Di recente l’Ufficio Studi del Fondo Monetario Internazionale ha pubblicato il risultato di uno studio sulla ricchezza prodotta dall’economia sommersa sui 158 Paesi oggetto dell’analisi.
È inutile dire che l’economia sommersa è difficile a determinarsi ed è presente in tutte le economie del Pianeta. Si calcola che il prodotto lordo attuale delle economie delle Nazioni considerate risulta essere di quasi 75.000 miliardi di dollari, una cifra da vertigine, a fronte del sommerso calcolabile attorno al 30% del prodotto lordo complessivo. Una cifra altrettanto enorme che sfugge alla tassazione di varia natura compresa quella sociale e previdenziale ed ai vincoli legislativi regolanti i flussi produttivo-finanziari.
L’attività economica nascosta complessiva genera corruzione, violazione delle leggi fiscali, scavalcamento dell’iter burocratico di controllo.
In Italia l’economia sommersa, comunque non registrata, è sul 23% del PIL., in Francia del 12%, Gran Bretagna e Germania 8%, U.S.A. 7%, Grecia 26%.
Considerazione finale: le economie dei vari Paesi del mondo producono quasi il 30% in più di quanto denunciato ufficialmente.
Se dovessero emergere quelle evasioni ed elusioni si potrebbero avere a disposizione grandi mezzi finanziari per investire in lavoro, essenziali lavori pubblici, più eque condizioni di trattamento previdenziale, più consumi, più produzione, più interventi a favore dei meno abbienti e quindi più giustizia sociale, maggiori mezzi tecnologici a disposizione delle imprese produttive e dedite alle attività di servizi, interventi non più rinviabili per la sistemazione del nostro fragile territorio ed infine per la ricerca nel campo scientifico e medico-farmacologico.
Osmano Cifaldi

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