Per due anni, media e intellettuali, hanno accreditato la panzana del “governo del cambiamento”, del cambio di classe dirigente e della liquidazione di una classe dirigente ( i governi del Pd) e di un’esperienza di governo che, in quattro anni, aveva portato l’Italia fuori dalla crisi finanziaria, aveva stimolato la ripresa economica e avviato importanti riforme. E, sull’Europa i governi Renzi e Gentiloni avevano affermato paritario un ruolo dell’Italia, terza economia del continente, nel processo di riforma dell’Europa. Sono passati solo pochi mesi ma quella ( la fase dei governi Pd) sembra gia’ l’eta’ dell’oro. Che sta passando. Ora gli stessi presuntuosi e sconclusionati apprendisti stregoni dei populisti al governo, si pentono palesemente e assistono inorriditi al guaio che hanno avallato: abbiamo, e lo riconoscono questi intelligenti commentatori, il governo piu’ incompetente, pasticcione, rissoso, isolato, screditato, inefficace ( su ogni dossier e argomento), inconcludente e pericoloso della storia italiana. Oggi i media e i commenti degli “intellettuali” che scrivono di politica sono di costernazione e presa d’atto della pericolosita’ e inefficacia del governo gialloverde. A settembre, si da’ per certo il conto salato ( spread, fuga degli investitori, condanna europea, mannaia sui conti degli italiani) dell’inconcludenza, della vanita’, della pasticcioneria di questo governo vociante, minaccioso ma scandalosamente inefficace e incapace di risultati. Che fare? “Siamo in trappola, sostengono media e commentatori ( coautori del misfatto populista). Gli italiani sono in sintonia con i gialloverdi. E, dunque, ce li dobbiamo tenere. L’opposizione a questo governo e’ inutile. Rassegnatevi a tenerceli a lungo”. Anzi, concludono scioccamente, “siccome gli elettori vogliono punire il Pd, e’ meglio non agitarsi, accettare l’egemonia populista e acconciarsi ad un ruolo passivo. Per espiare le vostre colpe”. Opporsi e’ inutile. Meglio limitarsi a una funzione pedagogica dei bulli al governo: “romanizzare i barbari” afferma tristemente il professor Orsina dalle colonne del Foglio, la ridotta, irriducibile, battagliera ed orgogliosa, dell’opposizione liberale ed europeista al governo populista. Ecco la solfa sui giornali. La tragedia e’ che il Pd- acefalo, senza guida, confuso, senza spina dorsale, burocratico e sensibile alla “perdita del potere”- abbozza e si umilia nell’autoflagellazione e nell’espiazione ( di quali colpe poi?). E invece no. Questi commenti rassegnati sottovalutano la realta’. I governo gialloverde e’ instabile, precario: tanto piu’ sconclusionato ed inefficace, tanto piu’ esposto a scatafasci e rotture. Imposte dai loro stessi atti. E non da qualche presunta opposizione “interna”. I nodi dell’inefficacia e dell’inconcludenza del governo ( sull’economia, sui migranti, sulla ripresa economica, sull’occupazione, sull’industria ecc) verranno al pettine. E servirebbe, allora, un’opposizione viva e non un gruppo di monaci flagellanti.
Umberto Minopoli (pubblicato su Facebook)

Bene ha fatto Pensalibero a criticare negativamente i governi precedenti, e in particolare quello di Renzi. Quanto al governo attuale, molte sono le perplessità; ma mi creda non ho alcuna nostalgia o rimpianto del passato
Oltre agli intellettuali, opinionisti e Media vari anche “Pensalibero” ha tenuto una posizione unicamente critica verso i governi Renzi/Gentiloni.