
Era nell’aria… si capiva che sarebbe andata a finire così!
Quando le 2 parti vogliono concludere un affare si siedono a tavolino e discutono, limano, rilanciano finché non trovano un accordo.
Se una delle parti non è intenzionata a chiudere l’affare non discute e chiede una cifra al di sopra di ogni ragionevole offerta.
Oggi il mondo del calcio è in mano ai procuratori e i calciatori, tra l’altro recitando tutti lo stesso copione (io penso solo al campo, al resto ci pensa il mio agente), ormai non sono più di proprietà delle squadre in cui giocano e da cui vengono lautamente pagati; sono di proprietà dei loro aguzzini che li concedono, in una sorta di leasing ben remunerato, ai team dei vari campionati.
Mbappè, Kessie, Dibala, Insigne, Vlahovic, Perisic… ognuno ha il suo separato in casa.
Ma le squadre di calcio invece che opporsi compatte a questo sistema si sono adeguate, rimettendoci caterve di soldi e facendosi lo sgambetto a vicenda.
Il primo caso eclatante fu Riccardo Montolivo. Non rinnovò con la Fiorentina perché aveva già un accordo con il grande Milan di quei tempi; si, proprio lo stesso, meno grande, Milan che quest’anno ha perso a zero Donnarumma e Chalanoglu. Karma?
Il procuratore di Vlahovic avrà già in mano l’offerta giusta di qualche squadra che ha fiutato l’affare e che per portarlo a termine ha stretto un patto con uno dei diavoli del settore; senza considerare che continuando ad alimentare queste speculazioni prima o poi si rischia di rimanerne vittima.
Bene ha fatto il presidente Viola, uno degli ultimi romantici del pallone, a scoprire le carte. Ma la sensazione è che, se non si cambia qualcosa a livello normativo, diventerà consuetudine perdere i calciatori a zero euro.
Oggi solo 3 squadre al mondo possono permettersi di acquistare qualunque giocatore. Due per le illimitate possibilità finanziarie (PSG e Manchester City) una per blasone (Real); che però rischia una fine simile a quella del Barca!
Tutte le altre, chi più chi meno, partecipando a questo gioco subdolo dei procuratori rischiano di rompere un giocattolo che è di queste dimensioni solo grazie alla passione dei tifosi. Ma passione e interessi così avidamente sporchi non sono mai andati d’accordo.
Credo sarebbe davvero opportuna una riforma radicale del sistema Calcio, per vivere ancora emozioni come quelle vissute quest’estate con occhi da innamorati e non da disillusi!
Giacomo Vivarelli

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