La grave sconfitta della sinistra, il 4 marzo, avrebbe dovuto portare ad un bagno d ‘umiltà e avrebbe dovuto produrre una seria riflessione ed un ‘ analisi puntuale sulle cause di quel risultato elettorale, soprattutto alla comprensione di una realtà italiana rapidamente mutata. Invece , al di là delle scontate dimissioni di Renzi . è stato fatto ben poco. Anzi si è continuato a litigare con il falso quesito: alleanza con il M5S o non alleanza. Il massimo del minimalismo. Spaventati da un possibile ritorno alle urne e confidando solamente nelle capacità di Mattarella, si è tirato un sospiro di fronte alla ricomposizione del duo Salvini- Di Maio. E di fronte ad un probabile governo gialloverde si è tornati a suonare la solita trita canzone. Insulti, sfottò, pernacchie. Bastava leggere i social per accorgersi che per l’ ennesima volta la sinistra si faceva antipaticamente spocchiosa. Loro tutti asini, noi i più bravi. Peccato che loro hanno vinto. La colpa, come sempre, è del popolo bue che non ha compreso la bontà delle ricette proposte. Il ritornello stanco di qualcuno che si crede sempre e comunque elite e pensa di essere ancora nel Palazzo. Al posto di costruire un’alternativa credibile con nuove proposte ed un partito profondamente mutato si continua con la scontata supponenza. Per riempire il piatto è arrivata anche la sentenza su Berlusconi. Ottimo, non c’ è altro da fare che sparare a pallettoni . Attaccare il vecchio nemico, oggi un po’ a pezzi, è sempre un vero piacere. La prossima settimana il PD terrà la sua assemblea nazionale. La classe dirigente è sempre la stessa da anni .E non è un problema d’età. La rottamazione ha solo ridisegnato la geografia delle correnti. Nulla di più. Il modo di far politica non è cambiato. Siamo al vintage, ma che oggi nessuno compra. Molte sono le storie e le culture lasciate fuori dal freddo accordo tra ex comunisti ed ex democristiani. Ma a lungo andare i pesci rimangono senza acqua.
Roberto Caputo

La sconfitta del PD, dovuta, more solito, al tipico comportamento dissolutorio della sinistra (v. le classiche divisioni, l’ultima dell’orrendo baffino e di Bersani), fa godere chi l’ha provocata. Ora siamo nelle mani di due soggetti che non mi convincono. Spero di sbagliarmi. A me interessa il bene del mio Paese. Ergo fo gli scongiuri classici; quindi spero di aver torto e che questi due soggetti mi smentiscano ………….
È la sinistra del capitale, che auguriamoci rimanga per sempre all’ opposizione.