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ELOGIO DELLA TERZA FORZA

Siamo convinti che un partito intermedio, o una Federazione, che comprenda i seguaci di Rutelli, Casini e Fini, con l’aggiunta di Montezemolo, avrebbe effetti benefici sul nostro sistema. Sarebbe capace di invertire la tendenza a rincorrere le posizioni estremiste ( oggi incarnate dalla Lega o da Di Pietro, come ieri dai veterocomunisti di Rifondazione e del PdCI ). Di Nicola Cariglia

di Nicola Cariglia | 25 Aprile 2010

In Gran Bretagna, democrazia emblema del bipolarismo, i Liberaldemocratici di Nick Clegg sono in testa secondo alcuni sondaggi rispetto a Conservatori e Laburisti, anche se accreditati di un numero notevolmente inferiore di seggi per effetto della legge elettorale. In Francia per le presidenziali, ogni cinque anni, spunta sempre un terzo o quarto candidato ad impensierire e condizionare quelli della destra e della sinistra e, alle legislative i verdi hanno fatto boom, tanto da oltrepassare il 16%. In Germania, fra Socialdemocratici e Democristiani, spesso gli arbitri sono i Liberali.
Tutto ciò, in questi Paesi è ritenuto perfettamente normale, anzi salutare per la democrazia.. Solo in Italia, dove c’erano una dozzina di partiti alla fine della prima repubblica e addirittura quarantaquattro in piena seconda repubblica, vigente la legge maggioritaria del cosidetto “Mattarellum” (!), parlare di terza forza solleva un fuoco di sbarramento capace di intimidire chiunque volesse palesare un qualche favore per tale ipotesi.
Ora che volano gli stracci e che il tramonto dell’illusione bipolarista è a tutti evidente, della eventualità di una terza forza è possibile parlare in termini realistici e sereni, in modo da valutare se essa giovi o meno al nostro sistema.
Noi pensiamo di si. Siamo convinti che un partito intermedio, o una Federazione, che comprenda i seguaci di Rutelli, Casini e Fini, con l’aggiunta di Montezemolo, avrebbe effetti benefici sul nostro sistema. Sarebbe capace di invertire la tendenza a rincorrere le posizioni estremiste ( oggi incarnate dalla Lega o da Di Pietro, come ieri dai veterocomunisti di Rifondazione e del PdCI ). E indurrebbe PDL e PD a sfidarsi su posizioni di moderazione, ragionevolezza e responsabilità come avviene nelle migliori democrazie siano esse regolate da sistemi bipolari o meno. Naturalmente alla condizione che il nuovo partito o la federazione formata da Rutelli, Casini, Fini ed, eventualmente, Montezemolo nasca su posizioni moderate e liberali.
E non si tratta di elucubrazioni di astratto politichese. Sarebbe, infatti, l’unica possibilità attualmente ravvisabile per porre mano alla priorità delle priorità del nostro Paese: il risanamento dei conti pubblici ed il taglio delle imposte e delle tasse. Varie cause fino ad oggi sono state di ostacolo: insipienza, volontà di non scontrasi con fortissimi interessi, ma soprattutto il bisogno di assecondare le frange estreme con il loro inesauribile bisogno di temi demagogici.
Una consistente forza mediana, capace di attrarre consensi su posizioni dettate dalla ragione e dai reali bisogni dei cittadini costringerebbe PDL e PD a non allontanarsi troppo da tali proposte perchè il timore di perdere consensi verso il centro bilancerebbe quello di consegnarli all’estrema destra o all’estrema sinistra.
Dunque, l’ipotesi di una Terza Forza è cosa ben diversa dell’appello all’ammucchiata (tutti contro Berlusconi) lanciato dal segretario del PD Bersani più per nascondere l’attuale povertà di idee del suo partito che per convinzione. Se accolto, l’appello di Bersani darebbe vita ad un fronte eterogeneo e precario, senza reale amalgama. Un forte partito di centro creerebbe un riferimento capace di rendere più equilibrata e meno parossistica la dialettica politica italiana.
E in questo nuovo equilibrio potrebbero trovare un loro spazio anche le idee che si richiamano alla nostra migliore tradizione laica, liberale e socialdemocratica.

Nicola Cariglia

Pubblicato in : Primo piano

Info Nicola Cariglia

Nicola Cariglia ha svolto un’intensa attività giornalistica in RAI, dove entra nel 1970. Per vari anni è stato Vice Direttore della Direzione Esteri RAI (auttalmente RAI International), Direttore della Sede di Pescara e Direttore della Sede RAI per la Toscana.
Ha avuto anche una importante parentesi politico-amministrativa, ricoprendo tra gli altri incarichi quello di Vicesindaco di Firenze e Presidente della Società di gestione dell’Aeroporto di Firenze.
Dal 2002 è Presidente e co-fondatore del Gruppo dei Centouno e Direttore di PensaLibero.it
Dal 2009 è Presidente della Fondazione Filippo Turati, Ente Morale Onlus associato alle Nazioni Unite.

Interazioni del lettore

Commenti

  1. Giovanni Colombini

    27 Aprile 2010 alle 19:54

    Buona sera,penso che sia una occasione troppo ghiotta per non intraprendere questa avventura,Fini è molto tempo che ci pensa e si sente soffocato da Berlusconi e l’amicizia, se vogliamo chiamarla così,con la Lega,Casini è molto che ci prova,Rutelli non ha problemi,ne ha mai avuti?passa tranquillamente dai Radicali alla Margherita al Pd quindi questa esperienza gli manca,Montezzemolo che dire mi ricordo che anni orsono dopo che Berlusconi era sceso in campo dichiarò che un imprenditore deve fare questo e non il politico,comunque va bene si può cambiare idea anzi è sintomo di vivacità mentale,il Pd che dire non dice niente solo la lotta a Berlusconi mi sembra un pò poco,solo Renzi dice qualcosa di diverso e potrebbe spesso risparmiarcelo,quindi è fattibile l’unica nota stonata Rutelli,a lui va bene proprio tutto e Casini troppo bigotto per gli altri per lui molto meno.Bene vedremo qualcosa di nuovo oppure lavato con perlana!!!
    comunque un nuovo argomento.

    Rispondi
  2. Giovanni Colombini

    27 Aprile 2010 alle 19:49

    Buona sera,penso che sia una occasione troppo ghiotta per non intraprendere questa avventura,Fini è molto tempo che ci pensa e si sente soffocato da Berlusconi e l’amicizia, se vogliamo chiamarla così,con la Lega,Casini è molto che ci prova,Rutelli non ha problemi,ne ha mai avuti?passa tranquillamente dai Radicali alla Margherita al Pd quindi questa esperienza gli manca,Montezzemolo che dire mi ricordo che anni orsono dopo che Berlusconi era sceso in campo dichiarò che un imprenditore deve fare questo e non il politico,comunque va bene si può cambiare idea anzi è sintomo di vivacità mentale,il Pd che dire non dice niente solo la lotta a Berlusconi mi sembra un pò poco,solo Renzi dice qualcosa di diverso e potrebbe spesso risparmiarcelo,quindi è fattibile l’unica nota stonata Rutelli,a lui va bene proprio tutto e Casini troppo bigotto per gli altri per lui molto meno.Bene vedremo qualcosa di nuovo oppure lavato con perlana!!!
    comunque un nuovo argomento.

    Rispondi
  3. Maria Rita Monaco

    27 Aprile 2010 alle 14:41

    E’ vero Nicola, io scrivevo mentre il tuo ultimo intervento veniva pubblicato. Certo per antipatia o scarsa fiducia nei cavalieri dell’apocalisse (Fini, Casini, Montezemolo) non possiamo neanche sperare che tutto proceda come adesso. Spero solo che possa cominciare a dare frutti l’impegno tuo e dei Centouno, comunque sono sempre a mobilitarmi. Un abbraccio.

    Rispondi
  4. Traquandi Renato

    27 Aprile 2010 alle 11:57

    Scusate se mi rifaccio vivo, ma carissimo Cariglia, non trovo nelle tue obiezioni, fatti concreti per procedere nella rotta tracciata.
    Più e più volte abbiamo affrontato l’argomento, con il compianto amico fraterno Tristano Governi, e più volte ho convenuto con lui
    che la cosa migliore da fare sarebbe stata quella di adoperare la “cimosa” per cancellare la lavagna e riscrivere tutto daccapo.
    Dalle parole ai fatti!
    Giuseppe Mazzini avrebbe insistito nel suo motto: ” Pensiero e azione”.
    Non ritieni che abbiamo pensato anche troppo?
    Quando dico che dobbiamo riunire “Gli Stati generali” intendo questo non per continuare a parlare, ma mettere una volta per tutte, nero su bianco, di quali e quante risorse possiamo disporre, per attuare un programma condiviso. Recentemente mi sono permesso di inviare a Tirinnanzi una nota pubblicata su La Voce Repubblicana, da me redatta, dal titolo ” A proposito di presidenzialismo…”
    Sei disposto a discutere questo tema?
    Un’altra domanda. Hai mai avuto occasione di leggere “Quale dei governi liberi….” scritto da un giovanissimo Melchiorre Gioia nel 1796?
    Che ne pensi di quel trattato? Conosci i lavori di Piero Gobetti e gli articoli di Carlo Rosselli?
    Trova le energie per scrivere un vero e proprio manifesto dei laici, come fece il Prof. Maranini nel lontano 1963 per il presidenzialismo! Vediamo quali e quanti in quel documento si riconosceranno e lavoriamo per la sua affermazione nella politica militante.
    Non sono ” miei desiderata” questi; sono solo
    concetti per rendere concreta l’idea che abbiamo in testa.
    Cordialmente

    Renato Traquandi

    Rispondi
  5. Milena Samà

    26 Aprile 2010 alle 17:39

    Non vorrei eagerare, ma ho la netta sensazione che la sceneggiata tra Fini e Berlusconi sia stata concepita e realizzata a tavolino, proprio per accattivarsi quella parte dell’elettorato che non aveva votato in quanto scontenta dell’uno e dell’altro.Non so perchè, ma credo che Fini abbia voluto, con gesto teoricamente autolesionista, riprendersi il bastone del comando non per comandare davvero, ma solo per indurre gli incerti( liberali, repubblicani, social democratici etc.sconfinati un pò a sinistra) a ricompattare un centrodestra post elettorale troppo marcatamente leghista.Così facendo, mettendo un freno alle mire federaliste ed espansioniste della lega e diventando il grillo parlante di Berlusconi, ha voluto far intendere al popolo italiano che d’ora in avanti ci sarà Lui a controllare che le cose vadano nel verso giusto e, soprattutto,che le riforme siano fatte davvero nell’interesse di tutti….Che ne dici, potrebbe essere così o la mia è solo cinica malignità femminile?

    Rispondi
  6. nicola cariglia

    26 Aprile 2010 alle 16:03

    Cara Maria Rita,
    forse avevi inserito il tuo commento senza leggere il mio ultimo intervento.
    Credo sia abbastanza chiaro che io non ho alcun paladino della terza forza da sostenere. Oggi un Terza Forza potrebbe essere realizzata per impulso di Rutelli, Fini, Casini e Montezemolo: purtroppo non vedo altri che stiano lavorando a questo progetto.
    Ed io sono convinto che ciò gioverebbe alla situazione italiana.
    Poi, anche io vorrei che nascesse una forza laica liberale e socialista: credo di avere dedicato qualche decennio a questo obbiettivo, purtroppo tanto generosamente quanto vanamente.
    Altre obiezioni che ho letto non le capisco: per antipatia verso “I tre Moschettieri” e D’Artagnan Montezemolo, dovremmo auspicare il consolidamento degli attuali equilibri?

    Rispondi
  7. Maria Rita Monaco

    26 Aprile 2010 alle 15:25

    Caro Nicola, anche a me piace sognare e l’dea di una terza forza, o terzo incomodo, fra due schieramenti che danno ogni giorno di più prova di un progressivo sfilacciamento, vuoi per lotte di potere al proprio interno, vuoi per mancanza di idee, mi sorride e mi permette di proseguire nel mio sogno, Quando però leggo i nomi che tu vorresti coalizzati alla guida di questa forza, allora mi sveglio e passo dal sogno all’incubo. Sotto quante bandiere sono passati i personaggi che tu citi? Sono personaggi ormai vecchi e usurati da quella politica che loro stessi hanno contribuito a trasformare in mestiere privandola di ideali entusiasmo, credibilità. Vorrei una terza forza formata da quei cittadini che indignati non sono andati a votare ma che sono ancora pieni di ideali e di idee. Per questa forza sarei ancora disposta a lottare…

    Rispondi
  8. Nicola Cariglia

    26 Aprile 2010 alle 14:50

    Visto che la discussione si infiamma e che molti ci hanno preso gusto, continuo a gettare benzina: non può fare altro che bene.
    Invito tutti a considerare le cose da me scritte e non a portarsi dietro i propri desiderata o le proprie paure. Altrimenti non ci intendiamo.
    Non ho scritto e tantomento penso che Fini, Montezemolo (la cui foto il nostro Tirinnanzi ha piazzato ad estrema provocazione riuscendo pienamente nell”’intento) Casini e Rutelli siano i profeti finalmente palesatisi al nostro cospetto. Sono cinquantenni che militano in politica da molto tempo prima di essere nati!
    Ho detto e ripeto:
    !- questo bipolarismo è finito, fa solo danni, e regge grazie alla mancanza di alternative ed al mastice delle leggi elettorali. A proposito: che ne dite della gloriosa nomenclatura dei partiti bipolaristi?
    Berlusconi, Bossi, Calderoli, D’Alema, Veltroni, Franceschini, etc.: tutta gente che entusiasma?
    2) Oltre al resto, i due principali partiti, PDL e PD fanno a gara nel rincorrere alleati come Lega e IDV per non perdere voti;
    3) Una consistente terza forza li costringerebbe, invece, a guardare anche al centro per non perdere voti in quella direzione.
    4) Di conseguenza avremmo un sistema più equilibrato e una politica, da parte di tutti, meno nevrotica e, penso, più in grado di affrontare la nostra vera emergenza (rientro dal debito, taglio di imposte e tasse).
    Al momento questo è il massimo che possiamo ottenere per migliorare la situazione. Naturalmente non può essere d’accordo chi è soddisfatto di come stanno andando le cose e chi ritiene di avere altre soluzioni da proporre. Che devo ancora leggere, non solo su Pensalibero.
    Sono, per la cronaca, totalmente d’accordo con le osservazioni di Federico Baldini che suggerisce uno schema più e meglio articolato (preliminare intesa tra laici e socialisti per esercitare un peso nel rinnovamento della asfittica politica italiana.

    Rispondi
  9. Traquandi Renato

    26 Aprile 2010 alle 12:12

    Personalmente ho condiviso l’esperienza
    di riunire forze laiche, liberal socialiste e
    repubblicane, fin dal 1975.
    Imparai allora, e nelle successive occasioni,
    che in politica la regola matematica dell’addizione non conta nulla; più volte la
    somma delle percentuali accreditate al PLI,
    al PRI e al PSDI, risultava ampiamente superiore
    alla percentuale ottenuta, assieme.
    Ci sarà una ragione, ed è questa che va studiato!!!!!!!!!!
    Casini, Fini, e Montezemolo, magari assommati a Rutelli, e chi altro?
    Dovremmo organizzare gli Stati Generali dei laici, illuministi, repubblicani e riformatori liberali, magari
    aggregando quegli ex radicali tipo Della Vedova.
    Ma prima di esercitare la politica ci vuole la cultura del “idem sentire”. attraverso la quale riempire il nostro contenitore con un
    preciso programma condiviso.
    Abbiamo a disposizione un serbatoio enorme, allorquando si conosca la percentuale dei cittadini che non si sono recati a votare.
    Occorrerà, di concerto, reperire le risorse, umane, finanziarie e strumentali, utili ad impiantare l’organizzazione.
    Dalle parole ai fatti! Cariglia carissimo, e che ciascuno di noi, lo ripeterò fino alla noia,
    lasci fuori della porta il distintivo della primigenia appartenenza.

    Renato Traquandi

    Rispondi
  10. Paolo

    26 Aprile 2010 alle 12:05

    Il voto di un terzo schieramento é assolutamente ed esclusivamente un voto di protesta quando maggioranza e opposizione lavorano male e non nell’interesse dei cittadini e del Paese. Il voto Verde in Francia non avrà mai ruolo di terza via, sarà inevitabile che i Verdi si intendano a meraviglia con i Socialisti, altrimenti resteranno al palo! La terza via della quale lei parla, era incarnata dal MoDem di Bayrou che gli elettori hanno bocciato ovunque, tanto che persino ikl n° 2 del partito si é dimesso. La democrazia, se é compiuta, non teme il bipolarsimo, ma premia le idee e i cervelli che a quanto pare in Italia sono al lumicino. Non faccio religione di niente, si figuri del bipolarismo….credo che nel sistema attuale la terza via sia solo di protesta, e si materializzi nel consenso verso forze estreme e che non avranno mai capacità e forza numerica per governare (Verdi o Front National in Francia) e lo stesso vale per l’Italia con Di Pietro o con Grillo. Oppure questa protesta diventa astensione!
    Lei crede realmente che l’accolita della quale mi parla abbia le idee, lo spessore morale e la capacità di migliorare la situazione italiana? Ovvio che no!
    La terza via é solo di chi critica sempre gli uni e gli altri e che appoggia sempre il vincitore, chiunque sia, per restare a galla e prender soldi da tutte le parti.
    Mi dia un nome, Cariglia, di un laico che nel rispetto delle tradizioni italiane, traghetti l’Italia verso le decisioni che il resto d’Europa ha preso, e che rilanci questo Paese.
    Io non ne vedo attualmente, né nei due poli né in una terza via.

    Rispondi
  11. Luigi Marchiorello Dal Corno

    26 Aprile 2010 alle 11:38

    Caro Nicola,
    sono felice che anche un commentatore politico del tuo calibro, indichi l’opportunità di una terza via.
    Le caratteristiche dirompenti di tale soluzione, si avranno però, solo se ci sarà un leader che per ora nessuno può indicare, che sia il Sindaco di Firenze oppure un assessore di Siena, purtroppo evidentemente, non Montezemolo, Rutelli, Casini o Fini, lasciamoli ai due schieramenti per carità! Che con loro hanno sempre mangiato in abbondanza!
    Continua a cercare tra tutti i tuoi lettori e sostenitori, magari aprite la possibilità di sostenere nuovi candidati, usando le care Carte di Credito come schede elettorali, per sostenere quelli che altrimenti non possono sfondare, come era Obama, ma che dalle vostre ricerche, davvero lavorano 24 ore al giorno per tutti noi, dicci quali sono e dacci un modo per sostenerli!!!
    Diventa il Quattroruote della Politica, fai dei Test, come quella rivista e poi informaci di quali Politici può oggi fidarsi l’Italia non in base al semplice intuito ma perchè anche chiamati telefonicamente alle 2 di notte, non si sono negati al loro dovere.

    Rispondi
  12. nicola cariglia

    26 Aprile 2010 alle 11:34

    Caro Paolo,
    avrei detto che lei vive sulla Luna se non sapessi che sta felicemente in Francia. In Francia, appunto, non in Italia.
    Dove (in Italia) di questo bipolarismio alla amtriciana non ne possono più nemmeno coloro che lo avevano inventato, benedetto e foraggiato. Rutelli, Casini, Fini, Montezemolo, con responsabilità diverse sono tra costoro. Ed ora, al di la di ciò che dicono, nei fatti, si rimangiano il loro credo bipolare.
    Che persino un laico come lei ne abbia fatto una religione, fa pensare a quale capacità di persuasione e manipolazione abbiano ancora gli ispiratori ed i beneficiari dell’epica stagione di Tangentopoli.
    Nei Paesi dove davvero, da molti anni, i poli di riferimento sono due, nessuno demonizza i terzi “incomodi”. Non certamente in Francia, dove, se non erro, il successo dei verdi alle amministrative non è il primo ma la replica di quello che ottennero alle legislative.

    Rispondi
  13. Paolo

    26 Aprile 2010 alle 10:18

    No caro Cariglia, stavolta mi trova in disaccordo! Le “terze ” vie costituiscono solo un impiccio alla realizzazione dei programmi delle due forze maggiori, e poi il teatrino che lei mi propone é orribile! Questo centro mi sembra sempre di piu’ una grande ammucchiata, tutti buoni, pii, moderati…ma inconcludenti, con i piedi in 3 staffe e una vera zavorra per il Paese!
    Lei mi parla della Francia, le posso assicurare che la terza via proposta da annia da François Bayrou é stata sonoramente bocciata dagli elettori alle ultime regionali, tanto che i MoDem sono scomparsi dalla carta geografica politica francese! La “terza” via non é che una forma di protesta quando gli esponenti delle due forze maggiori sono incapaci o inesistenti, come é accaduto per i Verdi attualmente, ma alle politiche non avrannp lo stesso peso!
    Invece di proporci una terza minestra riscaldata fatta da radicali in odor di santità, di ex pesudo-fascisti pentiti, di imprenditori di turno con l’asso nella manica, si trovino nei due partiti maggiori delle persone che per ora non ci sono, con gli attributi al loro posto, e che comincino a far avanzare veramente questo Paese.

    Rispondi
  14. Federico Baldini

    26 Aprile 2010 alle 09:27

    Carissimo Nicola,
    sono convintissimo della necessità di una Terza Forza in Italia(e come non potrei da grandissimo estimatore di Giovanni Spadolini?!?) però concordo con l’analisi di Ricolfi che c’era ieri sulla Stampa(vedi http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=search&currentArticle=R7BFP ). In sintesi Ricolfi sostiene che esistano due centri non compatibili: uno moderato fondamentalmente di matrice democristiana ed uno “radicale” che vorrebbe la rivoluzione liberale in Italia. Mettere al centro un contenitore con dentro questi due centri alla fine produrrebbe l’ennesimo “partito” stile PD o PDL. Secondo me starebbe ai laici invece dar vita a quel centro “radicale” di cui si sente tanto bisogno(e magari in seguito allearsi come fecero i piccoli partiti laici PRI,PSDI e PLI all’altro centro..). Che ne pensate?

    Rispondi
  15. nicola cariglia

    26 Aprile 2010 alle 08:53

    Cara Elena e Caro Giampaolo,
    la passione politica è una bella cosa. E voi, come me, ne avete in avanzo.
    Ma io mi sforzo, magari senza riuscirvi, di guardare alle cose distaccandomi dalla passione e ignorando simpatie e antipatie personali.
    Dunque il problema è: nella situazione italiana una Terza Forza che abbia almeno il 15-20% dei voti giova o no? Renderebbe meno esposto alle posizioni estremiste il nostro sistema o no?
    Che poi vi stiano sulle scatole Casini, Montezemolo, Fini, Rutelli, etc. poco importa. Se i protagonisti fossero altri, dareste lo stesso giudizio?

    Rispondi
  16. Nicola Cariglia

    26 Aprile 2010 alle 08:46

    Rispondi
  17. elena

    26 Aprile 2010 alle 08:33

    Ma caro Nicola, quando denuncerete la fine della democrazia reale, sostanziale di qusto Paese? Ma quando leggero’ sul tuo giornale che alla fine ha vinto la P2, cioè gli esecutori del piano Gelli? Ma quale terzo polo! La triangolazione banche, mafia, massoneria ( chiamato ” Il sistema” dai magistrati competenti) anche stavolta lancia la palla a Confindustria..ma quale manager? Montezemolo è uno che se ne va e la FiAT vola in borsa…ma chi lo richiede? Potevano averci messo uno in odore di sagrestia ma anche li, la Chiesa è crollata nella borsa dei valori ( MORALI) della nostra coscienza!
    W il 25 APRILE! W LA RESISTENZA!

    Rispondi
  18. Giampaolo Mercanzin

    26 Aprile 2010 alle 03:50

    E’ tutto un “deja vue”. Eppoi al di la della credibilità di questi personaggi, il Monte(prez)zemolo non è neanche simpatico, nonostante gli sforzi che la stampa amica (vox clamantis in deserto!) fa per proporcelo. Credo che ami di più l’alta societàe non le sorti dell’Italia; e non i Bertolaso che non disdegnano la tuta da lavoro

    Rispondi
  19. fabrizio bonanno

    25 Aprile 2010 alle 22:44

    facciamo questa volta un vero partito politico profondo e concreto! montezzemolo fini casini e tutti noi i veri imprenditori! basta con il teatro di piazza!!!

    Rispondi
  20. caroletta

    25 Aprile 2010 alle 22:19

    …..nessuno può impedirci di sognare….

    Rispondi

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