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Due parole sulle multinazionali farmaceutiche

di Claudio Bellavita | 10 Agosto 2015

A mio sommesso e perfido parere, a pollame , maiali e vitelli si danno i nostri stessi antibiotici, venduti a peso a prezzi molto inferiori.

…che sono quasi tutte in USA e in Svizzera, entrambi ottime sedi sotto il profilo fiscale. D’altra parte l’investimento per produrre nuovi medicinali è elevato e la procedura è lunghissima, per cui gli investimenti di oggi cominceranno a rendere tra 10 anni e più.

A occhio si potrebbe dire che le multinazionali dei farmaceutici sono più disponibili a investire in ricerca sugli antidepressivi, che “rendono” una pillola al giorno per tutta la vita del paziente, piuttosto che sugli antibiotici, che “rendono” due o tre pillole al giorno per una settimana o , al massimo, due.
Il guaio è che gli antibiotici non funzionano più: i batteri si sono abituati a quelli esistenti e poi ne siamo tutti pieni perchè li somministrano in quantità agli animali di allevamento che vivono in condizioni igieniche spaventose. E’ anche vero che secondo le regole, per i maiali bisogna sospendere la “cura” parecchio tempo prima della macellazione, ma non c’è un gran controllo, se non quello dei consorzi che assicurano il marchio di qualità. Quindi il prosciutto che costa poco è ancora pieno di antibiotici che poi non potremo prendere per cura.Polli e tacchini di allevamento meglio evitarli, vitelli non so..Ma direi che tutto quel che finisce nei burger non fa niente bene.
A mio sommesso e perfido parere, a pollame , maiali e vitelli si danno i nostri stessi antibiotici, venduti a peso a prezzi molto inferiori: gli umani pagano la confezione e la propaganda medica a ogni cambio di nome della stessa cosa con qualche aggiunta simbolica.
Viceversa non c’è bisogno di tanta propaganda per gli antidepressivi che creano dipendenza: ci pensano gli psichiatri che si assicurano un cliente a vita.Come succede in USA per i tranquillanti per bambini agitati: sono dipendenti dal Ritalin , prodotto dalla Novartis, 13 milioni di bambini americani (spesso segnalati dagli insegnanti che preferiscono aver bambini imbambolati piuttosto che bambini vivaci, e magari guadagnano una mancia per la segnalazione…) e solo 5000 italiani, grazie alla meritoria campagna di controinformazione della Onlus “giulemanidaibambini”, e anche alla migliore preparazione e prudenza della psichiatria italiana: in USA fino a qualche decennio fa si praticava addirittura la lobotomizzazione, così si garantiva un cliente a vita per le cliniche private: è successo anche a una Kennedy.

Molte delle ricerche delle multinazionali partono dall’analisi dei principi attivi della medicina tradizionale, soprattutto indiana e cinese. Dopo di che si vieta l’esportazione dei prodotti tradizionali e si cerca di imporre ovunque le più efficienti copie fatte dalle multinazionali. Proprio in questi giorni, Bruxelles è piena di lobbisti USA che cercano di bloccare l’accordo di libero scambio tra UE e India, che secondo l’India deve comprendere anche 700 prodotti della loro medicina tradizionale e secondo gli USA, che ritengono l’Europa una loro colonia, no. Provate a indovinare a chi obbediscono gli strapagati eurocrati …che cercano anche di non informare l’europarlamento di queste faccende “tecniche”

Pubblicato in : Primo pianoTag: anni, bruxelles, india, scambio, tutta la vita, usa

Info Claudio Bellavita

claudio bellavita, dirigente Stet-telecom in pensione, è anche stato amministratore di banche. Ora si occupa di politica locale (capogruppo pd circoscrizione centro di Torino) e scrive. La sua “tutta la storia del mondo in un pomeriggio” uscita come e-book su Amazon è in testa alla classifica del settore educazione, e verrà adottata dal liceo italiano di Parigi e consigliata come lettura alle matricole di ingegneria gestionale del Politecnico

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