“Voglio vedere i segretari di partito che rinunciano al grande potere che dà loro questa legge”. Questa risposta, beffarda e veritiera, di Silvio Berlusconi alla domanda di chi gli chiedeva se ritenesse probabile la reintroduzione della preferenza in una nuova legge elettorale, la dice lunga sullo spirito che anima coloro che mettono mano alle riforme elettorali.
Il potere delle segreterie dei partiti a danno degli elettori si è rafforzato una prima volta con la riforma elettorale del cosiddetto Mattarellum. Fu allora, sotto l’ondata emotiva delle inchieste giudiziarie, che ai cittadini venne tolta la maggior parte della sua capacità di determinare i componenti delle due Camere. Nei collegi uninominali furono catapultati i componenti delle nomenclature di partito, i loro clienti, parenti, amanti. E, come se non bastasse, fu stabilito che i seggi della parte proporzionale fossero assegnati secondo il rigido ordine di lista, quindi senza possibilità di scelta da parte dell’elettore.
Con il “porcellum” varato dal centro-destra fu reintrodotto il sistema proporzionale, ma senza preferenze. Attenzione: checché se ne dica, il ”porcellum” funziona esattamente come la legge elettorale della Regione Toscana, che era stata introdotta un anno prima. La Toscana ha una solidissima maggioranza di sinistra, ma della legge diventarono i più fedeli guardiani proprio gli esponenti locali della CDL.
Dunque, ha ragione Berlusconi che, vivaddio, almeno le cose non le manda a dire: i segretari di partito hanno acquisito un potere che non si faranno togliere di mano.
Alla base di questo potere non c’è solo la designazione direttamente degli eletti, visto che non c’è competizione. C’è soprattutto la possibilità di disporre dei cospicui rimborsi (in realtà finanziamenti) pubblici e, ultimo ma non da meno, di decidere in merito alla utilizzazione del simbolo.
Per tutte queste (e per molte altre) ragioni sarebbe l’ora di mettere mano ad una qualche regolamentazione dei partiti che ne assicuri la democrazia interna.
Ma sono le stesse ragioni per le quali questa regolamentazione viene sempre rinviata.
Ecco perché non ci sono le regole per i partiti
Nelle mani dei segretari un potere immenso: il finanziamento pubblico, la disponibilità del simbolo, la scelta dei candidati che è come dire degli eletti. Ecco perché le preferenze non saranno reintrodotte ed ecco perché la regolamentazione viene sempre rinviata.

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