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Droga. E ‘mo che famo?

Per l’ennesima volta, s’e’ trovato un modo per ridurre questa problematica, in un contesto che legislativamente non puo’ portare a nulla.

di Vincenzo Donvito | 8 Maggio 2016

Il titolo in romanesco che abbiamo voluto dare a questa nota non e’ un modo di dire, ma una denuncia. Perche’ sembra che il confronto sul mantenimento o meno delle attuali leggi sulla droga che hanno portato ad un peggioramento della situazione ad ogni livello territoriale, sociale ed economico, nel nostro Paese, si stia sviluppando intorno alle elezioni romane.
Che il candidato Pd, Roberto Giachetti sia favorevole alla legalizzazione, non stupisce nessuno, altrimenti che radical-pannelliano sarebbe, come lui stesso ci ha ricordato piu’ volte. Che sia favorevole anche la candidata del M5S ne siamo contenti, per lei e per noi. Poi c’e’ la reazione della per ora candidata di Fratelli d’Italia e Leganord, Giorgia Meloni che riferendosi alle tesi contrapposte dei suoi presunti contendenti, ha replicato con: ora gli spacciatori sapranno per chi votare (poveraccia, ‘sta Meloni, non sa neanche di cosa sta parlando -diamogli il beneficio della buona fede- …. perche’ gli spacciatori sono contenti quando la droga e’ vietata e non quando potrebbe essere legale, altrimenti di che campano?). E poi c’e’ il battibecco Alfio Marchini (candidato in pectore berlusconiano) e Roberto Saviano sul fatto che il figliolo del primo si e’ salvato da un coma da incidente stradale -che non c’entra nulla con la droga- per il fatto che non si faceva le canne come la maggior parte dei suoi compagni di scuola (1).
E m’e’ venuto da pensare, ma la droga si legalizza rispetto a chi vince le elezioni a Roma? … e quindi canne sotto l’altare della patria o intorno alla fontana di Trevi che, visto che e’ molto vicina a casa di Marco Pannella, si presterebbe meglio alla bisogna.
E siamo solo agli inizi. Poi c’e’ Milano, chissa’ se li’ le canne contano come a Roma. Ma i media, per il momento, ci danno essenzialmente cronache romane. E quindi, ‘mo che famo?
In Colorado/Usa hanno dovuto fare un referendum, in Uruguay una legge di Stato con tanto di appoggio del presidente della repubblica, che ha fatto diventare il piccolo Paese latinoamericnao il primo al mondo dove la droga e’ legale. L’altro giorno all’ONU, la seduta UNGASS (2) ha messo un punto fermo confermando quello che tutti sapevano, cioe’ la situazione precedente, pur se in un contesto diverso in prospettiva (3) . In Italia si sono raccolte di firme per progetti di legge e altrettanti progetti depositati in Parlamento firmati da centinaia di deputati…. Ma mediaticamente e’ la campagna elettorale per la capitale… importantissima campagna elettorale, per carita’, ma che c’entrano le canne?
Sapete cosa ho pensato, visto che di questo argomento me ne occupo da sempre e che Aduc edita anche uno specifico quotidiano in merito (4), denunciando i disastri mondiali delle attuali politiche proibizioniste? Ho pensato che, per l’ennesima volta, s’e’ trovato un modo per ridurre questa problematica, in un contesto che legislativamente non puo’ portare a nulla, solo alle canne che si fanno i ragazzi, alle preoccupazioni dei loro genitori (che fanno finta di non vedere gli ettolitri di alcool che gli stessi figlioli si bevono), alle stupidaggini di quella poveraccia (in materia) della Meloni, si’ da non approfondire e discutere su cosa significano le attuali leggi sulle droghe e su quali possono essere le prospettive, per l’Italia (dove per l’appunto i progetti di legge non mancano) e per il mondo dopo UNGASS.
Domanda, che valga come esempio: quanti Sindaci (per restare in materis di PA) sono disposti a denunciare i disastri politici, economici e sociali della droga proibita sul proprio territorio, piuttosto che cimentarsi se da ragazzi si sono fatti una canna al liceo o all’universita’? Questo si’ che sarebbe un approccio lungimirante costruttivo per i Sindaci, perche’ se ci limitiamo alle dichiarazioni di principio come ha fatto anche il Sindaco di Parma firmando per la legalizzazione ai tavolini dei radicali in questi giorni, … e’ carino, ma rinae fine a se stesso e non smuove nulla. Perche’ -se qualcuno non lo ha ancora capito- il problema principale e’ informare coloro che sanno e fargli prendere consapevolezza che il metodo usato fino ad oggi e’ sfascista i ogni livello umano, politico, economico e sociale.

(1) http://www.aduc.it/notizia/canne+non+canne+botta+risposta+marchini+saviano_132448.php
(2) http://droghe.aduc.it/notizia/ungass+documento+finale+punto+capo_132426.php
(3) mi scuso di questo linguaggio diplomatico/burocratico, ma in quel contesto del Palazzo di Vetro, si ragiona e si questiona in tal modo…
(4) http://droghe.aduc.it/

Pubblicato in : Tutela e diritti - A cura di ADUCTag: aduc, altare della patria, campagna elettorale, colorado, elezioni, genitori, italia, marco pannella, meloni, merito, milano, mondo, notizia, pannella, parlamento, pd, presidente della repubblica, radicali, referendum, repubblica, roma, scuola, stia, usa

Info Vincenzo Donvito

Vincenzo Donvito, giornalista classe 1953, è fondatore ed animatore di Aduc (Associazione per i diritti degli utenti e consumatori), della quale è Presidente.

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