Le modalità del voto e, soprattutto della accettazione del suo esito da parte degli americani sono per l’Italia il contributo più importante per tutti coloro che credono nel primato della politica e della democrazia.

Può darsi che l’esito del voto americano sia da valutare positivamente dal punto di vista dell’ Europa e della possibilità di una ripresa basata più sullo sviluppo e meno sulle politiche rigoriste che hanno prodotto fino ad oggi depressione e frenato lo sviluppo. Su questo punto gli economisti sono divisi al pari dei responsabili politici delle politiche economiche.
Al di la delle pur importanti ricadute economiche, le modalità del voto e, soprattutto della accettazione del suo esito da parte degli americani sono per l’Italia il contributo più importante per tutti coloro che credono nel primato della politica e della democrazia. I discorsi di entrambi i candidati, quello di Obama a commento della vittoria e quello di Romney dopo la sconfitta, sono la dimostrazione di quanto la politica, al di la dei ruoli dei suoi protagonisti, possa contribuire a rafforzare il sentimento nazionale e l’orgoglio della appartenenza al medesimo Paese.
A due condizioni: che la politica faccia il proprio dovere, e che il sentimento nazionale sia fortemente avvertito.
Quando questo sentimento, come in Italia, latita, è compito di tutti i settori della società ricrearlo. in primo luogo della politica. Ma non esclusivamente.

Gli americani avranno mille difetti però ogni 4 anni ci danno una vera lezione di democrazia…Io non sono un fan di Obama ma vedo in lui e in molti altri protagonisti della vita politica americana una dignità e uno “spessore” che da noi non si vedono. Da noi si continua ancora con l’usato sicuro” o i “compiti a casa”…
Intanto che noi ci si scanna anche ai funerali, dagli Stati Uniti arriva l’ennesima lezione di democrazia. Nessuno delegittima chi ha vinto – in Italia sulla delegittimazione è stata fondata l’intera Seconda Repubblica.