I firmatari della tesi congressuale n. 1, dal titolo “Unità e rinnovamento dei socialisti italiani”, mozione che vede come primo firmatario il Vicesegretario e Portavoce Nazionale del Nuovo Psi, On. Bobo Craxi, al termine di una riunione svoltasi oggi presso l’Hotel Palatino di Roma ha approvato il seguente documento politico:
A poco più di un mese dal Congresso straordinario di ottobre, ambiguità ed inconcepibili tentennamenti contraddistinguono le dichiarazioni ed i comportamenti del Segretario Nazionale, che si riflettono, ancora una volta, in un indebolimento del ruolo e dell’azione del Nuovo Psi.
Eppure, l’ultima Assemblea nazionale del partito, svoltasi nel mese di luglio, ha visto, dopo un serrato dibattito, l’approvazione di un documento politico che non si presta affatto ad interpretazioni di comodo in una logica da ‘giuoco delle tre carte’.
Il documento, approvato all’unanimità, ha indicato chiaramente che il Nuovo Psi ritiene ormai superate le ragioni dell’alleanza con la Casa delle Libertà, ed improcrastinabile una ricomposizione unitaria attraverso la ricostituzione del partito socialista che può realizzarsi solo a sinistra, laddove la nostra storia e la nostra tradizione sono sempre state orgogliosamente ancorate.
Nel dibattito politico estivo, che avrebbe segnato ancora una volta l’inesistenza politica del Nuovo Psi se non ci fosse stata la coraggiosa intervista di Bobo Craxi a ‘Repubblica’, abbiamo invece registrato, da un lato, indispettite reazioni a quella stessa intervista da parte di chi, con un minimo di serietà, dovrebbe accingersi al distacco da ruoli di governo, peraltro assolutamente irrilevanti ed ininfluenti; dall’altro, le dichiarazioni del Segretario uscente, De Michelis, secondo il quale chi vincerà il Congresso dovrebbe poi decidere la linea politica, smentendo clamorosamente sia l’ordine del giorno votato nell’assemblea di luglio, sia la stessa logica della politica vera, la quale imporrebbe il confronto sulle idee e non sulle persone.
La verità è che mentre idee e linea politica sono state indicate con chiarezza dai firmatari della mozione n. 1, i quali chiedono in coerenza con il deliberato dell’assemblea, l’uscita dalla maggioranza e dal governo di centrodestra e l’avvio immediato del processo di ricostituzione del partito di tutti i socialisti, il Segretario Nazionale uscente, primo firmatario di una seconda mozione, mostra di non avere alcuna linea politica, affidando al Congresso non già il compito di decidere la strategia politica e le alleanze, ma quello di nominare il gruppo dirigente cui riservare, irritualmente e in ‘zona Cesarini’, il compito di decidere accordi e allenze, secondo una pura logica mercantilistica.
I firmatari della mozione n. 1, nel denunciare l’irresponsabilità del vuoto di una posizione che non ha precedenti nella storia dei congressi di partito, lanciano pertanto un appello a tutti gli iscritti e ai militanti per rafforzare l’azione di chi intende, con determinazione, imboccare la strada dell’unità consapevoli che questa è l’ultima grande opportunità per far rivivere il partito di tutti i socialisti italiani.
Invitano, infine, tutti i socialisti di ogni livello e di ogni parte d’Italia a confluire alla grande Convention Nazionale del 24 settembre p.v. prevista presso la Fiera di Roma per rafforzare la spinta verso la riunificazione di tutti i socialisti, istanza che cresce sempre più forte nelle province e nelle regioni di tutto il territorio nazionale.
Roma, 29 agosto 2005

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