Sappiamo che il San Raffaele puó essere un esempio di organizzazione e di eccellenza in un settore nel quale, purtroppo, in Italia regna sovrana la approssimazione.

“Del San Raffaele sono stato e sono io l’ispiratore; tutto quanto è stato necessario per la realizzazione di quest’Opera nell’aspirazione alla ottimalità in ciascuno dei suoi versanti risale a me; nulla di quanto essenzialmente connesso alla funzionalità del San Raffaele mi è estraneo”. Così aveva scritto in una lettera pubblica indirizzata ai magistrati, al consiglio di amministrazione del San Raffaele e ai giornalisti. “Mi offro al giudizio di tutti, dei signori Pubblici Ministeri, del cda, dell’opinione pubblica, e rivendico l’intera responsabilità morale e giuridica di quanto avvenuto per il San Raffaele”. Ed aveva concluso: “ora cosa significa essere Cristo tempestato da insulti, sulla croce. Fa parte del mio programma sacerdotale”.
Non siamo in grado, ovviamente, di esprimere giudizi su quanto avvenuto al colosso della sanitá cattolica che possa avere eventualmente riguardato il versante penale. Sappiamo che il San Raffaele puó essere un esempio di organizzazione e di eccellenza in un settore nel quale, purtroppo, in Italia regna sovrana la approssimazione e si ripetono insistentemente esempi di malasanitá.
Per favore, si scopra tutto quello che c’è da scoprire penalmente. Ma non si distrugga l’idea.

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