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E’ nata la televisione del Washington Post

di Oscar Bartoli | 17 Giugno 2013

posttvSe ne parlava da tempo e finalmente e’ venuto l’annuncio: il Washington Post ha ultimato i lavori per la creazione di una televisione che sara’ dispoinibile su ogni computer, smartphone, televisore domestico. Basta che sia scaricata l’application gratuita.
La televisione del Washington Post e’ la dimostrazione di come le grandi testate giornalistiche cerchino di contrastare la perdita di presenze pubblicitarie sui propri giornali e periodici a stampa.
La televisione del quotidiano della capitale e’ la dimostrazione che per attirare lettori e fidelizzarli non basta piu’ un’ottimo web site (come nel caso del Post) ma occorre reinventarsi un ruolo e un modo di essere. Pena la scomparsa dal mercato come e’ successo al prestigioso Newsweek che sta agonizzando ormai anche nell’edizione digitale. Il quotidiano elettronico a pagamento studiato da Rupert Murdoch e’ stato un clamoroso flop nonostante le centinaia di milioni di dollari invesititi. Per quanto riguarda quelle testate che fanno pagare per collegarsi ai loro siti e consultare gli articoli dei loro giornalisti di punta, gli ultimi dati indicano che l’esperimento non sta dando risultati positivi.
Ogni persona ha la disponibilita’ di migliaia di blogs gratuiti tra i quali puo’ scegliere quelli piu’ vicini al proprio sentire politico e gusti personali. Si aggiunga il lavoro di erosione compiuto dai social media, costantemente impegnati nel reinventarsi con nuove offerte e soluzioni ed il quadro, per la stampa tradizionale, non e’ confortante.
Fino ad ora i quotidiani italiani sono stati toccati solo marginalmente da questo fenomeno, in quanto la diffusione della banda larga e’ ancora molto limitata nella Penisola e la cultura digitale stenta ad entrare in una nazione che invecchia sempre piu’. E, come tutti sanno, i vecchi vogliono leggere il giornale di carta standosene a casa o al bar.

Pubblicato in : Primo piano

Info Oscar Bartoli

Oscar Bartoli, Avvocato, giornalista pubblicista, collabora con molti media italiani. Risiede negli Stati Uniti dal 1994 e vive tra Washington D.C. e Los Angeles. Ha lavorato per molti anni nel gruppo SMI,leader europeo nel settore metalli non ferrosi, successivamente nell’IRI come responsabile dei contatti con i media e in seguito direttore IRI USA. Ha insegnato per dieci anni alla scuola di giornalismo della Luiss e per due anni alla Catholic University di Washington DC. Tiene un corso sulla comunicazione nel Master di Relazioni Internazionali dello IULM di Milano. Da giovane, per pagarsi gli studi ma, soprattutto, perche’ gli piaceva, ha lavorato come chitarrista – cantante suonando nelle case del popolo, circoli cattolici, night clubs, radio e televisione. Gli articoli per la rubrica Pillole d’Oltreatlantico sono pubblicati dal blog Letter from Washington DC

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