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Eppparliamone (di politica)

Benvenuti nella democrazia che prima di essere perfettamente rappresentativa, deve essere in grado di badare a se stessa e dare una maggioranza per dirigere la nazione.

di Florenza Carsi | 5 Giugno 2016

Mio padre diceva che Berlusconi ci aveva insegnato la democrazia. Diceva che più della metà degli italiani (lui compreso) avevano dovuto accettare l’esito di elezioni che piazzavano al governo uno che credevano un sommo incapace inadatto al ruolo (anche per commistioni varie). Eppure andava accettato. Sosteneva che fino ad allora, l’ecumenismo cerchiobottista del proporzionale aveva riservato governi in cui, alla fine, qualcuno di buono lo mettevano sempre. Citava Andreatta, Goria, Ugo La Malfa, Spadolini ed altri che non ricordo. Mentre Berlusconi se ne infischiò anche di quello. In tanti hanno provato il brivido (fino a ieri appannaggio di democrazie consolidate) di vedere alla guida uno insopportabile senza poter dare colpa ad una imposizione dittatoriale.
Non è da poco.
Adesso arriva la riforma istituzionale.
Un brivido che hanno avuto (anche qui) le democrazie più evolute. Parlo del brivido di fare un cambiamento, casomai non perfetto, e poi tornarci su, e poi tornarci su ancora. Così come dovrebbe essere quando non c’è alcuna dittatura e quando sono al lavoro le misere forze parlamentari che vanno avanti con i voti disponibili, aggiustando il tiro nel tempo.
Pensate un po’, di correzione in correzione, procedono gli inglesi da qualche centinaio di anni. Gli italiani come loro. Da non credere. Anche questo è un discreto brivido.
Si discute tanto del ruolo del Senato. Nelle democrazie antiche, i poteri della camera alta sono variati nel tempo. Tentativo dopo tentativo. Perché sorprendersi che accada anche in Italia?
La legge elettorale. Qualche “costituzionalista” dice che potrebbe sorgere la dittatura di un partito del 40 percento. Ben venuto nella democrazia bbbello. In Gran Bretagna (regime parlamentare puro) si può governare col pugno di ferro e ben di meno. Inoltre, il partito che perde nella maggior parte dei collegi uninominali potrebbe perfino avere (nel complesso) pure più voti di quello che vince e che ha la maggioranza in parlamento. Lo sanno tutti. Benvenuti nella democrazia che prima di essere perfettamente rappresentativa, deve essere in grado di badare a se stessa e dare una maggioranza per dirigere la nazione. Primum vivere, deinde philosophari.
Semmai, occorrerebbe assicurarsi che i partiti siano democratici e offrano la tracciabilità delle decisioni. Elementi centrali della vita democratica.
Oggi, tra i grandi, che piaccia o non piaccia, un solo partito garantisce la tracciabilità decisionale e ha processi statutari democratici: il PD. Avrebbe anche un codice etico la cui stesura è stata effettuata da un comitato presieduto da Sergio Mattarella e di cui faceva parte la “società civile”. Giornalisti compresi (due per tutti: Gad Lerner e Lilli Gruber).
L’Italia ha bocciato la riforma del centro destra (che effettivamente era una schifezza) spero questa passi o il mondo ci prenderà per scimuniti: l’unico paese che critica la sua classe politica e le sue istituzioni e poi boccia ogni tentata riforma in nome di una perfezione immaginaria. Come dire, viviamo nel guano, lasciateci in pace a lamentarci, nel guano vogliamo rimanere.
Ecco fatto i miei compitini: ho pure scritto di politica. Ho fatto della polemica da bar, così non passo per una donnina dedita esclusivamente alla carriera e alle conquiste amorose.
Comunque, anche io (come Matteo) mi gioco tutto.
Seduta sulla mia bella Freccia che corre (stavolta) in direzione Torino, ho un tubino da urlo davvero stretto-stretto. Di quelli che non possono (assolutamente) accettare le mutande. Se salta tutto (bottoni compresi) anche io (come lui) do spettacolo.
Così, tanto per non smentire una certa immagine di donna d’azione

Pubblicato in : Florenza Carsi, Primo pianoTag: anni, berlusconi, centro destra, classe politica, collegi uninominali, democrazia, elezioni, governo, gran bretagna, italia, La Malfa, la nazione, lavoro, legge elettorale, lilli gruber, mondo, nazione, parlamento, pd, regime, ugo la malfa

Info Florenza Carsi

Florenza Carsi, libero professionista. Cura un proprio blog sul social Facebook

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