E’ la strana estate 2020,la prima con le mascherine e praticamente senza turisti stranieri.
Il turismo ,lo sappiamo ,è una voce fondamentale della nostra economia nazionale e rappresentata il 13% del prodotto lordo italiano, dunque una voce di primissimo rilievo.
Il covid in questi ultimi mesi ha segnato un po’ la vita di tutti ,ha segnato un impatto pesantissimo sull’economia in generale e in particolare su realtà fortemente vocate al turismo.
Ma le nostre città come stanno fronteggiato il crollo delle presenze turistiche ,un crollo fortissimo mai verificatosi nella storia recente?
Ebbene da un lato si cercano aiuti dal Governo centrale per sopperire alla ridotta capacità fiscale legata all’assenza dei turisti,dall’altro si cerca di incentivare il turismo interno in considerazione della riduzione del turismo estero.
Tuttavia le città che stanno avendo maggiori problemi e sofferenze sono quelle d’arte con beni monumentali e museali a differenza delle città che appartengono ai distretti balneari che registrano presenze seppur interne alla nostra nazione.
Facciamo il punto.
Mare e montagna tornano ad affollarsi di italiani mentre continuano le difficoltà per le città d’arte come detto poc’anzi.
Nuova vita per i piccoli borghi ,si riscoprono le seconde case anche in campagna ,esplode la moda del camper,riprendono quota i campeggi.
Il mese di luglio sta andando meglio di giugno:le presenze sono passate da meno l’80% a meno 50% e soprattutto fa ben sperare la stima dell’ENIT secondo la quale la metà degli italiani pensa di andare in vacanza a fine stagione, ossia settembre e anche ad ottobre.
L’isola di Ponza si gode un bel 50% in più di turisti in più rispetto all’anno scorso ma c’è preoccupazione per nuovi eventuali contagi per cui il sindaco rende obbligatoria la mascherina anche all’aperto se c’è troppo affollamento. Provvedimento adottato di recente anche nell’isola di Capri.
Prende quota la vacanza in montagna di solito superata dalla classifica delle preferenze dal mare e si riscoprono i nostri borghi gioielli d’arte storia e natura.
Desolatamente vuote le città d’arte che d’estate si riempivano di turisti stranieri soprattutto americani. Roma,Venezia,Firenze,Milano e Napoli registrano 8 milioni e mezzo di presenze in meno .
Cominciano a tornare tedeschi ,svizzeri e belgi ma non bastano a risollevare una stagione pesantissima per il settore e l’indotto.
Nello scorso weekend ha calcolato AssoTurismo solo un terzo delle strutture ricettive era prenotato e ha soffrire sono anche negozi, bar,ristoranti, musei.
La speranza è che anche gli stranieri scelgano di spostare un po in avanti le vacanze, magari a fine agosto o a settembre e a ottobre.
Un estate più lunga comprenderebbe almeno in parte una partenza lenta e debole.
Stati Uniti ,Russia, Paesi Arabi,Cina e Giappone sono i grandi assenti.
Una buona notizia seppur tiepida è che negli alberghi si registra qualche tasso di riempimento dei paesi del nord Europa pari quasi al 20% durante la settimana e arriva al 30,40,50 %nei weekend.
Come a strumentalizzare l’idea stessa del covid :si utilizza questo momento di crisi per raccontare la capacità degli imprenditori italiani di tenere pulite e igenizzati luoghi e città.
Un altro fattore positivo potrebbe essere l’annuncio del Gran Premio di Formula a Mugello il 13 settembre; appuntamento utile a promuovere oltre che la città e la regione ,ad attirare appassionati non solo dall’Italia ma anche dal resto d’Europa.
C’è anche da considerare che arriverà una grande mole di danaro all’UE ,se ne parla ovviamente per l’anno prossimo non per questo e che si va verso la costituzione di una task force che dovrà in qualche maniera gestire l’impiego dei fondi .
Si spera che l’Anci chieda di sedere in quel consesso per reclamare parte di quei fondi perché i temi che sono stati evidenziati dalla commissione europea sono temi che rientrano nella sfera di competenza dei sindaci come la sostenibilità, la trasformazione digitale e il contrasto alla povertà.
A partire dal turismo si dovrebbero investire delle risorse, direttamente come comuni,per le c.d.aree blu economiche ,con la possibilità di fare sgravi fiscali e agevolazioni nei comuni dove il Pil è legato al turismo e’ alto ,più alto del 50%.
Si dovrebbe investire su un piano di comunicazione per il brand italiano dal punto di vista turistico e soprattutto si dovrebbe chiedere di anticipare la banda ultra larga entro l’anno prossimo e non entro il 2023.
Poi fondamentale è il contrasto alla povertà attraverso la ricucitura urbanistica delle periferie e del rilancio dei piccoli comuni attraverso distretti del ben-essere dove si vive bene e che sono anche covid-free.
La necessità fondamentale ora,è assicurare controlli e distanziamento sociale attraverso la distribuzione di test sierologici gratuiti anche nelle piazze della movida per evitare una ripresa del contagio ,attraverso la collaborazione tra polizia locale e municipale e forze dell’ordine per far rispettare sia le regole di vita della città sia quelle collegate al covid.
Bisogna però puntare sul lavoro e sulle nuove povertà che rischiano di arrivare con questa crisi :per questo il controllo deve farsi ma non deve diventare un limite alla ripresa economica e sociale delle nostre città.
In ultimo l’Italia la fanno gli italiani.
Sono stati bravissimi nella prima fase a restare uniti: grazie alle restrizioni e al rispetto delle regole siamo usciti dall’emergenza sanitaria.
Adesso dobbiamo dimostrare di essere uniti ancora una volta e cercare di fare le vacanze nel nostro paese.
Daniela Piesco

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