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Esiste veramente il diritto del cane di abbaiare?

di Sara Astorino | 11 Aprile 2022

Se si abita in condominio, o anche in case con giardino, capita spesso che oggetto di litigi tra vicini sia l’abbaiare del cane. I proprietari affermano che abbaiare è un diritto del cane.  I vicini di casa affermano che l’abbaiare costituisce disturbo della quiete pubblica. Entrambi citano sentenze della Corte di Cassazione.

Chi ha ragione?

Entrambi o, da un punto di vista differente, nessuno dei due.

In questo contrasto giurisprudenziale, tuttavia, è stato possibile individuare delle costanti che, col tempo, sono divenute una sorta di vademecum, delle linee guida.

Cosa è legittimo e cosa no?

Riassumendo, il cane ha il diritto di abbaiare, soprattutto quando percepisce un pericolo, ma deve sempre rispettare le previsioni dell’art. 844 c.c.

La Corte di Cassazione non ha MAI fatto chiarezza sull’argomento e, nel tempo, si sono succedute varie sentenze contraddittorie.

In buona sostanza, per evitare di incorrere in contestazioni, l’abbaiare del cane non deve superare la normale tollerabilità. Che varia a seconda degli orari ed anche in ragione del contesto.

Sono considerati ”illegali” i rumori che superano 5 decibel dalle ore 6.00 del mattino alle 22.00 mentre lo sono quelli che superano i 3 decibel nelle ore notturne. Va precisato che nella valutazione della tollerabilità rientrano anche fattori come il rumore di fondo della strada intorno, l’insistenza del rumore e la loro imprevedibilità. Cioé che uno stesso rumore, l’abbaiare, sarà considerato molesto se si vive in campagna e non si odono altri rumori. Ma non potrà essere considerato molesto se nel contesto vi è una strada trafficata o un bar e/o una discoteca.

Quando si può parlare di disturbo della quiete pubblica?

Quando l’abbaiare del cane provoca disturbo a molte persone, quindi non solo ai vicini, ma anche agli altri condomini. La pena prevista è l’arresto fino a tre mesi e al pagamento di una multa fino a 309 euro. Si tratta di un reato procedibile d’ufficio, per cui basterà una segnalazione o una denuncia da parte di un vicino.

Possono portare via il cane?

Si, ma solo se sussistono determinate condizioni. Le forze dell’ordine potranno intervenire e potranno provvedere al sequestro in caso di pericolo di reiterazione del reato. Il cane potrà essere sequestrato qualora venga accertato che il suo abbaiare dipende da condizioni di abbandono o quando risulta essere vittima di maltrattamenti.

Quando l’abbaiare costituisce un mero illecito?

Quando, come facilmente deducibile, il rumore disturbi solo poche persone. In questo caso, non si potrà procedere con la denuncia, ma solo tramite avvocato e ricorrere in tribunale. E il giudice potrebbe intimare al proprietario di insonorizzare l’appartamento.

Come si fa ad accertare se il cane abbaia troppo ed arreca disturbo?

La risposta ci arriva dalla terza sezione penale della Corte di Cassazione.

Che ha confermato che è un reato non intervenire sul proprio cane che abbaia eccessivamente, disturbando i vicini. I Giudici, in riferimento all’onere della prova, hanno stabilito che non serve una perizia né alcun accertamento tecnico ma sono sufficienti le deposizioni dei testimoni, in grado di riferire le caratteristiche e gli effetti dei rumori percepiti. La responsabilità può essere riconosciuta sulla base di dichiarazioni. Che devono risultare attendibili: assenza di motivi di astio o risentimento nei confronti del proprietario dell’animale.

Su quale norma si basa la responsabilità del padrone?

E’ statuita dall’art. 2052 cc, danno cagionato da animale. Il proprietario è sempre responsabile dei danni arrecati dall’animale. Non importa la tipologia di danni perché il proprietario sarà chiamato a risponderne sia quando questi siano concreti sia quando, invece, incidano sulla sfera della sensibilità intangibile di altre persone.

La giurisprudenza più rilevante sul punto

Negli ultimi anni si sono moltiplicate le norme a tutela degli animali (ricordiamo il nostro articolo sull’affidamento degli animali: https://avvertenze.aduc.it/osservatorio/animali+domestici+affidamento+nella+separazione_33181.php).

La prima sentenza sul punto è quella del Giudice di Pace di Rovereto (Sentenza del 11.8.2006) che ha stabilito che abbaiare è un “diritto esistenziale” dei cani.

Il collare anti-abbaio, quindi, deve essere considerato uno strumento lesivo dei diritti di questi animali.

A seguire c’è stata la sentenza del Tribunale di Lanciano che ha ribadito che “abbaiare” è un diritto sacrosanto del cane, specie quando aiuta l’uomo nella difesa della sua proprietà” (Trib. Lanciano, 2012)

La Cassazione Penale, Sentenza n. 715/2011, ha puntualizzato che rispondono del reato di disturbo della quiete pubblica i proprietari di cani che non ne impediscono “il molesto abbaiare anche in ore notturne”.  Ciò anche se non c’è l’intenzione esplicita di causare il suddetto disturbo.

Particolare, importanza, infine assume la sentenza, n. 715/2010 della Corte di Cassazione che ricorda come il proprietario di un cane deve evitare che sia arrecato disturbo ai vicini di casa, onde evitare di essere imputato per la contravvenzione prevista e punita dall’art. 659 c.p. Disturbo delle occupazioni o del riposo delle persone

Sara Astorino, legale, consulente Aduc

Pubblicato in : Tutela e diritti - A cura di ADUCTag: 2011, aduc, anni, condominio, danni, euro, giurisprudenza, importanza, persone, punto di vista, separazione, valutazione

Info Sara Astorino

Interazioni del lettore

Commenti

  1. Armando Stavole

    12 Aprile 2022 alle 00:27

    Esiste innanzitutto un dovere per chi ama i cani e cioè non solo accudirli ma anche educarli. Se non si è capaci da soli seguendo un manuale, ci sono dei bravi istruttori. Vuoi la bicicletta, devi pedalare tu non gli altri per te.

    Rispondi

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