• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

Donald Trump ha scoperto che la gente deve mangiare

Per mesi ha raccontato che i dazi erano una genialata: non alzavano i prezzi, punivano i paesi stranieri, riportavano lavoro in patria. Chi osava dire il contrario veniva bollato come traditore o incompetente.
Poi gli americani hanno guardato lo scontrino del supermercato e i nodi sono venuti al pettine. Il carrello della spesa è esploso: carne, caffè, frutta, prodotti base, tutto più caro. Le famiglie si sono ritrovate a spendere molto di più ogni mese solo per riempire il frigo. Nel frattempo le elezioni locali hanno iniziato a mandare segnali chiari: dove il costo della vita è il tema numero uno, chi governa paga dazio, stavolta nel senso letterale.

di Piero Terracina | 20 Novembre 2025

Per mesi ha raccontato che i dazi erano una genialata: non alzavano i prezzi, punivano i paesi stranieri, riportavano lavoro in patria. Chi osava dire il contrario veniva bollato come traditore o incompetente.
Poi gli americani hanno guardato lo scontrino del supermercato e i nodi sono venuti al pettine. Il carrello della spesa è esploso: carne, caffè, frutta, prodotti base, tutto più caro. Le famiglie si sono ritrovate a spendere molto di più ogni mese solo per riempire il frigo. Nel frattempo le elezioni locali hanno iniziato a mandare segnali chiari: dove il costo della vita è il tema numero uno, chi governa paga dazio, stavolta nel senso letterale. A quel punto il paladino dei dazi ha cambiato copione. Improvvisamente, i dazi sul cibo si possono tagliare. Non perché fossero una pessima idea in partenza, ma perché ora bruciano sui sondaggi. La mossa arriva con aria di grande intuizione: taglio dei dazi su centinaia di prodotti alimentari, soprattutto quelli che pesano di più sul carrello. Carne bovina, caffè, frutta tropicale, succhi, tè, cacao, spezie, perfino fertilizzanti. Non è coscienza sociale, è puro istinto di sopravvivenza politica. I dazi hanno fatto arrabbiare i partner commerciali, hanno zavorrato i consumatori e hanno iniziato a mangiarsi consensi. Così si allenta dove fa più male agli elettori e la si spaccia per “mossa strategica”. Le motivazioni reali sono semplici. Politicamente, non puoi ignorare milioni di persone che ti dicono che fare la spesa sta diventando un lusso. Economicamente, i dazi non sono una punizione per gli altri, sono una tassa in più sui tuoi cittadini. Giuridicamente, l’intero castello montato per giustificare i dazi di emergenza è finito nei tribunali e rischia di crollare.
In mezzo a tutto questo, Trump continua a vendere il sogno del “dividendo dei dazi”: soldi alle famiglie pagati proprio con i proventi di quelle stesse tariffe. Duemila dollari a testa, promessi a chi ha redditi medio-bassi. Peccato che nello stesso momento stia tagliando i dazi che dovrebbero finanziare il regalo, e con gli stessi soldi prometta anche di ridurre il debito pubblico. Un gioco di prestigio senza trucco, perché il trucco è talmente grossolano che si vede da lontano. La storia dei dazi racconta meglio di qualsiasi analisi quanto sia impreparato questo pseudo presidente. Prima annuncia un piano tariffario enorme, costruito più sulla propaganda che sulla logica economica. Poi arrivano gli effetti reali: mercati nervosi, partner irritati, prezzi in salita, ricorsi nei tribunali. Quando la realtà bussa alla porta, parte la fase del rifacimento: si taglia, si corregge, si rinnega senza mai ammetterlo, e ogni marcia indietro viene presentata come parte di un disegno superiore che non esiste. L’immagine è quella di uno che usa i dazi come fossero i tasti di un videogioco: premi un pulsante e colpisci un paese, premi un altro e alzi il prezzo del caffè, poi quando gli elettori si arrabbiano cerchi il tasto “undo” sui prodotti più sensibili. Nessun piano, solo reazioni. Un presidente vero dovrebbe sapere che i dazi toccano catene di fornitura, investimenti, rapporti diplomatici, contratti di lungo periodo. Qui invece è tutto ridotto alla scena del giorno, al titolo del telegiornale, al tweet successivo. La marcia indietro sui dazi alimentari non è una svolta, è una toppa su un buco creato da chi doveva governare con la testa e ha governato con lo slogan. Prima i dazi vengono venduti come bacchetta magica, poi si scopre che la magia la paga chi fa la spesa. Resta il ritratto di uno pseudo presidente che guida la prima economia del mondo come se fosse ancora in campagna elettorale permanente: annunci roboanti, effetti disastrosi, correzioni affannate. Il copione, ormai, è fisso: prima l’annuncio “storico”, poi il casino, poi la retromarcia raccontata come genialata. Cambiano i prodotti sullo scontrino. Lui, purtroppo, no.
Arriverà alle elezioni di mid term? Ai posteri l’ ardua sentenza.

Pero Terracina

Pubblicato in : Editoriale, Esteri, Non sanno quello che dicono

Info Piero Terracina

Mi chiamo Piero Terracina, ho 70 anni, lavoro nel campo delle chitarre dal 1979 e sono un punto di riferimento per molti musicisti.

Ma questa è solo una parte di ciò che sono.

Sono ebreo, panteista, visionario. Non appartengo a nessuna corrente politica, assolutamente apartitico.

Da cinquant’anni studio storia, politica ed economia. Non per mestiere, ma per necessità. Perché capire il mondo non è un passatempo: è un dovere. Scrivo per onestà intellettuale, per rimettere ordine dove il pensiero si è fatto confuso, omologato, pigro.

Non ho mai accettato verità impacchettate né morali a comando.
Credo nella responsabilità personale, nel dubbio, nella tradizione, nella libertà del pensiero critico.
Non appartengo a nessuno. E non scrivo per piacere: scrivo perché tacere, a volte, è peggio che sbagliare.

Da me troverai solo lavori fatti con le mani e idee scolpite con la testa.

Senza slogan. Senza bandiere. Solo ciò che penso. Solo ciò che faccio.

A settembre 2026 ho fondato il sito Volo Radente (www.voloradente.eu) dove pubblico i miei articoli riprodotti anche su Pensalibero.it

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgia, credimi: pace impossibile con la jihad
  • Leone Vincenzo su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio
  • Ugo Malasoma su Naza non è un film documento ma verità amputata
  • Anna La Mattina su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Luca Bagatin su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Salvatore D'ostuni su L’habitat che ci pensa dentro
  • Luca Bagatin su La rivoluzione del lavoro e la fine del socialismo novecentesco

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti