Da una parte. Ma si cominci. A tagliare. Altrimenti la Grecia è sempre più vicina. Sensazioni brutte delle ultime settimane, degli ultimi giorni. Moody’s che mette sotto osservazione banche e comuni, regioni e province, conti pubblici e conti privati. E il sistema politico che si balocca, a parole, su dove cominciare a tagliare. Da vent’anni. E’ il disastro sprechi del “ma anche… “ Potremmo cominciare a tagliare, dicono, dalle Comunità Montane o alle Province? No, ribattono, meglio cominciare a tagliare dalle spese del Parlamento. A che servono 10 palazzi per gli uffici dei deputati e senatori se tanto stanno in ufficio poco? Solo le pensioni degli ex deputati costano una mini finanziaria. Gli affitti degli uffici dei parlamentari nei più o meno sacri palazzi romani costano come le pensioni al minimo degli anziani di una intera città, quasi 90 milioni. Solo il funzionamento delle Province, che nei programmi elettorali della maggioranza che poi ha vinto, dovevano essere cancellate o riviste costano 14 miliardi, non milioni, miliardi. Di euro. I contributi ai partiti che un referendum di tanti ani fa aveva cancellato nella versione finanziamento costano più di 500 milioni di euro. Gli sconti fiscali non coordinati ne costano quasi 200 miliardi, se poi andiamo a vedere l’elusione e l’evasione le cifre sono da capogiro, ancora. Bene, diagnosi fatta da anni e terapia ferma da anni. Perché con il “ma anche…” si ritarda tutto e non si affronta niente. Sprechi continuano. Continuare a tassare solo il lavoro e la persona produrrà un corto circuito, non vedere le vere differenze tra le tassazioni di impresa italiane e del resto d’Europa produrrà solo squilibri, mantenere sperperi e diseconomie porterà a misure difficilmente sopportabili fra qualche tempo. Per questo il fattore tempo è fondamentale. Estate, autunno 2011, altrimenti la primavera 2012 sarà molto fredda. Segnali, sensazioni, notizie. Tempi. E non ci sarà più tempo quando arriverà la notizia che Moody’s ha messo sotto osservazione i conti del Bar Pippo, quello all’angolo. Lì saremo alla frutta. Immaginate l’Italia che lasciamo ai nostri nipoti, che dovranno pagare la pensione degli onorevoli che non hanno mai conosciuto. Politici invece di scrivere libri (bulimia della comunicazione) fate politica, mettetevi una mano sul cuore e una sul portafogli.
Fabrizio Binacchi

Lascia un commento