• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

Erdogan alza la voce, la Merkel china il capo 

La messa sotto processo di Boehmermann è un segnale ad altri comici, satiri, attori, disegnatori e
assimilati che da tempo punzecchiano un altro sultano, lo zar Vladimir Putin.

di Marco Guidi | 24 Aprile 2016

Recep Tayyip Erdogan batte Angela Merkel 6-0. Usando una metafora tennistica, va detto che siamo solo al primo set (il risultato definitivo lo stabilirà un tribunale tedesco). Ma già così, il fatto che la cancelliera tedesca abbia ottemperato all’ordine (non sapremmo chiamarlo altrimenti) di Ankara di rinviare a giudizio per offese a un capo di stato estero il comico Jan Boehmermann è una decisione che ha dato da pensare e da scrivere in tutto l’Occidente.

Paradossalmente, le critiche più articolate e estese sono venute da due quotidiani americani, il New York Times e il Washington Post, che hanno analizzato a fondo i reali rapporti di forza tra la Turchia e tutta l’Unione europea (Ue).

Che Erdogan tenga l’Ue con un cappio attorno al collo è ovvio. La sua minaccia di non ottemperare agli accordi per trattenere o richiamare in Turchia i fuggiaschi di Siria, Iraq, Afghanistan è tale da rendere l’intera Unione – che non è riuscita a elaborare non diremo una politica comune, ma almeno una serie di misure decenti sul problema rifugiati – succube di Ankara, che è in una posizione di forza nei confronti di qualsiasi governo europeo.

Però, questa è una risposta ovvia ma incompleta alla domanda sul perché frau Merkel abbia ceduto al diktat di Erdogan. Un cedimento che nella storia tedesca era avvenuto altre due sole volte, quando a essere offesi furono lo shah di Persia Reza Pahlavi e il dittatore cileno Augusto Pinochet.

Calcoli elettorali a Berlino
Il secondo motivo è sotto gli occhi tutti: se il comico non fosse stato incriminato sarebbe saltata la visita ad Ankara della cancelliera. Una visita che ha importanza geopolitica ma anche economica per un paese che è il primo della Ue per gli scambi con la Turchia, per una nazione che ospita tre milioni di turchi (e di curdi di Turchia).

E proprio in questa presenza sta il terzo motivo del cedimento tedesco al sultano di Ankara. Quando si parla di tre milioni di turchi si fa un calcolo approssimativo; in realtà, i figli di turchi, i nipoti di turchi, quasi tutti con cittadinanza tedesca, sono di più. Turchi giocano nella nazionale di calcio germanica, turchi siedono al parlamento nazionale e in quelli regionali.

Ora è noto a tutti che la comunità turca, anche quella che ha la cittadinanza tedesca e che quindi vota, è in maggioranza sostenitrice della politica e del ritorno all’Islam politico di Erdogan. Rompere con Ankara significherebbe, quindi, alienarsi un bel pacchetto di voti. Anche perché i turco-tedeschi, stando agli analisti, votano di preferenza i cristiano-democratici piuttosto che i socialdemocratici.

C’è poi il problema del visto per i turchi. Il primo ministro Ahmet Davutoglu sta facendo la voce grossa: se il visto per i suoi concittadini diretti in Ue non sarà abolito entro giugno, minaccia, ça va sans dire, ritorsioni, vedi caso proprio a proposito dei profughi (che, va detto, sono quasi scomparsi sul versante dell’Egeo).

Un segnale diretto a Mosca
Basterebbero queste considerazioni a spiegare l’atteggiamento della signora Merkel. Ma c’è anche dell’altro. Primo, è quasi ovvio che il processo a Jan Boehmermann si concluderà con una assoluzione o con una condanna simbolica. Il che dovrebbe far decantare il temporale delle proteste per un rinvio a giudizio che va contro la libertà di satira (anche se si trattava di una satira un po’ stupida, diciamolo).

Secondo, la messa sotto processo di Boehmermann è un segnale ad altri comici, satiri, attori, disegnatori e assimilati che da tempo punzecchiano un altro sultano, lo zar Vladimir Putin. Un altro che mal tollera ogni attacco alla sua personalità e al suo ipertrofico ego.

E i rapporti con la Russia, come noto, per la Germania sono ancora più importanti di quelli con la Turchia. A dimostrarlo, basterebbe esaminare come la Germania ha applicato le sanzioni contro la Russia stabilite dopo i fatti dell’Ucraina. Insomma, il caso in questione potrebbe rappresentare insieme una soddisfazione al Signore di Ankara, un test a costo zero per la Germania, e anche un avviso ad altri critici di altri capi di stato non esattamente democratici né tantomeno tolleranti.

Né vale molto l’osservazione che anche altri paesi hanno nei loro codici il reato di offesa a capo di stato estero. C’è capo di stato e capo di stato: Idi Amin Dadà non era paragonabile a Charles De Gaulle. E Erdogan somiglia pochissimo a un presidente democratico.

Pubblicato in : Primo pianoTag: afghanistan, angela merkel, considerazioni, dittatore, estero, germania, governo, importanza, iraq, la germania, merkel, misure, nazione, parlamento, processo, putin, satira, siria, Socialdemocratici

Info Marco Guidi

Marco Guidi è giornalista esperto di Medio Oriente e Islam, a lungo inviato di Il Messagero, in Turchia e nel mondo arabo. Dalla sua fondazione insegna alla Scuola di giornalismo dell’Università di Bologna.

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgia, credimi: pace impossibile con la jihad
  • Leone Vincenzo su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio
  • Ugo Malasoma su Naza non è un film documento ma verità amputata
  • Anna La Mattina su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Luca Bagatin su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Salvatore D'ostuni su L’habitat che ci pensa dentro
  • Luca Bagatin su La rivoluzione del lavoro e la fine del socialismo novecentesco

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti