• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

E’ la giustizia populista bellezza…

Il consenso popolare, sollecitato in ogni modo, consentì ai magistrati di demolire un sistema politico. Oggi è lo scudo di Salvini.

di Nicola Cariglia | 9 Settembre 2018

Ricordate le passeggiate del pool di Mani Pulite sotto la Galleria di Milano?. Il procuratore Borrelli, l’aggiunto D’Ambrosio, l’allora “eroe” Di Pietro, Colombo e Davigo, per l’ora dell’aperitivo uscivano tutti assieme e si inoltravano tra ali di folla in visibilio. Raccoglievano il plauso popolare che era, al tempo stesso, conseguenza e fonte delle loro iniziative giudiziarie. Quante volte sentimmo dire, e leggemmo, che poco importavano forzature, linciaggio delle persone, dei diritti e delle regole di fronte a tanto consenso. Un consenso in nome del quale si poteva passare sopra al superamento della terzietà del giudice e che, addirittura permise a quegli “eroi popolari” di cassare in diretta un decreto che il governo aveva già approvato e che era stato redatto da quel galantuomo e grande giurista dell’allora ministro Giovanni Conso, già presidente della Corte Costituzionale.

Quelle passeggiate caratterizzate dalle pose a favore di fotografi e telecineoperatori mi sono inevitabilmente venute in mente quando ho letto le cronache della trionfale passeggiata del vicepresidente del consiglio Salvini, tra le anguste vie del centro storico di Viterbo. E, altrettanto inevitabilmente, mi è sovvenuto quanto sia facile da aizzare, ma anche quanto sia volubile l’onda travolgente del sentimento popolare.

Pensiamo: appena venticinque anni fa, sostenuti da giornali, radio e televisioni oltre ogni limite, e, conseguentemente sospinti dalle folle con bava alla bocca, i magistrati fecero a pezzi metà classe politica, quella di governo. L’altra metà (Leghisti, comunisti e missini) venne salvata per motivi misteriosi. Non certo perché non coinvolta nel finanziamento illecito della politica, come dimostrato persino da inchieste giudiziarie successive, fino ai giorni nostri. Oggi, le folle ammaliate dai politici del governo, si sono rigirate contro le inchieste della magistratura. In gran parte, salvo ricambi generazionali, sono le stesse: quella parte di popolo che è più volubile ed umorale. E così, da un lato “non è possibile attendere i tempi della magistratura”,  dall’altro “i magistrati vogliono impedire a Salvini di governare”. Ma, a ben vedere non c’è contraddizione alcuna. Perché in entrambi i casi si tratta di pulsioni dettate dall’insofferenza verso lo Stato di diritto e, piuttosto, inclini allo Stato totalitario e autoritario. Come sappiamo, perché l’Italia ci è già passata varie volte, non preannunciano niente di buono. E rendono sempre più urgente e indispensabile un movimento trasversale di resistenza per difendere i diritti e le garanzie della nostra Costituzione.

 

Nicola Cariglia

Pubblicato in : Editoriale, Il punto del DirettoreTag: anni, classe politica, consenso, corte costituzionale, costituzione, di pietro, giornali, governo, magistratura, mani pulite, milano, movimento, persone, populista

Info Nicola Cariglia

Nicola Cariglia ha svolto un’intensa attività giornalistica in RAI, dove entra nel 1970. Per vari anni è stato Vice Direttore della Direzione Esteri RAI (auttalmente RAI International), Direttore della Sede di Pescara e Direttore della Sede RAI per la Toscana.
Ha avuto anche una importante parentesi politico-amministrativa, ricoprendo tra gli altri incarichi quello di Vicesindaco di Firenze e Presidente della Società di gestione dell’Aeroporto di Firenze.
Dal 2002 è Presidente e co-fondatore del Gruppo dei Centouno e Direttore di PensaLibero.it
Dal 2009 è Presidente della Fondazione Filippo Turati, Ente Morale Onlus associato alle Nazioni Unite.

Interazioni del lettore

Commenti

  1. Orazio

    24 Settembre 2018 alle 18:32

    Obbligatorietà dell’azione legale? Come per esempio a Genova?

    Rispondi
  2. marzio siracusa

    17 Settembre 2018 alle 08:32

    Per non parlare della sfacciataggine di un lussemburghese solo a respirare in un paese che esiste grazie all’evasione fiscale planetaria e alla relativa pirateria finanziaria.

    Rispondi
  3. marzio siracusa

    17 Settembre 2018 alle 08:29

    Paolo, la storiella che la nostra emigrazione di fine ottocento primi novecento sia uguale a quella attuale degli africani, è ad uso della cretineria e della volgarità cattoliche. I nostri emigranti andavano in un paese che cresceva e offriva lavoro a occhi chiusi. Questi africani vengono in un continente che stenta ad andare avanti, solo attratti dall’abissale differenza tra la nostra e la loro vita, contenti di attestarsi ai margini e averne le briciole. E non perdere tempo con le banalità del socialista libertario.

    Rispondi
  4. paolo francia

    15 Settembre 2018 alle 10:05

    Vedi Marzio, ad ascoltare la dichiarazione di Salvini che discute col lussemburghese, si puo’ chiaramente vedere chi sia il moderato e chi sia l’esaltato. Salvini spiega le sue ragioni in modo razionale e veramente giusto, mentre il “moderato” lussemburghese fa l’odioso paragone con gli immigrati italiani in Lussemburgo, mentendo perché si tratta di altre epoche, e di una migrazione all’interno della stessa zona europea. Quindi per i moderati, il pizzaiolo leccese o il gelataio modenese che vanno a vivere in Lussemburgo, sono come i migranti del Ghana che vengono in Italia.
    Bisogna, con forza, far capire chi siano i veri moderati e chi invece gli esaltati!

    Rispondi
    • Un socialista libertario

      15 Settembre 2018 alle 19:04

      Il fatto che Francia ritenga “odioso” questo paragone la dice lunga sulla sua visione del mondo. Per lui è “odioso” che un ghanese venga paragonato a un leccese. Perché? Cosa mai ci sarebbe di odioso? Questo si chiama RAZZISMO, sig. Francia. Si ricordi di tutti gli italiani che sono emigrati in America (che fino a prova contraria non è in Europa) e del modo in cui venivano trattati. Si ricordi dei cartelli che in Svizzera vietavano “ai cani e agli italiani” di entrare nei negozi. Si ricordi che se un bel giorno avvenisse qualche catastrofe inaspettata potremmo trovarci anche noi a dover emigrare come accade agli “odiosi” (?) ghanesi. E allora tutti i suoi amici, da Salvini a Toninelli, si trasformerebbero di colpo in dei rifugiati come tanti altri. Negli ultimi tre mesi le morti in mare sono aumentate in modo vertiginoso. Ripeto: le morti in mare. Ma forse a Paolo Francia importa poco di questi morti non italiani, non bianchi. Gli importa poco che nei campi di concentramento libici dove Salvini vuole rispedire i migranti le donne vengano stuprate: sarebbe “odioso”, infatti, paragonarle alle donne bianche e italiane.
      Ma non vedete che questa ondata di populismo sta riportando in auge contenuti che credevamo sepolti per sempre? Dal sovranismo (=nazionalismo) al comunitarismo (=la grande comunità popolare tanto cara a Hitler) alla difesa dell’etnia (=razzismo) al culto dell’uomo forte (=autoritarismo) al disprezzo per la democrazia rappresentativa (=l’aula sorda e grigia)? Cosa aspettiamo ad agire con ogni mezzo legale per fermarli?

      Rispondi
  5. nc

    14 Settembre 2018 alle 10:11

    “Il consenso popolare, sollecitato in ogni modo, consentì ai magistrati di demolire un sistema politico. Oggi è lo scudo di Salvini”.
    Caro Priori Friggi, il sommarietto presenta certo una sintesi scarna. Ma mi pare che sia in linea con il suo commento, a proposito del quale le confermo di avere anche io lo stesso ricordo a proposito del procuratore Borrelli (naturalmente senza sapere se quello riportato dal giornalista era il suo reale pensiero).

    Rispondi
    • Orazio

      24 Settembre 2018 alle 18:29

      Guardi che ora è l’incontrario… Se non lo ha capito.

      Rispondi
  6. marzio siracusa

    14 Settembre 2018 alle 07:51

    Caro Paolo, dietro Moscovici c’è ben altro che si ha terrore di menzionare. C’è la Francia che fa da sponda alla lobby dello stato di Israele e del fascismo sionista, ormai in chiara collisione con la storia ebraica, che mira a tenere sotto controllo l’Europa, rinfacciandole ad arte per l’eternità Hitler e Mussolini, mentre nessuno ha il coraggio di dire che un Netanyau e la sua squadraccia dovrebbero essere processati per crimini di guerra. Sappiamo bene che vedere nel cosiddetto sovranismo segnali di neofascismo e neonazismo è una gigantesca bufala ad uso degli analfabeti e ignoranti arricchiti del PD e del bergoglismo, eppure funziona sempre, e stai certo che da Hollywood arriverà presto una nuova ondata stile Auschwitz-horror, magari con un pizzico di Edgar Allan Poe per eccitarci di più. Ed eccomi già classificato come neonazista e negazionista. Spero di arrivare a domani.

    Rispondi
    • paolo francia

      14 Settembre 2018 alle 11:39

      Macché Marzio, purtroppo quello che scrivi corrisponde a verità, non la tua, ma quella che si scopre scrostando un po’ la crosticina di questa grande merda, ma neanche tanto in profondità. Gli esagitati di Hollywood, cosi come gli esagitati “moderati” che mettono la testa sotto la sabbia per non vedere la realtà, avranno pane per i loro denti.

      Rispondi
  7. paolo francia

    14 Settembre 2018 alle 00:01

    Ora ci si mette anche il socialista Moscovici a dare lezioncine all’Italia, questi “socialisti” stanno rovinando l’Europa e la vita della gente, è tempo di rimetterli alla nullità delle loro esistenze e di non permettere che facciano ancora piu danni.
    Resistiamo, resistete contro questo tipo di attacchi fascisti.

    Rispondi
  8. Luciano Priori Friggi

    13 Settembre 2018 alle 15:34

    Io ricordo Borrelli a cavallo in una famosa foto sul Venerdì di Repubblica.
    E ricordo anche che ci fu una risposta a un giornalista più o meno di questo genere -vado a memoria- “se ci fosse una chiamata…”, e mi pare si riferisse alla possibilità di un incarico (credo di primo ministro) da parte del Presidente della Repubblica.
    Se è così, ma se ricordo male è benvenuto qualsiasi chiarimento, oggi siamo in una situazione diversa.
    Non c’è vuoto di potere.
    E certe iniziative non porteranno alla distruzione di un partito politico, anzi, forse lo rafforzeranno.

    Rispondi
  9. paolo francia

    13 Settembre 2018 alle 07:27

    Silenzio, Nicola risponde solo ai suoi “cari amici”, non degna di risposte chi chiede dove fosse la sua resistenza repubblicana di fronte allo sfacelo di Renzi e del suo governo, la pericolosità di deriva antidemocratica che esso rappresentava, le riforme che andavano contro l’interesse e i diritti dei lavoratori ormai ridotti a schiavitu’ (vedi vicende Uber), la nullità di fronte al problema immigrazione, e sullo scollamento totale tra quella classe dirigente spocchiosa e velleitaria con il sentire della gente.
    Nicola strepita, resiste, mentre il consenso per il PD cala paurosamente, quando sarete rimasti 4 amici al bar, fate segno, vi porto’ un caffé. Da serio, questo giornale sta diventando umoristico.

    Rispondi
  10. nc

    12 Settembre 2018 alle 10:39

    Marzio, evitare di considerare che oggi denuncia soprusi da parte della magistratura chi ieri li avallava, invocava e sosteneva fortemente, significa fare il pesce in barile.

    Rispondi
  11. marzio siracusa

    12 Settembre 2018 alle 08:14

    Nicola, evitare di mettere sul piatto della bilancia la mediocrità impiegatizia di chi oggi opera in magistratura e in politica, e le cause storiche di tanta mediocrità, porta a difendere lo stato di diritto col qualunquismo.

    Rispondi
  12. nc

    11 Settembre 2018 alle 18:52

    Caro Giampaolo Mercanzin,

    non ti si addice il tono dimesso. E, infatti, la tua è ironia. Lo dico per chi non ti conoscesse. Mi accorgo che li facciamo girare parecchio a tanti che non tollerano critiche e che vorrebbero il consenso univoco verso chi ci governa. E direi di continuare a mettere i bastoni tra le ruote e ad opporci con la determinazione di sempre. Noi di vecchio ceppo proprio non ce la facciamo a stare zitti e a omologarci al verbo. Spero di vederti a Budrio. Un abbraccio.

    Rispondi
  13. paolo francia

    11 Settembre 2018 alle 13:36

    ” un movimento trasversale di resistenza ” ahiahiai Nicola! Capisco che la parola “resistenza” ti stia a cuore…..ma che vuoi trasversalare e resistere….perché cotanta brama di resistenza non ti sfiorava in epoca Renziana?

    Rispondi
  14. Giampaolo Mercanzin

    11 Settembre 2018 alle 09:18

    Credo che le caste stiano giocando una partita a porte chiuse. Come hanno sempre fatto. Del popolo, di questo popolo “democratico” sanno di poterne disporre all’occorrenza. Basta trovare il filone in voga del momento. Oggi sembra che il momento privilegi i governi forti, per cui a propria difesa i magistrati alzano il tiro.
    A noi non resta che aspettare il risultato che qualche portavoce manderà ai media.

    Rispondi
  15. nc

    10 Settembre 2018 alle 22:30

    Mi pare di dovere una risposta a Pippo Sanese secondo cui, non si tratta di giustizia a furore di popolo ma solo della nostra giustizia. Cioè, se ho capito bene, la giustizia italiana già funziona male di per se, senza tirare in ballo il suo carattere populista. E, invece, no. Magari è vero che la giustizia funziona male di suo. Ma in aggiunta, l’influsso negativo della volontà di compiacere gli umori della gente c’è, eccome. C’è nella fase dell’esercizio della giurisdizione e lo si vide soprattutto ai tempi di Tangentopoli. Ma c’è anche, ed è forse peggio, nella fase di formazione delle leggi, in Parlamento, come dimostrano le tante leggi speciali approvate in seguito a fatti che hanno provocato emozione. Come si vede, è una malattia che colpisce tutti, in particolare magistrati, politici, e, ovviamente, la gente comune.

    Rispondi
  16. PippoSanese

    10 Settembre 2018 alle 20:07

    Non è la giustizia “populista” è,purtroppo, la giustizia italiana ,quella che peseguiva Craxi e Forlani ma si guardava bene da toccare Amato . La giustizia diretta dal PCI ,che non e’ mai stato toccato ! E’ la giustizia del caso Tortora o piu’ recentemente, per noi senesi le indagini sul “suicidio” Rossi. Magari ,come e’ avvenuto per il caso Tortora, un alto magistrato ammettera’ che ci sono state “superficialità ” nelle indagini. Intanto gli autori della “superficialità ” sono stati promossi più volte ed oggi lautamente pensionati. Lasciamo perdere la giustizia “populista ” . Se non verrà fatto un intervento serio di Rifondazione della magistratura possiamo dimenticarci dello stato di diritto e …democratico…

    Rispondi
  17. Nc

    9 Settembre 2018 alle 11:29

    Volentieri Luca. Ma io sto parlando della giustizia dei tribunali…

    Rispondi
    • Luca Bagatin

      9 Settembre 2018 alle 13:06

      Vero, però il termine è usato impropriamente :)
      Populisti erano e sono Bettino Craxi e Lula, ingiustamente accusati di ogni nefandezza proprio perché sempre dalla parte dei rispettivi popoli.
      La vicenda della lega, per quel che mi riguarda, è assai diversa in quanto l inchiesta se non erro è precedente al suo avvento al governo.
      La giustizia, insomma, farà il suo corso.
      Ciò che mi chiedo è dove si trovi l onestà intellettuale in politica e fra i vari partiti.
      Pare che la Storia non insegni mai nulla.
      E, una volta di più, penso che nei parlamenti e nelle varie assemblee pubbliche, dovrebbero esserci unicamente i cittadini. Volontari, senza remunerazione, al servizio di loro stessi, ovvero dell’ intera comunità.

      Rispondi
      • nc

        9 Settembre 2018 alle 14:27

        Insisto, io parlo della giustizia dei giudici. E intendo che i giudici dovrebbero esercitarla senza subire o fomentare pressioni. Con Tangentopoli, aizzarono tramite stampa il furore popolare. Ora rischiano di avercelo contro. In uno stato di diritto non deve avvenire nè l’una cosa, nè l’altra. Il tema dell’articolo è questo e solo questo. Oltre, naturalmente, alle responsabilità, meglio irresponsabilità, di chi fu e è oggi responsabile di questi guai.

        P.S: sono convinto che le tue teorie questo problema, lungi dal risolverlo, lo aggraverebbero.

        Rispondi
        • Luca Bagatin

          9 Settembre 2018 alle 15:32

          Non so se aggraverebbero o meno il problema.
          La democrazia però è fatta di assunzione diretta dei cittadini e della comunità relativamente alla gestione dei problemi.
          Le teorie non solo mie, ma antiche almeno quanto l Agorà Greca, culla della democrazia.
          Ciò che mi preoccupa di più è la mancanza di onestà intellettuale da parte dei politici e non solo, ovviamente. E anche il fatto che questi possano manipolare l opinione pubblica, così come fanno i media.
          Occorrerebbe, io credo, più formazione in luogo dell informazione. E poi formazione anche in luogo dell ideologia partitica.
          Penso sia per questo che non riesco più ad appassionarmi alla politica italiana, che sa di visto e di rivisto.

          Rispondi
          • nc

            9 Settembre 2018 alle 16:19

            Luca, io insisto con la giustizia intesa come processi. Il ladro di biciclette, con questa tua impostazione, viene giudicato dall’agorà? Scusa l’esempio banale e terra terra, ma è per capire se è giusto che le pressioni del popolo abbiano influenza.

          • Luca Bagatin

            9 Settembre 2018 alle 16:43

            Non ho parlato di giustizia, che attiene ai magistrati e deve giustamente fare il suo corso.
            Ho parlato di democrazia e di politica, che a parer mio dovrebbe essere fatte dai cittadini medesimi. Ovviamente opportunamente formati.
            Ciò che manca oggi è la formazione.

          • Luca Bagatin

            9 Settembre 2018 alle 16:51

            Un tempo a fare formazione erano i partiti.
            Oggi sono dei contenitori. Però penso che almeno chi si richiama a dei valori storico culturali dovrebbe lavorare alla formazione, più che alla propaganda.
            Questo mio ragionamento esula dal tuo articolo. Lo faccio solo per completezza.
            Sono cose che ho tentato di dire anche negli ultimi congressi repubblicani, ma temo di non essere stato capito.
            Non importa.
            Ne ho parlato con Stefano Carluccio di Critica Sociale e penso che presto ci sarà modo per far rinascere anche quella palestra di idee.
            È il massimo, credo, si possa fare
            Inseguire le fazioni, la destra o la sinistra, serve a poco senza la formazione. E la formazione dovrebbe essere la base per la costituzione di menti in grado di autogestirsi e di autogovernarsi.
            Che mi sembra siano aspetti fondanti del socialismo e della democrazia autentica.

  18. Luca Bagatin

    9 Settembre 2018 alle 09:55

    La giustizia populista è una giustizia sociale o, meglio ancora, socialista.
    Non ha a che vedere con la politica odierna, nè con Salvini o cose di questo tipo.
    Caro Nicola, penso che quando ci vedremo dovrò regalarti dei saggi su Herzen (ne conosco di fuori catalogo, ma mi auguro di trovarne di più recenti) e sul populismo russo e statunitense di fine Ottocento e primi del Novecento, ovvero quando nacque :)
    Ad ogni modo se non li trovo ti posso regalare alcuni saggi di Lasch, De Benoist e Michéa in merito :)
    Tutti aspetti secondo me molto più edificabile della politica italiana di oggi e in parte (Bettino Craxi escluso) anche di ieri.

    Rispondi
    • Luca Bagatin

      9 Settembre 2018 alle 09:56

      Aspetti edificanti (non edificabile).

      Rispondi

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Anna La Mattina su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Luca Bagatin su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Salvatore D'ostuni su L’habitat che ci pensa dentro
  • Luca Bagatin su La rivoluzione del lavoro e la fine del socialismo novecentesco
  • Luca Bagatin su L’aggressione russa alla democratica Ucraina: una guerra dimenticata
  • Puccio Cartoni su Il ricatto della storia: firmare o sparire
  • Cesare Valletta su L’Italia che ripudia la guerra ma finanzia chi la alimenta: la frattura che violenta la Costituzione

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti