• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

Economia russa in ginocchio: la balla delle sanzioni che non funzionano

L’apparato industriale è in forte sofferenza per il blocco delle importazioni, in particolare di tecnologia occidentale, indispensabile per il settore manifatturiero: dall’inizio dell’invasione le importazioni in Russia sono crollate del 50%. Di Primo Mastrantoni

di Primo Mastrantoni | 5 Settembre 2022

Dall’inizio della guerra all’Ucraina, la Russia ha perso più di mille società globali che rappresentano circa il 40% del suo Prodotto interno lordo, cioè della  ricchezza che è in grado di produrre in un anno. Queste imprese costituiscono il 12% della forza lavoro russa (5 milioni di persone). L’Associazione russa per le comunicazioni elettroniche, in una relazione alla Camera bassa del Parlamento russo, ha rilevato che, fino a maggio scorso, da 50mila a 70mila lavoratori tecnologici erano fuggiti dal Paese. Un massiccio esodo di cervelli, difficilmente rimpiazzabili.

Dovrebbero bastare questi dati per confutare le tesi di noti cultori di geopolitica, di politici in cerca di voti e di giornalisti che hanno qualche difficoltà di comprensione dell’economia che sostengono l’inefficacia delle sanzioni alla Russia e ne chiedono la revisione. Circola perfino la notizia che la Russia è in una fase di prosperità. Ricordiamo, allora, ciò che ha detto la governatrice della Banca centrale russa, Elvira Nabiullina: “L’attività economica è in declino. La cessazione delle relazioni economiche a lungo termine avrà un impatto negativo”.

Le sanzioni occidentali hanno inserito nella lista nera la maggior parte delle grandi banche russe e tagliato i legami della Russia con le reti logistiche internazionali. E’ bloccato il sistema per le transazioni internazionali bancarie Swift e congelati all’estero 300 miliardi di dollari della Banca centrale russa. L’apparato industriale è in forte sofferenza  per il blocco delle importazioni, in particolare di tecnologia occidentale, indispensabile per il settore manifatturiero: dall’inizio dell’invasione le importazioni in Russia sono crollate del 50%.

Le notizie, false, che provengono dal Cremlino sono dovute ad una  accurata selezione degli indicatori economici favorevoli, omettendo quelli sfavorevoli.  I dati favorevoli sono diffusi con grande risalto e trovano ampia eco sui media occidentali, inducendo la sensazione che è in atto una guerra di logoramento economico che sta mettendo a dura prova l’Occidente. Il governo russo ha progressivamente trattenuto un numero crescente di statistiche chiave che, prima della guerra, venivano aggiornate su base mensile, compresi tutti i dati del commercio estero. I fatti sono che la Russia sta perdendo i mercati principali come esportatrice di materie prime, tra i quali il gas, i cui afflussi all’Europa rappresentavano l’83% delle destinazioni mondiali. Per quanto veritieri, dati pubblicati dalla compagnia energetica statale russa Gazprom mostrano che la produzione è già diminuita di oltre il 35%.

Non c’è dubbio che la Russia sta perdendo il suo status di superpotenza energetica, con un deterioramento irrevocabile del suo posizionamento economico-strategico come fornitore affidabile di materie prime. Inoltre, la Russia è sostanzialmente tagliata fuori dai mercati finanziari internazionali, il che limita la sua capacità di attingere ai bacini di capitali necessari per rivitalizzare la sua economia paralizzata (“Foreign Policy”).

Per l’Occidente non è proprio il tempo di mollare.

(Articolo pubblicato sul quotidiano LaRagione del 1 settembre 2022)

Primo Mastrantoni, Aduc

Pubblicato in : EditorialeTag: aduc, banca centrale, banche, capitali, estero, europa, forza lavoro, governo, lavoro, mercati, mercati finanziari, notizia, parlamento, persone, selezione

Info Primo Mastrantoni

Segretario ADUC

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Luca Bagatin su Cedere al ricatto di Zelensky significa trovarsi in casa 100 milioni di migranti 
  • Luca Bagatin su Cedere al ricatto di Zelensky significa trovarsi in casa 100 milioni di migranti 
  • Fabio Maiorano su Il Miracolo di San Gennaro: quando il giornalismo diventa superstizione
  • Antonio di Meco su Fermare le macchine per salvare la democrazia
  • Angioletta Massimino su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Angioletta Massimino su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio
  • Luca Bagatin su Trump e Putin, l’asse dell’arroganza contro un’Europa che non si piega
  • Luca Bagatin su Spagna e Francia in piazza, l’Italia bipopulista: Europa a rischio sfascio…
  • Gianni su Emergenza casa: tra legalità calpestata e la distorsione del welfare nazionale

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti