Pietro Milio, avvocato, senatore dal 1996 al 2001, liberale, radicale, garantista, si è spento , sessantaseienne, il 20 giugno scorso.
Penalista affermato, era stato difensore di parte civile del comune di Palermo nei processi per i grossi appalti, affrontando con coraggio problemi e situazioni inquinate da figure e figuri delle fogne sottostanti alla politica e all’amministrazione pubblica; per poi passare a difendere, in processi altrettanto difficili, Bruno Contrada e, successivamente, il generale Mario Mori.
Iscritto per anni al PLI, anche al Patto Segni e infine alla lista Pannella-riformatori,
eletto in Parlamento, fu membro della commissione giustizia e lavorò alla riforma dei relativi articoli della Costituzione.
Gli amici fiorentini ricordano, tra gli altri incontri, la conferenza-dibattito promossa dal circolo Piero Gobetti , sul tema “quando la politica è lezione morale”, nel centenario della nascita di Ernesto Rossi: con relazioni e interventi, nella sala est-ovest della Provincia, di Giorgio Spini, Vincenzo Donvito, Valerio Giannellini Francesco Giubilei, Gregorio Rispoli. E, appunto , di Pietro Milio , che in quella, come in tante altre occasioni, si fece benvolere : per lo spirito, l’equilibrio, la competenza ; e per una amabile arguzia personale, di squisita venatura meridionale , che caratterizzava il suo modo di esporre, di argomentare, di avvincere e convincere
l’uditorio.
Egidio Sterpa , spentosi pochi giorni fa, ottantaquattrenne, nella “sua” Milano,
è stato, prima di tutto, giornalista e pubblicista: collaboratore prestigioso de Il Tempo, Il Corriere della Sera, Il Giornale di Indro Montanelli; ha scritto numerosi saggi, tra i quali “I figli sulle barricate”, “ La rabbia del sud” , “La scuola tradita”,
“Liberali Così”.
Dal 1979 , per cinque legislature, Egidio Sterpa è stato deputato , eletto per il PLI
nel collegio di Milano-Pavia; e poi consigliere comunale , eletto, nel capoluogo lombardo. Ed anche ministro, nell’ultimo governo Andreotti.
Aveva aderito, successivamente, al movimento berlusconiano, manifestando la convinzione ( come scriveva ad un amico fiorentino nel 2004 ) che anche lì ci fosse la possibilità – meglio, la necessità – di far sentire, se non di far valere, la voce e le proposte dei liberali italiani. Di quei “liberali veri”, come li definisce Carlo Baroni sul Corriere della Sera, che facevano politica “nell’ottica di servitori dello Stato, secondo la visione post-risorgimentale degli eredi di Cavour” Si impegnò per questo e si battè, fra l’altro, per avviare a realizzazione le privatizzazioni: le quali, però – scriveva nel suo “breviario liberale, quasi un dizionario politico”- dovrebbero ( avrebbero dovuto ! ) avere due obbiettivi e quindi “due effetti positivi : uno finanziario..ridurre alcuni costi.. ; l’altro in termini di qualità dei servizi” .
E’ accaduto, sta accadendo, il contrario: la voce liberale di Egidio Sterpa non è stata ascoltata , travolta dalla prepotenza e dalla violenza delle privatizzazioni illiberali di cui l’Italia sta già pagando le conseguenze. Anche per questo vogliamo ricordare il suo insegnamento limpido, nella speranza che non rimanga del tutto disatteso.
Adalberto Scarlino, luglio 2010

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