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Eccola di nuovo la sinistra spocchiosa!

Al posto di costruire un’alternativa credibile con nuove proposte ed un partito profondamente mutato si continua con la scontata supponenza.

di Roberto Caputo | 14 Maggio 2018

La grave sconfitta della sinistra, il 4 marzo, avrebbe dovuto portare ad un bagno d ‘umiltà e avrebbe dovuto produrre una seria riflessione ed un ‘ analisi puntuale sulle cause di quel risultato elettorale, soprattutto alla comprensione di una realtà italiana rapidamente mutata. Invece , al di là delle scontate dimissioni di Renzi . è stato fatto ben poco. Anzi si è continuato a litigare con il falso quesito: alleanza con il M5S o non alleanza. Il massimo del minimalismo. Spaventati da un possibile ritorno alle urne e confidando solamente nelle capacità di Mattarella, si è tirato un sospiro di fronte alla ricomposizione del duo Salvini- Di Maio. E di fronte ad un probabile governo gialloverde si è tornati a suonare la solita trita canzone. Insulti, sfottò, pernacchie. Bastava leggere i social per accorgersi che per l’ ennesima volta la sinistra si faceva antipaticamente spocchiosa. Loro tutti asini, noi i più bravi. Peccato che loro hanno vinto. La colpa, come sempre, è del popolo bue che non ha compreso la bontà delle ricette proposte. Il ritornello stanco di qualcuno che si crede sempre e comunque elite e pensa di essere ancora nel Palazzo. Al posto di costruire un’alternativa credibile con nuove proposte ed un partito profondamente mutato si continua con la scontata supponenza. Per riempire il piatto è arrivata anche la sentenza su Berlusconi. Ottimo, non c’ è altro da fare che sparare a pallettoni . Attaccare il vecchio nemico, oggi un po’ a pezzi, è sempre un vero piacere. La prossima settimana il PD terrà la sua assemblea nazionale. La classe dirigente è sempre la stessa da anni .E non è un problema d’età. La rottamazione ha solo ridisegnato la geografia delle correnti. Nulla di più. Il modo di far politica non è cambiato. Siamo al vintage, ma che oggi nessuno compra. Molte sono le storie e  le culture lasciate fuori dal freddo accordo tra ex comunisti ed ex democristiani. Ma a lungo andare i pesci rimangono senza acqua.

Roberto Caputo

Pubblicato in : Editoriale, Il punto di Roberto CaputoTag: anni, berlusconi, canzone, classe dirigente, dimissioni, governo, pd, renzi, rottamazione

Info Roberto Caputo

Roberto Caputo è un politico milanese, per più legislature è stato consigliere comunale a Milano e Assessore alla Cultura e allo Sport nella giunta del sindaco Paolo Pillitteri nelle fila del Partito socialista italiano. Ha ricoperto poi la carica di Presidente del Consiglio Provinciale di Milano durante la presidenza di Ombretta Colli e quindi Vicepresidente dello stesso con la giunta di Guido Podestà sino all’avvento della Città Metropolitana. Ha alle spalle anche una intensa attività pubblicistica incominciata prima con le raccolte di poesie, poi con i racconti sulla “Mala” a Milano, infine con una serie di romanzi noir metropolitano che ha scritto a quattro mani con la giornalista Nadia Giorgio.

Interazioni del lettore

Commenti

  1. Augusto Federici

    14 Maggio 2018 alle 18:13

    La sconfitta del PD, dovuta, more solito, al tipico comportamento dissolutorio della sinistra (v. le classiche divisioni, l’ultima dell’orrendo baffino e di Bersani), fa godere chi l’ha provocata. Ora siamo nelle mani di due soggetti che non mi convincono. Spero di sbagliarmi. A me interessa il bene del mio Paese. Ergo fo gli scongiuri classici; quindi spero di aver torto e che questi due soggetti mi smentiscano ………….

    Rispondi
  2. Luca Bagatin

    14 Maggio 2018 alle 11:34

    È la sinistra del capitale, che auguriamoci rimanga per sempre all’ opposizione.

    Rispondi

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