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Ecologia e propagandam da Amsterdam a Firenze

Dal 1 maggio Amsterdam è la prima capitale al mondo a vietare negli spazi pubblici la pubblicità per carne e prodotti legati ai combustibili fossili. Il divieto riguarda voli, crociere, auto a benzina e diesel, oltre a carne bovina, suina, pollo e pesce, considerati responsabili di elevate emissioni di gas serra. Misure simili ci sono, o in fase di introduzione, in Olanda, ad Haarlem, Utrecht e Nijmegen, mentre a livello internazionale, ad Edimburgo, Sheffield, Stoccolma, Firenze e Sydney, mentre in Francia c’è un divieto nazionale dal 2022. Sembra la messa in opera della lotta al cosiddetto “effetto dipendenza”, descritto da John Kenneth Galbraith, nel suo celebre libro del 1958, “La società opulenta”: nelle moderne economie sviluppate, i desideri dei consumatori non sono autonomi, ma vengono creati e manipolati dal sistema produttivo stesso (imprese, marketing e pubblicità).

di Vincenzo Donvito | 9 Maggio 2026

Dal 1 maggio Amsterdam è la prima capitale al mondo a vietare negli spazi pubblici la pubblicità per carne e prodotti legati ai combustibili fossili. Il divieto riguarda voli, crociere, auto a benzina e diesel, oltre a carne bovina, suina, pollo e pesce, considerati responsabili di elevate emissioni di gas serra. Misure simili ci sono, o in fase di introduzione, in Olanda, ad Haarlem, Utrecht e Nijmegen, mentre a livello internazionale, ad Edimburgo, Sheffield, Stoccolma, Firenze e Sydney, mentre in Francia c’è un divieto nazionale dal 2022.

Sembra la messa in opera della lotta al cosiddetto “effetto dipendenza”, descritto da John Kenneth Galbraith, nel suo celebre libro del 1958, “La società opulenta”: nelle moderne economie sviluppate, i desideri dei consumatori non sono autonomi, ma vengono creati e manipolati dal sistema produttivo stesso (imprese, marketing e pubblicità). 

Diamo per assunto che si tratta di prodotti che incidono notevolmente all’inquinamento. Secondo l’Intergovernmental Panel on Climate Change, i cambiamenti nei comportamenti dei consumatori potrebbero ridurre le emissioni globali fino al 70% entro il 2050.

Qual è il limite tra propaganda e reale incisività di un provvedimento del genere?

Assomiglia a quando, prima dell’uscita dell’Italia dall’energia nucleare, nei cartelli stradali all’ingresso di alcune località si leggeva “Comune denuclearizzato”. E, successivamente fino ai giorni nostri, nonostante quei cartelli, il problema dell’energia nucleare è di struggente attualità. Non solo, ma anche di impedimento per non aver ancora trovato dal 1987 dove stoccare i rifiuti nucleari nostrani.

Oppure, i consigli comunali o regionali che approvano mozioni per la fine della guerra in questo o quell’altro Continente.

Iniziative di propaganda/sensibilizzazione che non vanno mai oltre.

Il problema  è, e rimane, la politica al di là della propaganda.

Nello specifico del divieto di Amsterdam, per esempio, è altamente probabile che chi non gioverà di queste pubblicità in luoghi pubblici, nello stesso tempo, in treno o aspettando un bus, sarà incollato ad uno telefonino dove scorrono in abbondanza queste pubblicità. La pubblicità digitale rappresenta oltre il 60% della spesa pubblicitaria totale in Europa. Ed è altamente probabile che l’attenzione di queste persone sia maggiore per il telefonino che non per i cartelli “ecologici” che gli sono intorno.

E’  sano e utile mettersi la coscienza a posto con queste propagande e nulla fare, o fare poco, perché cambino le politiche che generano questi inquinamenti, cioè andare alla radice del problema?

La questione è complessa quanto difficile. Per esempio, portandola ad un’apparente estrema ipotesi, sono disposti – Comuni in prima linea e non solo – a svolgere il proprio compito istituzionale (quindi al di là della propaganda) favorendo lo sviluppo di economie e scelte che vadano in questa direzione, dovendo anche confliggere, per esempio, con pesanti inquinamenti come overtourism e installazione di fabbriche inquinanti, pur se queste danno tanto lavoro?

Vincenzo Donvito

Pubblicato in : Editoriale, Esteri

Info Vincenzo Donvito

Vincenzo Donvito, giornalista classe 1953, è fondatore ed animatore di Aduc (Associazione per i diritti degli utenti e consumatori), della quale è Presidente.

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