
Al momento si sa che il drone russo ha provocato almeno due feriti schiantandosi nella notte tra giovedì e venerdì, intorno alle 2:00 del mattino, contro un edificio residenziale di 10 piani a Galați città nel sud-est della Romania al confine con la Repubbliche di Moldavia e di Ucraina. L’incendio causato dall’impatto e dall’esplosione che ne è seguita ha raggiunto un appartamento all’ultimo piano dell’edificio, secondo quanto comunicato dall’Ispettorato generale rumeno per le situazioni di emergenza. A seguito del tracciamento radar del drone nello spazio aereo rumeno due caccia F-16 e un elicottero sono decollati mentre le autorità diramavano allarmi di emergenza ai residenti. Il presidente rumeno Nicușor Dan ha convocato il CSAT, Consiglio Supremo di Difesa Nazionale. Mentre il premier sfiduciato il 5 maggio, l’europeista Ilie Bolojan, rientra dalla Moldavia, il Ministero degli Esteri Oana Țoiu ha definito l’incidente una “grave e irresponsabile escalation da parte della Russia”. La Romania è membro della NATO e dell’Unione Europea e come prima e immediata risposta ha dichiarato il console generale russo persona non gradita. La Russia ha già affermato che risponderà con delle ritorsioni alla chiusura del Consolato.
Galati è diventata obiettivo degli attacchi russi per la sua vicinanza al porto ucraino di Reni, sul Danubio. Già un mese fa un drone russo aveva colpito un’abitazione in città, senza provocare vittime. E si indaga sull’origine di un drone privo di carica esplosiva ritrovato vicino a Baia Mare, che è stata messa in sicurezza, nella Romania nord-occidentale. Conoscendo ormai la costanza della tattica intimidatoria utilizzata dalla Russia contro i vicini europei, nulla impedisce di ritenere che possa trattarsi dell’ennesima provocazione. Il 13 settembre 2025 due F-16 dell’86a Base Aerea rumena controllarono da vicino il volo di un drone russo che transitava nei cieli rumeni, fino alla sua scomparsa dai radar. Negli ultimi mesi Estonia, Lituania, Lettonia e Finlandia hanno segnalato ripetute incursioni russe nel loro spazio aereo. All’inizio del mese le incursioni di droni sono state la causa del crollo del governo in Lettonia. E la mano russa è con forte probabilità anche dietro la crisi del governo rumeno in cui ha giocato una parte rilevante Simion, l’ex sconosciuto candidato alle presidenziali del 2025 che riuscì a mettere in dubbio l’elezione di Dan, e che meglio bisognerebbe definire venuto dal freddo. Accelerare il trasferimento delle capacità anti-drone, è quanto hanno chiesto alla NATO le autorità rumene. Bolojan ha informato della immediata sottoscrizione di un contratto per sistema di difesa anti-drone nell’ambito del programma SAFE dell’Unione Europea.
La prime reazioni. Dall’Ungheria il Primo Ministro Péter Magyar ha denunciato sulla sua pagina Facebook l’”attacco di droni russi” alla Romania, un’aggressione che “sottolinea ancora una volta quanto l’unità dell’Europa e della NATO sia oggi più importante che mai”. Ha scritto ancora Magyar: “L’Ungheria condanna con la massima fermezza qualsiasi attacco che metta in pericolo la popolazione civile e comporti la violazione del territorio e dello spazio aereo di uno Stato sovrano membro dell’UE e della NATO”. E Anita Orbán vice prima ministra e ministra degli esteri ungherese ha convocato l’ambasciatore russo al Ministero perché renda conto del recente assalto di droni alla regione della Transcarpazia. La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha affermato che la Russia “ha oltrepassato un altro limite”. “Siamo pienamente solidali con la Romania e il suo popolo”, ha dichiarato a X. “Continuando a rafforzare la nostra sicurezza e la nostra capacità di deterrenza, soprattutto al confine orientale, continueremo ad aumentare la pressione sulla Russia”. L’Alto rappresentante dell’UE per gli affari esteri e la politica di sicurezza, Kaja Kallas, e il presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa, hanno condannato l’attacco: “Lo schianto del drone russo contro alcuni edifici residenziali a Galați ha costituito una flagrante e grave violazione della sovranità rumena e dello spazio aereo europeo -ha detto Kallas ricordando che Ieri i ministri degli Esteri dell’UE si sono impegnati ad aumentare la pressione sulla Russia, a rafforzare il sostegno all’Ucraina e a investire nelle capacità di difesa dell’Europa-. Non si può permettere a Mosca di violare lo spazio aereo europeo senza doverne rispondere”. La presidente della Repubblica di Moldova, Maia Sandu, ha affermato che “l’attacco dimostra ancora una volta che la guerra lanciata dalla Russia contro l’Ucraina rappresenta una minaccia per l’intera regione e mette in pericolo vite umane. In questo momento siamo solidali con la Romania e l’Europa deve rimanere unita e ferma nella difesa della pace, della sicurezza e dei valori democratici”. Il segretario della NATO Mark Rutte ha parlato con il Presidente Dan assicurando l’assoluta solidarietà della NATO alla Romania e ribadendo che la NATO è pronta a difendere ogni centimetro del territorio alleato. “Continueremo a rafforzare la nostra prontezza a scoraggiare e difenderci da qualsiasi minaccia, comprese quelle provenienti dai droni” ha detto. “La guerra della Russia deve finire, così come la sua indifferenza per la sicurezza dei civili -ha scritto poi Rutte su X -. Da parte nostra continueremo a rafforzare le nostre capacità di deterrenza e difesa sul nostro territorio nazionale e a sostenere l’Ucraina nei suoi sforzi per difendersi dall’aggressione russa”. Gli ha fatto eco L’ambasciatore statunitense presso la NATO Matthew Whitaker: “Difenderemo ogni centimetro del territorio” ha assicurato. La Francia attraverso il ministro degli Esteri Jean-Noël Barrot ha convocato l’ambasciatore della Federazione Russa per chiarimenti. In una nota il ministro ha ricordato che la Francia contribuisce alla sicurezza della Romania con la presenza di soldati schierati sul fianco orientale della NATO. Anche l’Italia si è associata alla condanna con il ministro della Difesa Guido Crosetto che ha dichiarato: “Di fronte a queste minacce la coesione della NATO rimane incrollabile: la sicurezza di un membro dell’Alleanza e dell’Unione Europea è la nostra sicurezza, la sicurezza di tutti noi”.
Claudio Rocco

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