La malattia che sta mettendo a rischio la razza umana si chiama “binformazione”.
Ormai da un secolo ogni problema viene sdoppiato ideologizzato e falsificato in modo da negarne l’esistenza o enfatizzarne la pericolosità a seconda della convenienza.
Questa doppia, ma falsa informazione, alimentata da due eserciti di sostenitori e detrattori, a volte inconsapevoli ma più spesso interessati e l’un contro l’altro linguisticamente armati, finisce per paralizzare miliardi di umani che non sapendo dov’è il VERO VERAMENTE VERO, brancolano nel buio, o lo cercano invano dalla nascita alla morte, senza trovare mai il coraggio per transitare consapevolmente dalla discussione a l’azione ecologicamente compatibile e socialmente produttiva.
In altre parole l’Umanità è passata dalla civiltà del fare Piramidi quanto montagne, alla in-civiltà del dire montagne di fesserie, che di “valore aggiunto” partoriscono un topolino rachitico e spelacchiato, quando tutto ci va da Dio.
In altre parole ora l’umanità straripa di intellettuali e di tecnici singolarmente tutti capaci di convincere le masse della bontà delle loro argomentazioni, (tutte certificate come scienza a 24 carati) ma prontamente smentite da argomentazioni opposte altrettanto autorevoli e convincenti, che costringono gli umani nel limbo del dubbio, e derubati del coraggio di affrontare il mare ora diventato oceano che separa il dire dal fare.
Servirebbe una strada intermedia fra le estreme ideologie sinistre e destre, dai pochi illuminati definita “terza via”: speriamo ne traccino una sia pure sterrata e stretta quanto il collo di un imbuto, purché si possa fuggire in massa dalla Torre di Babele, prima che per i più diventi assassina.
Franco Luceri

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