• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

Divieti d’Italia: la prostituzione

di Lucia Quaglino | 19 Agosto 2013

Talvolta il divieto è così generale da vietare la sosta e occupazione prolungata degli spazi della strada, quindi attenzione a chiunque si fermi a chiacchierare, riposarsi o guardare le vetrine troppo a lungo.

prostituzioneTra i diversi tipi di divieto, non mancano quelli per ostacolare l’attività di merettricio (il cui sfruttamento fu vietato con la legge Merlin no.75/1958): ci sono infatti una serie di ordinanze che, anziché punire e colpire  direttamente chi la organizza, la svolge e la pratica, aggirano il problema, a volte in modo piuttosto stravagante.

Ad esempio, nel comune di Calenzano (Fi), dalle ore 22.00 alle ore 07.00 (si tratta, forse, di prestazioni che non possano essere offerte e di cui usufruire anche nelle altre ore della giornata?), i conducenti di veicoli su strade in prossimità di abitazioni, spazi e luoghi pubblici o aperti al pubblico, dove si trovano “soggetti dediti all’offerta di prestazioni sessuali a pagamento”, non possono fermarsi e chiedere loro informazioni sul servizio, contrattare o farli salire o scendere dal veicolo, né i conducenti possono procedere a passo d’uomo, rallentare improvvisamente e fare qualsiasi manovra repentina.

Si tratta, evidentemente, di norme già vietate non solo dal buon senso, ma dallo stesso codice della strada.

Nel territorio del comune di Cremona, è proibito contattare “soggetti che esercitino l’attività di meretricio su strada o che, per atteggiamento, abbigliamento o modalità comportamentali manifestino comunque l’intenzione di esercitare tale attività, nonché concordare con gli stessi prestazioni sessuali sulla pubblica via. Consentire la salita sul proprio veicolo di uno o più soggetti dediti alla prostituzione costituisce conferma palese dell’avvenuta violazione della presente ordinanza”.

Un rapporto di monitoraggio sulle ordinanze anti-prostituzione evidenzia che i Comuni che hanno emesso ordinanze in materia sono moltissimi, tra cui quelli nelle province di Verona, Padova, Treviso, Varese, Como, Brescia, Milano, Asti, Alessandria, Torino, Bologna, Firenze, Lucca, Pisa, Pistoia, Perugia, Roma, Ancona, Fermo, Teramo, Pescara, Napoli e Cagliari.

I comportamenti sanzionati sono tutti piuttosto simili tra loro. La maggior parte è destinato a chi intende usufruire della prestazione, vietando di fermarsi, chiedere informazioni e contrattare. Ma non mancano le ordinanze che si rivolgono anche a coloro che offrono la prestazione, e proibiscono di assumere atteggiamenti e comportamenti, oltre a indossare abiti, che manifestino apertamente l’intenzione di esercitare tale attività e quindi di adescare clienti.

Quali siano atteggiamenti, abbigliamenti e modalità comportamentali che manifestino l’intenzione di esercitare la prostituzione, non è chiaro: è lecito pensare che un poliziotto particolarmente bacchettone potrebbe ritenere tali anche una gonna sopra il ginocchio o una scollatura un po’ “audace”. In tal caso, parlare con il soggetto in questione può arrivare a costare anche 500 euro.

Talvolta il divieto è così generale da vietare la sosta e occupazione prolungata degli spazi della strada, quindi attenzione a chiunque si fermi a chiacchierare, riposarsi o guardare le vetrine troppo a lungo.

Anche se il premio all’indeterminatezza va certamente a Genova, che vietò i sorrisi allusivi (l’ordinanza fu poi emendata in un secondo momento).

Il rapporto indica come sia evidente che si tratti di prescrizioni piuttosto indeterminate e aleatorie, che rendono l’applicazione delle ordinanze estremamente discrezionale da parte dei soggetti accertatori: non è infatti chiaro come possano verificare che il soggetto in questione stia contrattando o chiedendo informazioni.

Di conseguenza, tali norme non hanno alcun effetto sulla limitazione della reiterazione del comportamento: i clienti cercheranno altrove e le prostitute getteranno il verbale (la maggior parte sono irregolari, quindi irreperibili). L’unico effetto possibile identificato sarebbe un’opposizione davanti all’autorità Giudiziaria contro l’ordinanza di ingiunzione che segue il verbale di contestazione.

Risultato: la prostituzione non è contrastata, e le persone devono fare attenzione a coloro con chi parlano, a cui danno un passaggio, a fare una sosta troppo lunga o a rallentare con l’auto, magari per cercare una strada.

Del resto è evidente che si tratta di interventi di facciata, mirati a colpire la prostituzione di strada, o i clienti, non certo lo sfruttamento di tale attività.

Ricordiamo che chiunque volesse segnalare ordinanze di divieti particolarmente assurdi, limitanti e inutili, può farlo su twitter (@LuciaQuaglino) o via e-mail (lucia.quaglino@brunoleoni.it).

Pubblicato in : Primo piano

Info Lucia Quaglino

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Luca Bagatin su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Salvatore D'ostuni su L’habitat che ci pensa dentro
  • Luca Bagatin su La rivoluzione del lavoro e la fine del socialismo novecentesco
  • Luca Bagatin su L’aggressione russa alla democratica Ucraina: una guerra dimenticata
  • Puccio Cartoni su Il ricatto della storia: firmare o sparire
  • Cesare Valletta su L’Italia che ripudia la guerra ma finanzia chi la alimenta: la frattura che violenta la Costituzione
  • Luisa Marzulli su L’Italia che ripudia la guerra ma finanzia chi la alimenta: la frattura che violenta la Costituzione
  • Francesco Altamore su La distanza che umilia l’Italia
  • Luca Bagatin su Netanyahu: “Israele difende anche voi”: e allora?

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti