La vicenda del Covid19 ha avuto momenti altamente drammatici . Con la speranza che in tutto il mondo ci si avvii a una fase decrescente ma con l’impegno a contenerlo e a tenere desta l’attenzione per evitare nuove ondate ci prepariamo anche a gestire la rinascita

Appare, quindi, particolarmente opportuno e stimolante l’ampio saggio di Franco Cardini e Riccardo Nencini Dopo L’Apocalisse Ipotesi per una rinascita (Edizioni La Vela 2020). Un libro che unisce un interessante excursus storico sulle pandemie che si sono succedute nel corso dei secoli (con difformità e analogie) a un‘analisi del presente e a un significativo sguardo al futuro, specie in ordine alle ripercussioni sul piano economico e su quello sociale.
Da rilevare che Cardini e Nencini sfatano molti luoghi comuni nati in questo periodo, ad esempio che la traumatica esperienza che stiamo vivendo porterà alla fine della globalizzazione, a nuovi rapporti sociali, con un’umanità più solidale. Il che, invece, non è affatto scontato. Uscendo, appunto, dagli stereotipi scrivono che oggi il progresso sta correndo in modo esponenziale, la società si evolve troppo in fretta, è utile cercar d’imparare dal passato ma è più utile ancora immaginare inediti scenari futuri. Il modello turbocapitalista non ha ancora finito di collaudarsi ed è già decrepito. E noi siamo qui. Liberi e soli. Solo che libertà e solitudine, in realtà, non stanno affatto bene insieme. Inventiamoci i modi per conservare la nostra libertà. Il primo di tutti è trovare il coraggio di battere la nostra solitudine.
In questa conversazione con il Sen. Riccardo Nencini abbiamo esaminato alcuni focus del libro a cominciare da cosa ci ha insegnato la drammatica esperienza del Coronavirus
“Che siamo vulnerabili nonostante l’evoluzione scientifica – ha rilevato Nencini – e che l’inaspettato può farti davvero male, soprattutto quando ripeti gli stessi errori fatti nel passato, di faccia alle pandemie”.
Circa i mutamenti che ci possiamo attendere sul piano socio-economico, anche in riferimento alle pandemie del passato Nencini ha osservato che
“Paradossalmente, potremmo aspettarci cambiamenti profondi solo se il virus colpisse di nuovo e con alta intensità. Se Covid verrà messo sotto controllo, come pare, non immagino cambiamenti radicali, ne’ nel nostro carattere ne’ nella globalizzazione. In passato, nelle pandemie del ‘300, del ‘600, nelle pestilenze nell’Atene di Pericle o con la peste antonina il numero dei morti fu enorme. Probabilmente una delle cause della crisi dell’impero romano e di Atene. Venne ridisegnato il mercato del lavoro e la geografia delle città”.
A proposito della necessità di riforme che emerge adesso ….. “Un tempo – sottolinea Riccardo Nencini – la peste veniva chiamata la ‘grande livellatrice’ perché provocava morte dovunque. Non è più così. Chi è più debole paga un prezzo più alto, dunque la forbice poveri/ricchi con il coronavirus si allarga. Per questo auspichiamo uno Stato umanizzato fondato su un nuovo patto sociale e su un diverso welfare”.
C’è poi il ruolo dell’Europa. Come lo avete valutato in questo libro ? “ L’Europa –rileva il Sen Nencini – deve affrontare un tornante delicato della storia. Lo scontro Cina/Stati Uniti non è destinato a fermarsi e la Cina temo parte avvantaggiata nella sfida mondiale. L’Europa deve decidere cosa vuol essere. Un continente coeso, con politiche di difesa concertate e un unico ministero delle finanze, insomma un blocco unitario, oppure vuol agire in ordine sparso? La massa di fondi e di investimenti messa in campo penso sia figlia della paura e della necessità”.
E così conclude “ Ancora non scorgo un disegno politico e istituzionale degno dei pionieri. Il rischio, finita la centralità euro-atlantica, è che l’Europa perda un ruolo efficace sul palcoscenico internazionale”.
Gabriele Parenti

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