• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

È stato incostituzionale sostituire la lira con l’euro?

E tutto questo è stato realizzato in Italia nel silenzio assordante della classe intellettuale allagata di filosofi ed economisti, professionisti e giornalisti, costituzionalisti e magistrati.

di Franco Luceri | 10 Maggio 2020

L’atto costitutivo dello Stato italiano ha impegnato dal 1948 al 1981 (anno della privatizzazione della banca d’Italia) la classe politica a garantire dignità e diritti a tutti i cittadini,  attingendo risorse finanziarie per via tributaria, e integrandole emettendo moneta ove fossero insufficienti.

Ordinando alla Banca Centrale (cioè la banca d’Italia finché restò pubblica) di stampare denaro per integrare il gettito tributario necessario ad alleviare la povertà a 10-15 milioni di cittadini poveri, senza abbandonarli come nell’ultimo ventennio, mettendo a rischio persino la classe media.

Fermo restando questo obbligo costituzionale immutato dal 1948, i politici italiani non avrebbero potuto disfarsi, (senza violare anzi “violentare” la Costituzione), della Banca Centrale pubblica (Banca d’Italia) privatizzandola, delle imprese pubbliche super produttive regalandole per quattro soldi e della lira italiana buttandola e tirando lo sciacquone. 

E tutto questo è stato realizzato in Italia nel silenzio assordante della classe intellettuale allagata di filosofi ed economisti, professionisti e giornalisti, costituzionalisti e magistrati.
La classe politica italiana avrebbe potuto portarci nell’Unione Europea, ma non per farci sfruttare e riduci alla fame, accettando l’euro, rinunciando alla Lira e cedendo la nostra sovranità alla BCE, non si sa bene se gratis o a pagamento. 

E se a pagamento, che fine ha fatto il malloppo, posto che gli italiani non hanno mai visto nè la riduzione delle tasse nè la riduzione del debito pubblico.

Cosa che gli inglesi si son guardati bene dal fare, tenendosi stretta la sterlina.
Se l’Italia è entrata volontariamente nella UE bene, ma se le è stato imposto di rinunciare alla Lira per poter entrare nell’Unione Europea, questo ente sovrannazionale è nato violando la nostra Costituzione in complicità con la nostra classe politica, liberissima di farlo, (se autorizzata dal popolo sovrano) ma conservando la lira, perché la giustizia sociale Italiana (e quindi la vita dei poveri) non debba mai dipendere da terzi, da altri popoli e da altri Stati e non sempre o non tutti amici.

O peggio, da un ente sovranazionale economico mai diventato pienamente politico (e quindi rimasto al suo interno sempre ferocemente concorrenziale con gli stati ricchi contro i poveri) tanto da condannare l’Italia alla colonizzazione, ormai schiavizzazione-finanziaria, allo spread schizoide e al rischio default, gli italiani alla rapina tributaria e i piccoli imprenditori onesti al fallimento o al suicidio. 

Persino quando l’intero pianeta è sotto attacco pandemico, il governo invita gli imprenditori ad andare in banca che hanno credito garantito e clienti Caritas raddoppiati in due mesi. Quanto basta per aprire voci e fallire domani.

Ma i finanziamenti a fondo perduto che prima del 1981 hanno fatto decollare l’economia e portato l’Italia a quarta nazione industrializzata del mondo, non più. Ora ci resta solo di staccare la spina a questa giostra di matti.

Un tale diceva: “se vuoi la pace prepara la guerra”. Auguriamoci che non sia già scaduto il tempo per importare ed esportare pace vera e giustizia vera in Europa.

Franco Luceri 

Pubblicato in : EditorialeTag: banca centrale, bce, caritas, classe politica, costituzione, debito pubblico, euro, europa, fallimento, filosofi, finanziaria, giustizia sociale, governo, italia, lira, mondo, nato, nazione, politica italiana, soldi, tasse, unione europea

Info Franco Luceri

Nato nel 1941 e residente nel Salento, dopo due anni di esperienza da dipendente, come ragioniere, passò a l’attività autonoma come agente di commercio. Sposato da 46 anni, e pensionato da 10, ormai coltiva la sua passione più grande e quasi trentennale di opinionista dilettante, apolitico e libero, iniziata nel 1987 per il Quotidiano di Lecce e poi estesa alla Gazzetta del Mezzogiorno e altri giornali nazionali o locali con interventi occasionali. Dal 2011 ha un blog personale su internet “il rebus della cultura”. E dopo varie collaborazioni sul web, è approdato, per la cortese ospitalità del Direttore Nicola Cariglia, su Pensalibero.

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Anna La Mattina su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Luca Bagatin su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Salvatore D'ostuni su L’habitat che ci pensa dentro
  • Luca Bagatin su La rivoluzione del lavoro e la fine del socialismo novecentesco
  • Luca Bagatin su L’aggressione russa alla democratica Ucraina: una guerra dimenticata
  • Puccio Cartoni su Il ricatto della storia: firmare o sparire
  • Cesare Valletta su L’Italia che ripudia la guerra ma finanzia chi la alimenta: la frattura che violenta la Costituzione

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti