«Si riconosce
l’importanza della rieducazione»
«E’ una grande svolta che riconosce il valore di quanti, come noi, lavorano
per la rieducazione dei detenuti come sancito all’art. 27 della nostra
Costituzione. Finalmente oggi si dice che la pericolosità è relativa: una
persona condannata, che giustamente deve pagare per i suoi delitti, può
riscattarsi e cambiare vita». E’ quanto afferma Giovanni Paolo
Ramonda, Presidente della Comunità Papa Giovanni XXIII, alla notizia
che la Consulta ha dichiarato incostituzionale l’ergastolo senza permessi.
«Fino a ieri l’Ergastolo ostativo, il “fine pena mai”, significava negare alla
persona ogni speranza. – continua Ramonda – Oggi invece possiamo affermare che
è giusto dare un’opportunità alla persone di riparare al danno commesso e di
cambiare vita. La vera giustizia non consiste nella vendetta».
Le Comunità per Carcerati. La Comunità di don Benzi gestisce 6
Comunità Educanti con i Carcerati (CEC), strutture per l’accoglienza di
carcerati che scontano la pena, dove i detenuti sono rieducati attraverso
esperienze di servizio ai più deboli nelle strutture e nelle cooperative
dell’associazione. La prima casa è stata aperta nel 2004. Ad oggi sono presenti
61 detenuti. Negli ultimi 10 anni sono state accolte 565 persone. Nell’ultimo
anno le giornate di presenza sono state 12.199.
La recidiva crolla. Per chi esce dal carcere la tendenza a
commettere di nuovo dei reati, la cosiddetta recidiva, è il 75% dei casi.
Invece nelle comunità della Papa Giovanni, dove i detenuti sono rieducati
attraverso esperienze di servizio ai più deboli, i casi di recidiva sono appena
il 15%.

Lascia un commento