” Un lavoro sono in grado di trovarlo da solo ” . Con questa battuta, durante l’ultima conferenza stampa, Draghi stronca ogni ipotesi politica per il dopo elezioni nel 2023. Eppure, dopo la rielezione di Mattarella, molteplici erano state le proposte che gli venivano avanzate. Non ultima quella di mettersi alla testa di una lista centrista. Insomma nulla di nuovo alla luce del sole. Infatti ben ci ricordiamo l’insuccesso e il rapido dissolvimento della formazione che portava il nome di Monti. Ma Draghi non ci sta. E con eleganza e fermezza rigetta questa soluzione. Però il quesito di chi possa essere il leader di un partito dei moderati rimane nella sua interezza. Chi metterà insieme Casini, Mastella, Calenda, Renzi,Toti, Lupi, Bonino,ad oggi ,è impossibile individuarlo. Ma poi vogliono mettersi davvero insieme ? In fondo sono tutti colonnelli, ma con poche truppe e soprattutto con un io superlativo. Forza Italia smorza subito ogni velleità: siamo noi il centro e rappresentiamo noi i moderati. E Berlusconi il pallino se lo tiene ben stretto. Anche la Lega tenta una campagna acquisti, ma non sfonda. Anzi continua a perdere voti. Le prime risposte arriveranno nelle elezioni amministrative di giugno. Nelle quali la Meloni potrebbe essere tentata dallo strappo e correre da sola. Ogni ipotesi è plausibile, anche la più estrema. Certamente tutte queste fibrillazioni indeboliscono l’azione del governo e mettono in difficoltà Draghi.
Roberto Caputo
Draghi non vuole fare la fine di Monti
Però il quesito di chi possa essere il leader di un partito dei moderati rimane nella sua interezza. Chi metterà insieme Casini, Mastella, Calenda, Renzi,Toti, Lupi, Bonino,ad oggi ,è impossibile individuarlo. Ma poi vogliono mettersi davvero insieme? di Roberto Caputo

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