Film “on the road” quello di Virzì, presentato a settembre a Venezia 74 e. finalmente nelle nostre sale dal 18 gennaio.
Gira in America Virzì e la guarda, la vede , con gli occhi dei due protagonisti : Ella e John che, in una sorta di fuga adolescenziale, percorrono la Route 1, da Boston alla Florida fino a Kay West e alla casa di Hemingway, la cui prosa, “paragonabile a poesia” aveva sempre appassionato John/Souterland, professore di letteratura ormai in pensione .
E’ anche un film che parla dell’amore di una coppia di anziani malati. Ella/Hellen Mirren ha un cancro, mentre John comincia a subire i primi attacchi dell’harzeimer, due non si vogliono arrendere alla malattia e vogliono passare insieme gli ultimi periodi di vita. I figli hanno deciso di separarli , poco prima che questa separazione arrivi i due partono, con il vecchio camper, il compagno di tanti viaggi quando, ancora giovani e con i figli piccoli, viaggiavano per le vacanze.
Tratto dal romanzo di Michael Zadoorian, appunto “The Leasure Seeker”, il soprannome delcamper dei due coniugi il film trasforma la letteratura in vita vissuta. Virzì unisce dramma a commedia, ama i suoi personaggi, ha lasciato liberi i due grande attori protagonisti di evidenziare i loro talenti e la loro caratterizzazione suscita empatia da parte dello spettatore.
Attraverso il viaggio Ella e John cercano di riapproppiarsi del loro destino, rappresentano un’epoca che sta cambiando e, nel cambiamento si notano già le prime avvisaglie dell’arrivo di Trump. (Saterland che si lascia prendere da una manifestazione a favore di Trump, è una pagina di storia del cinema con il suo sguardo a tratti vivace e poi all’improvviso ‘vuoto’ come lo è in quel momento la sua memoria.
Parla quindi di vita e di morte questo film, i due anziani ti commuovono, ti fanno piangere, ma ti fanno anche ridere, a tratti ti ricordano i tuoi genitori e hai voglia di abbracciarli, a tratti capiasci le loro paure preponderanti , la malattia e l’inesorabile fine di vita.
Tutti vorremmo vivere e morire con la lucidità che avevamo da giovani, tutti ci auguriamo una morte senza sofferenza, ma siccome sappiamo che non sarà facile, preferiamo non pensare alla morte e questo è uno di quei film che ti mette davanti alla vita che porta, inesorabilmente, alla morte.
Non certo il film più bello di Virzì ma un film che fa pensare e discutere, un film della ricerca della libertà a tutte le età, un film sulla vita di coppia che scorre tra una baruffa e una gelosia ma che è solido legame fatto anche di reciproca assistenza.
Maria Rita Monaco

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