Una donna che accusa un’altra donna di non amare le donne e di non fa nulla per farle emancipare e le lascia indietro. E lo dice a una signora che è arrivata agli apici istituzionali pur essendo partita dal nulla. Senza amicizie importanti si è fatta strada aiutata da persone che le volevano bene e l’ammiravano per la sua intelligenza volontà e tanta voglia di studiare tanto da essere definita secchiona. Dunque, un esempio epocale a dimostrazione che una donna ce la fa.
E pensare che qualcuno, in fattispecie mr. Pochette, in un intervento in Parlamento le ha consigliato di studiare. Quando tutti, anche coloro che bene non le vogliono e di altra parte politica concordano sul fatto che quando parla non sbaglia una sillaba. Nonostante il suo accento, questo si, riconosciamolo, romanesco un po’ eccessivo.
Ma i contenuti sono perfetti e ben incorporati, sentiti e veri. Senza bisogno di un ghost writer ma solo di persone che la supportano e sorreggono con amore. Anche familiari. E sostenitori che senza piaggeria la seguono, alla fine, dopo averla spronata. Questo afferma chi la conosce bene. Ma lei riesce a svincolarsi e svicolare e poi parte da sola, come una crisalide che da embrione trattenuto e quasi costretto conquista la sua forma evoluta passando da vari stadi fino alla metamorfosi e al riscatto finale.
Tanto da tenerci inchiodati all’ascolto per tempi illimitati.
“Leggo che il principale tema di discussione di oggi sarebbe su circolari burocratiche interne, più o meno sbagliate, attorno al grande tema di come definire la prima donna Presidente del Consiglio.
Fate pure. Io mi sto occupando di bollette, tasse, lavoro, certezza della pena, manovra di bilancio.
Per come la vedo io, potete chiamarmi come credete, anche Giorgia”.
“Rimane la battuta infelice e la figuraccia per come è stata zittita. La Meloni non ha frequentato l’università ma ha 30 anni di esperienza politica che indubbiamente sa fare, parla correttamente e correntemente 3 lingue, è molto intelligente, si è diplomata comunque con 60/60 il che non è scontato. Non sono un suo “fan” ma comprendo come abbia supplito alla mancanza di un percorso accademico con la vasta e pregnante esperienza di campo fatta. A differenza di Di Maio, la Meloni le capitali le conosce e bene…. Ha una mente pronta e vivace ed è un buon “animale politico”, ingenuo e prevenuto chi per pregiudizio la sottovaluta. Le è bastata mezza frase per mettere la diligente ma sempre un po’ acida e rancorosa Serracchiani al suo posto. Il Paese ha bisogno per funzionare meglio e per ottimizzare l’azione di governo di una opposizione forte e costruttiva. Debora Serracchiani è una persona preparata e può e deve fare meglio ora che il suo compito non è più governare” Questo il commento di un amico. Commento assolutamente condivisibile.
Inoltre, ci si imbatte in un video in cui un parlamentare si inerpica su un terreno che gli fa fare una figura indecente. Un lapsus, ammesso che lo sia, non può essere consentito in quella location. Fra l’altro leggeva…
“Signora Presidente, la guerra civile terminò il 25 Aprile 1945 con la nascita della Repubblica. Non faccia confusione con le date. Noi saremo qui tutti i giorni a ricordarglielo”.
Ecco l’appassionato intervento di Arturo Scotto (Pd), che catechizza e bacchetta Giorgia Meloni sull’importanza delle date e della storia, mentre confonde il 25 Aprile 1945, Festa della Liberazione, con il 2 Giugno 1946, festa della Repubblica”.
“Abbiamo scritto la storia.
Ora scriveremo il futuro dell’Italia”
La Giorgia.
O, se preferite, il Presidente del Consiglio dei ministri nonché Capo del Governo della Repubblica italiana.
Carla Ceretelli

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