Anche ciò che è reale
può trasformarsi in miraggio. Se una cosa basta giusto per 10 persone ma se la
contendono 1000, per i più si trasforma in miraggio.
Ecco perché i cambiamenti in positivo promessi dalla politica, non producono
mai l’effetto promesso e sperato; perché inducendo nei popoli spostamenti
in massa da una condizione di disagio ad una di vantaggio, generano lo stesso
squilibrio provocato dai passeggeri di una barca o di una nave, che spostandosi
velocemente tutti da una parte la fanno capovolgere.
Nell’ultimo mezzo secolo, ha rincorso il progresso facile e ricco un numero
così massiccio di italiani, da capovolgere letteralmente la promessa politica
di lavoro, casa, famiglia, benessere, libertà, diritti e giustizia sociale per
tutti.
Gli spostamenti in massa dai lavori faticosi, sporchi e poveri verso
occupazioni più comode, produttive, garantite e irresponsabili, hanno
vanificato totalmente gli effetti che a prima vista sembravano positivi,
quantomeno per burocrati e professionisti, da ridurre in miseria 5 milioni di
Italiani e 15 milioni a rischio povertà.
Lo spostamento in massa dalla occupazione agricola o artigianale, a quella
professionale o industriale; dal lavoro autonomo pesante povero e incerto, al
lavoro dipendente pubblico o privato sindacalizzato e garantito; dai troppi
doveri ai troppi diritti; dalla troppa responsabilità alla totale
irresponsabilità ha finito per vanificare gli effetti iniziali di progresso,
civiltà, giustizia sociale che sembravano miracolosi, tanto da fare dell’Italia
la quinta o la quarta Nazione industrializzata.
Lentamente le aziende agricole si sono spopolate, le terre sono rimaste incolte
e improduttive, i piccoli artigiani si sono dati al lavoro dipendente mentre le
industrie si moltiplicavano e promettevano miracoli. Ma dopo quattro o cinque
decenni di miracoli truffa a danno dei piccoli e medi imprenditori, lentamente
gli effetti positivi si sono sgonfiati fino a tramutarsi in negativi.
È sparito fino a diventare miraggio il comodo lavoro privato, sono sparite le
garanzie sindacali, è diventato sfruttamento anche il lavoro pubblico, le
piccole imprese private sono fallite, le grosse sono scappate e il progresso si
è squagliato come neve al sole.
Non siamo certo passati in una manciata di secondi dalla giustizia a
l’ingiustizia sociale, ma sia pure lentamente, il cambiamento da positivo in
negativo oggi ha tutta l’aria di essere inarrestabile.
Delle conquiste sindacali per i lavoratori, del profitto facile per le imprese,
e delle ricche tasse per lo Stato si sono perdute ormai pure le impronte
digitali.
In mancanza di un miracolo personale del padreterno, dalla scrivania e dalla
cattedra si dovrà tornare alla zampa, alla cazzuola, alla carriola, ai ferri dell’artigiano,
per riconquistare quel margine di benessere povero ma stabile e vitale di una
volta, quando gli sfaticati gli irresponsabili, i ladri, i corrotti erano una
rarità proprio come ora, con la barca Italia capovolta da un quarto di secolo,
sono diventati rarità gli intelligenti, gli onesti, i responsabili.
Franco Luceri

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