Ho seguito, come tutti del resto, la vicenda legata alle intollerabili parole di Beppe Grillo a difesa del figlio e le reazioni che hanno provocato. Senza entrare nello specifico del contesto mi hanno portato a fare una riflessione più ampia sull’attuale situazione politica e sociale italiana.
Gli uomini politici, sempre ammesso che si possa ancora definirli tali, sono ormai diventati veri e propri capobranco che esercitano l’influenza, pressoché totale, che hanno sui propri adepti per demonizzare l’avversario di turno ogni volta che si presenta l’occasione per farlo. Coloro riescono con camaleontica abilità a condannare inesorabilmente, sputare sentenze e architettare linciaggi a carico di chi appartiene a fazioni opposte alla propria, senza il minimo ritegno e, soprattutto, cavalcando idee completamente in antitesi con quelle sostenute in altre circostanze. In poche parole passano dall’essere garantisti a colpevolisti in un batter d’ali basandosi, non su un ideale di fondo, ma semplicemente su chi è il soggetto da garantire o da ritenere colpevole per qualcosa. In base all’accusato si sceglie la linea da tenere: se è dei nostri attacchiamo la magistratura, se è dei loro rispettiamo il lavoro della magistratura! Tutto ciò è intollerabile ed è il modus operandi di tutti gli schieramenti attualmente presenti sulla scena.
E il popolo bue, sempre più influenzabile e senza ormai la minima capacità di pensiero e di critica, li segue inesorabilmente in questa squallida sceneggiata che si perpetua da anni!
Il rigore morale dovrebbe essere la prima dote di qualunque cittadino coinvolto nella “cosa pubblica”.
E questa classe politica non sa cosa sia!
Non si può decidere se essere favorevoli o contrari alla pena di morte in base al condannato; o siamo favorevoli o siamo contrari!
Giacomo Vivarelli
E si affaccia la genìa dei politici capobranco
E il popolo bue, sempre più influenzabile e senza ormai la minima capacità di pensiero e di critica, li segue inesorabilmente in questa squallida sceneggiata che si perpetua da anni! Di Giacomo Vivarelli

Lascia un commento