“La Giornata dell’Europa, che si svolge ogni anno il 9 maggio[i], celebra la pace e l’unità in Europa. La data segna l’anniversario della storica dichiarazione [ii] del 9 Maggio 1950 in cui l’allora ministro degli Esteri francese Robert Schuman espose l’idea di una nuova forma di collaborazione politica in Europa, che avrebbe reso impensabile la guerra tra le nazioni europee. La proposta di Schuman è considerata l’atto di nascita di quella che oggi è l’Unione europea.”
Questo è quanto si legge sul sito ufficiale dell’Ue a proposito della festa del 9 maggio. Nello stesso sito ci sono indicazioni sulle iniziative relative all’anno 2022.
Al contrario di quanto avvenuto l’anno scorso, quest’anno la guerra in Ucraina ha messo al centro dell’attenzione dei popoli europei non la festa dell’Europa del 9 maggio, ma, con sentimenti vari e apprensione, la parata militare di Mosca del medesimo 9 Maggio. Una parata che è nata, com’è noto, per celebrare la vittoria dell’Urss (e delle altre Nazioni alleate) nella “guerra patriottica” contro la Germania nazista.
Non entro nel merito dell’attuale guerra in Ucraina e della parata militare di Mosca dello scorso 9 maggio, ma mi preme registrare e porre in grande evidenza che in questo anno 2022 sono state “sdoganate”, attraverso i media, parole e locuzioni inquietanti: terza guerra mondiale, guerra atomica, apocalisse nucleare, etc.
Mi limito, altresì, a ricordare che l’anno scorso, il 2021, in occasione del 9 Maggio, sono state svolte diverse iniziative in Italia e in Europa. Poiché in Italia il 2021 ricorreva anche il sessantesimo anno della morte di Luigi Einaudi, su questo sito[iii] e su altre testate giornalistiche (con diverse intitolazioni)[iv] era stato pubblicato un articolo a mia firma intitolato “Istruzione e cittadinanza attiva tra passato, presente e futuro” e incentrato sulla festa dell’Europa del 9 maggio e sui propositi delle istituzioni europee.
Dopo aver doverosamente citato Schuman, avevo riportato nel “Dossier” una parte significativa del discorso che Luigi Einaudi fece il 29 Luglio 1947 nell’Assemblea Costituente[v] in occasione dell’approvazione del trattato di pace di Parigi. Riporto qui di seguito la parte dell’articolo che si riferisce ad Einaudi.
“Einaudi nutriva la “visione” di un’Europa unita con la serietà che caratterizzava il suo pensiero politico. Sapeva spiegare le motivazioni delle sue scelte che rispondevano al suo famoso metodo del “conoscere, discutere e poi deliberare”. Un metodo necessario soprattutto perché consente di attraversare e superare il “dubbio” e perché rende credibile e responsabile qualsiasi scelta. La scuola di pensiero, che si riconosce fra gli altri in Einstein, pone molti interrogativi su quanto possano avere giovato all’umanità gli uomini politici e religiosi. Alla luce dei fatti, possiamo affermare che le buone pratiche e il pensiero di Einaudi appartengano alla costruzione dell’edificio della civiltà.
Il discorso di Einaudi all’Assemblea Costituente del 29 luglio 1947 per la ratifica del trattato di pace, è da leggere tutto, per guardare al prima e al dopo dei primi passi per costruire l’Europa. «Quell’Europa una, che era stata, in varia maniera, l’ideale di poeti e pensatori da Dante Alighieri ad Emanuele Kant e da Giuseppe Mazzini». L’analisi di Einaudi sulle motivazioni profonde che portano alla guerra dà spiegazioni chiare sui disastri del secolo breve e sulle due guerre mondiali che lo hanno caratterizzato. Fa comprendere bene l’essenza e le finalità delle idee del nazi-fascismo risalenti «all’Attila moderno» e al «nostro dittatore di cartapesta». E ci avverte che «non è vero che le due grandi guerre mondiali siano state determinate da cause economiche» …« vero è invece che le due grandi guerre recenti furono guerre civili, anzi guerre di religione e così sarà la terza»… «diciamo alto che noi riusciremo a salvarci dalla terza guerra mondiale solo se noi saremo capaci di operare «per la salvezza e l’unificazione dell’Europa».
Einaudi parla di «salvezza» e di «unificazione» dell’Europa in un contesto in cui si cerca di mettere insieme i cocci della distruzione della sciagurata guerra. Dice parole chiare e impegnative quando afferma che «L’Europa che l’Italia auspica, per la cui attuazione essa deve lottare, non è un’Europa chiusa contro nessuno, è un’Europa aperta a tutti, un’Europa nella quale gli uomini possano liberamente far valere i loro contrastanti ideali e nella quale le maggioranze rispettino le minoranze e ne promuovano esse medesime i fini fino all’estremo limite in cui essi sono compatibili con la persistenza dell’intera comunità. Alla creazione di questa Europa, l’Italia deve essere pronta a fare sacrificio di una parte della sua sovranità». Questa “visione” non è una idea di subalternità, ma la consapevolezza di un vero statista. Infatti chiarisce che «scrivevo trent’anni fa e seguitai a ripetere invano e ripeto oggi, spero, dopo le terribili esperienze sofferte, non più invano, che il nemico numero uno della civiltà, della prosperità, ed oggi si deve aggiungere della vita medesima dei popoli, è il mito della sovranità assoluta degli stati. Questo mito funesto è il vero generatore delle guerre; desso arma gli Stati per la conquista dello spazio vitale; desso pronuncia la scomunica contro gli emigranti dei paesi poveri; desso crea le barriere doganali e, impoverendo i popoli, li spinge ad immaginare che, ritornando all’ economia predatoria dei selvaggi, essi possano conquistare ricchezza e potenza. In un’Europa in cui ogni dove si osservano rabbiosi ritorni a pestiferi miti nazionalistici, in cui improvvisamente si scoprono passionali correnti patriottiche» … «urge compiere un opera di unificazione».
In questo discorso, più volte applaudito dall’Assemblea costituente, Einaudi cita il Mahatma Gandhi. Mi preme, al riguardo, ricordare una frase famosa di Gandhi: «La mia vita è il mio messaggio». Anche di Luigi Einaudi possiamo dire che la sua vita è il suo messaggio. Dopo pochi mesi di questo discorso di pace per la pace e per l‘unità dell’Europa come vera e concreta “visione” politica, Einaudi verrà eletto Presidente della Repubblica.”
Antonio Pileggi
[1] link del sito ufficiale dell’Ue: https://european-union.europa.eu/principles-countries-history/symbols/europe-day_it ;
[1] link per leggere la Dichiarazione di Schuman: https://european-union.europa.eu/principles-countries-history/history-eu/1945-59/schuman-declaration-may-1950_it ;
[1] Sito web di Liberalismo Gobettiano, “Istruzione tra passato presente e futuro” https://www.liberalismogobettiano.it/istruzione-e-cittadinanza-attiva-tra-passato-presente-e-futuro/ ;
[1] “Pensalibero, Dossier/ Istruzione e cittadinanza attiva tra passato presente e futuro”, 23 Maggio 2021, https://www.pensalibero.it/dossier-istruzione-e-cittadinanza-attiva-tra-passato-presente-e-futuro/ ; “il Domani d’Italia, L’Europa da cui veniamo e l’Europa verso cui andiamo. Istruzione e cittadinanza attiva tra passato presente e futuro”, 19 Maggio 2021, http://www.ildomaniditalia.eu/leuropa-da-cui-veniamo-e-leuropa-verso-cui-andiamo-istruzione-e-cittadinanza-attiva-tra-passato-presente-e-futuro/ : “Non mollare” – Fondazione Critica Liberale, quindicinale n. 086 del 17 Maggio 2021: https://critlib.it/wp-content/uploads/2021/05/nonmollare-n.-086.pdf ; Sito web di Okeanos: https://www.okeanos.org/istruzione-e-cittadinanza-attiva-tra-passato-presente-e-futuro/ ; il 3 Giugno 2021 sul sito della Fondazione Einaudi: https://www.einaudiblog.it/istruzione-e-cittadinanza-attiva-tra-passato-presente-e-futuro-la-festa-dellue-del-9-maggio/ ;
[1] Verbale dell’Assemblea costituente del 29 Luglio 1947, pagine 6422/6427; il discorso è anche integralmente pubblicato sugli Atti Parlamentari – Assemblea Costituente – Assemblea plenaria, Discussioni Interventi e Relazioni parlamentari, a cura di Stefania Martinotti Dorigo, Vol. II, Dalla Consulta nazionale al Senato della Repubblica (1945-1958), Fondazione Luigi Einaudi, Torino, 1982, pp. 683-694.

Lascia un commento