionale in un post su Telegram, che non ha specificato quali aree saranno interessate dalla cessazione del servizio permanente per motivi di sicurezza. Fino a ora, la rete internet mobile è stata disattivata durante gli allarmi aerei in intere città e regioni, con interruzioni che a volte durano diverse ore. Nella capitale Mosca e in altre grandi città come San Pietroburgo e Samara gli operatori mobili rispondono alle lamentele dei clienti spiegando che le chiusure sono dovute ad allarmi droni. La novità è che a Ulyanovsk i funzionari parlano di una chiusura permanente, anche se geograficamente limitata.
“L’Ucraina deve vigilare” per evitare nuovi episodi di corruzione. “Sappiamo che anche nel percorso per fare parte dell’Unione Europea, dovrà affrontare questo tema. È fondamentale”. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, all’indomani dell’operazione delle agenzie anticorruzione ucraine che ha portato alla luce “un’organizzazione criminale di alto livello” nei settori dell’energia e della difesa. “Qualche corrotto capita sempre, questo fa parte della natura umana, ma questo non può far venire meno il nostro sostegno all’Ucraina”, ha aggiunto Tajani.
Sull’uso degli asset (risorsa) congelati russi per assistere economicamente e militare l’Ucraina “il problema è se si può fare o non si può fare dal punto di vista giuridico. È la base giuridica del provvedimento che è il nodo del problema. Se non c’è la base giuridica e ci troviamo poi di fronte a un ricorso, rischiamo di fare un regalo a Putin e non di metterlo alle strette”. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, parlando con i giornalisti sul volo che da Roma lo sta portando in Canada per la riunione dei ministri degli Esteri del G7. Nella regione di Zaporizhzhia, un uomo di 56 anni è morto a causa di un attacco russo, secondo quanto riferito dal capo dell’amministrazione militare regionale di Zaporizhzhia, Ivan Fedorov. “Gli occupanti hanno attaccato Huliaipole con un drone. Hanno colpito un’auto civile. Purtroppo, il conducente è morto”, ha scritto su Telegram, senza pubblicare foto o video. Il primo ministro svedese Ulf ha affermato ieri in un’intervista con Err, emittente radiotelevisiva pubblica estone, che la Svezia non ha fissato un limite all’entità degli aiuti che fornirà all’Ucraina e che il paese ha già donato equipaggiamento militare per un valore di 10 miliardi di euro. “Dall’inizio della guerra, abbiamo donato, principalmente in termini di equipaggiamento militare, una somma pari a 10 miliardi di euro”, ha affermato il primo ministro svedese, aggiungendo che Stoccolma non vede “limiti a questo”. Kristersson ha affermato che anche la Svezia ha imparato molto dall’Ucraina. I ministri degli Affari europei dell’Ue si riuniranno il 10-11 dicembre a Leopoli, in Ucraina, nel tentativo di dare un impulso al processo di adesione di Kiev all’Ue e superare il veto, divieto ungherese. Lo riportano fonti diplomatiche.
Giuseppe Basilico

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