
Individuazione di droni sull’aeroporto di Monaco rappresenta “un campanello d’allarme”, ha affermato il ministro dell’Interno tedesco, Alexander Dobrindt. “La competizione tra la minaccia dei droni e la difesa contro i droni sta diventando sempre più agguerrita”, ha aggiunto il ministro, sottolineando che servono “maggiori finanziamenti, supporto e ricerca, a livello nazionale ed europeo”. Le autorità tedesche hanno avviato indagini per identificare l’origine dei droni. La città di Shebekino è sotto attacco da parte delle forze armate ucraine, una donna è morta dopo che un colpo di artiglieria ha colpito la sua casa. È morta sul posto per le ferite riportate. La città è stata anche oggetto di attacchi con droni. L’esplosione di uno di essi ha danneggiato le vetrate di un edificio commerciale e di cinque appartamenti in un condominio. La Polonia intende aderire al sistema di oleodotti della Nato, un progetto del valore stimato di 4,7 miliardi di euro volto ad aumentare la sicurezza del Paese, che teme la minaccia russa, ha annunciato venerdì il governo polacco. Costruito durante la guerra fredda, questo sistema di oleodotti (NPS) destinato a rifornire di carburante le forze della Nato si ferma in Germania, e la Polonia, che ha aderito all’Alleanza Atlantica nel 1999, cercava da circa dieci anni di entrarvi a far parte. La Polonia, il più grande paese sul fianco orientale della Nato, è un forte sostenitore dell’Ucraina attaccata dalla Russia e confina con entrambi i paesi. Varsavia è il campione tra gli alleati in termini di bilancio della difesa, prevedendo di dedicarvi il 4,7% del suo PIL quest’anno. Un funzionario del servizio di sicurezza interna Sbu di Kiev, parlando all’agenzia britannica Reuters, ha rivendicato l’attacco di droni sferrato sta notte alla raffineria di petrolio Orsknefteorgsintez nella città russa di Orsk, vicino al confine con il Kazakistan, circa 1500 km a est dell’Ucraina. La Svezia sta proponendo una legge per aumentare la sicurezza nel Mar Baltico ampliando la capacità della sua guardia costiera di condurre la sorveglianza marittima, ha dichiarato venerdì il ministero della difesa del Paese nordico. La regione del Mar Baltico è in stato di massima allerta a seguito di una serie di interruzioni dei cavi sottomarini e dei gasdotti negli anni successivi all’invasione russa dell’Ucraina nel 2022, nonché dei recenti avvistamenti di droni e violazioni dello spazio aereo. La priorità immediata per la costruzione di un sistema di difesa anti-drone “riguarda il fianco orientale dell’Ue, ma la visione è più ampia” e resta quella di proteggere il continente intero. Lo ha ribadito la portavoce della Commissione europea, Paula Pinho, rilanciando le dichiarazioni di Ursula von der Leyen al vertice informale dei leader Ue a Copenaghen. “Non si esclude un futuro sostegno anche ad altri partner che condividono la stessa visione strategica”, ha aggiunto un altro portavoce dell’esecutivo Ue, interpellato sulla possibilità che il muro di droni venga poi esteso anche alla Moldova. A una domanda sulle affermazioni di ieri di Putin su una risposta “convincente” di Mosca alla militarizzazione dell’Europa, Pinho la portavoce della Commissione europea ha risposto: “Non seguiamo con attenzione tutti i discorsi” del presidente russo. La guerra in Ucraina è entrata in una fase ancora “più pericolosa e mortale per i civili ucraini” ed “ogni giorno, con il protrarsi della violenza, aumentano i rischi di escalation ed espansione”, ha ammonito ieri l’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani, Volker Türk. Le recenti segnalazioni di droni militari russi avvistati nei paesi confinanti con l’Ucraina mettono in risalto i pericoli che “questa guerra rappresenta per la regione e non solo.”, ha detto. Per l’Alto commissario, “il popolo ucraino e quello russo hanno urgente bisogno di pace, in linea con la Carta delle Nazioni Unite, il diritto internazionale e le risoluzioni dell’Assemblea Generale, fondate sui diritti umani”, ha concluso.
Il primo ministro svedese Ulf Kristersson ha invitato l’Unione Europea a semplificare gli standard di approvvigionamento dei droni, sostenendo che la responsabilità di rafforzare le capacità anti-drone dovrebbe ricadere sui singoli Stati membri piuttosto che sull’Unione nel suo complesso. I leader europei si sono riuniti questa settimana a Copenaghen, in un clima di crescente preoccupazione per le incursioni dei droni, esprimendo il loro sostegno al rafforzamento delle misure di difesa contro i droni in tutta la regione. Il fatto è che probabilmente nessuno avrebbe il tempo di battersi, presidente Putin. Perché la guerra con la Russia significa guerra mondiale, la guerra mondiale significa guerra nucleare, e la guerra nucleare significa la fine di tutto.
Giuseppe Basilico

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