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Ermal Meta: “fermiamo questa mattanza contro le donne”

L’artista con toni pacati si è speso fin da subito su questo fatto di cronaca avvenuto a Palermo con una serie di post mediante i social e durante una diretta su Instagram.   Ermal riferisce di aver raccolto numerose testimonianze di donne vittime di abusi, aprendo un dibattito sulle pene che meriterebbero realmente gli stupratori e sulla difficoltà che hanno attualmente le vittime nel denunciare codeste violenze.

di Dolores Di Mambro | 28 Agosto 2023
Il cantautore Ermal Meta incontra i fans nel centro commerciale di Massa nel 2018 (fonte Wikimedia Commons)

Ermal Meta, cantautore, compositore e polistrumentista di origine albanese  apre un chiaro dibattito sulla macabra  vicenda di violenza sessuale di gruppo avvenuta a Palermo.

Tale stupro è oggetto da giorni di una narrazione superficiale e tossica, spesso giustificativa dai sette ragazzi nella assurda ricerca di alibi perfetta che faccia ricadere, in qualche modo la responsabilità sulla giovane.

L’artista con toni pacati si è speso fin da subito su questo fatto di cronaca con una serie di post mediante i social e durante una diretta su Instagram.   Ermal riferisce di aver raccolto numerose testimonianze di donne vittime di abusi, aprendo un dibattito sulle pene che meriterebbero realmente gli stupratori e sulla difficoltà che hanno attualmente le vittime nel denunciare codeste violenze.

Questa volta il cantante fa un appello alla presidente del consiglio Giorgia Meloni, per fermare la violenza sulle donne, precisando che il suo intervento in merito non vuol essere un’invettiva contro la giustizia italiana, ne vuol creare polemiche inutili , ma vuol cessare una mattanza di sorelle, fidanzate, mamme, nonne, donne in generale che subiscono e spesso restano in silenzio per paura delle conseguenze ,restando in un angosciante silenzio.

Una situazione che preme tanto il cantautore, ma con l’unico intento umanitario di non lasciare sole queste donne, poiché nessuno da peso ne ascolto al loro dolore, pertanto chiede che questo silenzio degli innocenti deve necessariamente terminare.

Ermal Meta e Fabrizio Moro all’Eurovision 2018 ( fonte Wikimedia Commons)

Senza dover scatenare nessun odio, ma consapevoli che quando si commette uno stupro, l’eco di tale crimine perdura per molto tempo, non solo un danno fisico, ma soprattutto psicologico.

La netta presa di posizione di Ermal Meta nel sostenere la necessità   di adottare pene che si adeguate alla gravità del reato in modo che queste possano fungere da deterrente, inoltre si riferisce alle famiglie che hanno il compito di educare, ma  attualmente  risaputo che siamo in una crisi profonda di fallimento del dialogo come via maestra per l’educazione.

In questo contesto è evidente che l’educazione genitoriale abbia un ruolo chiave, ma attualmente anche la propensione all’ascolto da parte degli adulti resta superficiale e facilmente rifiutato.

Tuttavia il cantante è rimasto nei cuori di molti artisti e non solo, per la tenerezza di una canzone già nel 2017 “Vietato morire” nella 67esima edizione di Sanremo, un pezzo autobiografico che racconta delle violenze subite da piccolo dal padre   e dal grande amore della madre  , rappresentando un accorato appello a non mollare mai, qualunque  ignobile circostanza ci presenti la vita. Un inno contro la violenza sulle donne e non stupisce la sua solidarietà di Ermal verso le vittime.

La violenza in ogni sua forma è una piaga che non può e non deve trovare spazio. Determinate brutalità giovanili ci rammentano   di essere dinnanzi ad una mancanza di valori umani, né di rispetto, né di dignità con perdita di modelli educativi, pertanto urge interrogarsi sul complesso   fallimento, del sistema familiare, sociale, educativo e formativo.

Educare al rispetto e alla tutela della dignità di singolo individuo rappresentano valori essenziali su cui fonda la nostra civile convivenza e per contrastare questa pericolosa deriva occorre un lavoro da parte di ognuno, un cooperativismo sociale nel quale nessuno si ritenga escluso.

Dolores Di Mambro

Pubblicato in : Editoriale, MusicaTag: canzone, convivenza, crisi, fallimento, giustizia italiana, lavoro, massa, meloni, merito, palermo, presidente del consiglio

Info Dolores Di Mambro

Pedagogista con esperienza nella consulenza pedagogica e assistenza specialistica, agendo attraverso l’affiancamento, sostegno e relazione.
Docente di Scienze Umane, Storia e Filosofia, estremamente motivata e dotata di approccio riflessivo e analitico, rapportandomi agli studenti e famiglie con empatia, cordialità e professionalità. Animata da spirito di ricerca e sperimentazione per avvicinarmi alle esigenze degli alunni, promuovendo un dialogo aperto anche in contesti multiculturali. Dedita a svolgere il proprio lavoro applicando le proprie competenze da consentire apprendimento con metodologie formative che mirino alla condivisioni al fine di motivare gli allievi. Ambiziosa, motivata e in grado di lavorare in gruppo, dedita a creare e alimentare un ambiente di lavoro positivo per tutti ed integrare conoscenze provenienti da ambiti differenti. Dotata di buone competenze organizzative e comunicative con un marcato senso del dovere congiunto a grande entusiasmo. Intraprendente e dinamica, appassionata di lettura, autrice di molti articoli giornalistici e creativa nelle idee e scrupolosa nella stesura, collaborando con varie testate giornalistiche a livello locale, nazionale e internazionale.

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