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Dio, patria, famiglia e bugie

di Oscar Bartoli | 2 Settembre 2012

La convenzione di Tampa ha confermato che il partito repubblicano americano, in preda ad una profonda crisi di identità, è in mano da tempo alle frange più estreme del radicalismo di destra che si riconoscono soprattutto nel Tea Party.

L’esasperazione che il cardinale Dolan ha creato tra i cattolici di intonazione democratica, andando a benedire la convenzione repubblicana di Tampa, ha convinto questo porporato a fare parziale marcia indietro, assicurando che avrebbe benedetto anche la convenzione dei democratici a Charlotte in North Carolina il 3 settembre. Un grosso imbarazzo per il porporato capo di tutti i vescovi di America.

Tanto piu’ che, come si e’ visto, lo sfidante Mitt Romney si e’ visto costretto a temperare la sua posizione antiabortista per cercare di recuperare un po’ di elettorato femminile.

Per bilanciare le accuse di razzismo che vengono dai liberali, gli strateghi del GOP hanno pensato bene di mettere in campo Condoleezza Rice. Questa donna ha accusato il presidente Obama di avere intessuto una politica estera americana di nessun respiro.

Anche questa affermazione ha infiammato la platea dei quattromila delegati alla convenzione di Tampa. I quali non ricordavano che la signora Rice, badante dell’alcoolizzato George W. Bush, quando si è trattato di gestire la fase infuocata del post 9 –11 si è rifugiata in un panico totale come attestano i vari libri di coloro che hanno dovuto prendere in mano la pesante situazione affrontando il vuoto pneumatico della politica dell’amministrazione repubblicana.

A cominciare da Richard A. Clark che con il suo ‘Against All Ennemies’ ha messo in evidenza l’impreparazione e la mancanza di leadership di Condoleezza Rice e degli altri membri del gabinetto.

Come hanno fatto notare molti analisti politici indipendenti, la convenzione repubblicana ha confermato alcune sostanziali linee di tendenza del GOP.

La prima è che questo partito, in preda ad una profonda crisi di identità, è in mano da tempo alle frange più estreme del radicalismo di destra che si riconoscono soprattutto nel Tea Party.

La designazione di Paul Ryan alla vicepresidenza ne è la chiara dimostrazione. Del resto il giovane deputato nel suo infuocato intervento ha fatto onore alla scelta compiuta a suo favore dagli strateghi del GOP preoccupati per il tiepido comportamento di Mitt Romney meglio definito come ‘un abito vuoto’. E i commenti delle donne all’insegna del ‘Quanto è bello!’ sono purtroppo una chiara dimostrazione di quanto le scelte politiche vengano fatte con il basso ventre piuttosto che con il ragionamento.

Per riscaldare ulteriormente la platea di Tampa e quella televisiva hanno dovuto rispolverare il vecchio Clint Eastwood che parlando ad una sedia vuota (quella sulla quale sarebbe seduto un Obama che non vale nulla) ha rispolverato i luoghi comuni della propaganda di destra (Dio-Patria- Famiglia- Obama che non è nato in America- Obama che non ha leadership perchè non è stato un imprenditore come Romney-Obama che non ha le palle-Obama che è un musulmano- Obama che è un socialista e vuol fare dell’America una seconda Europa, continente che sta affondando economicamente e politicamente, etc.).

Pubblicato in : Primo piano

Info Oscar Bartoli

Oscar Bartoli, Avvocato, giornalista pubblicista, collabora con molti media italiani. Risiede negli Stati Uniti dal 1994 e vive tra Washington D.C. e Los Angeles. Ha lavorato per molti anni nel gruppo SMI,leader europeo nel settore metalli non ferrosi, successivamente nell’IRI come responsabile dei contatti con i media e in seguito direttore IRI USA. Ha insegnato per dieci anni alla scuola di giornalismo della Luiss e per due anni alla Catholic University di Washington DC. Tiene un corso sulla comunicazione nel Master di Relazioni Internazionali dello IULM di Milano. Da giovane, per pagarsi gli studi ma, soprattutto, perche’ gli piaceva, ha lavorato come chitarrista – cantante suonando nelle case del popolo, circoli cattolici, night clubs, radio e televisione. Gli articoli per la rubrica Pillole d’Oltreatlantico sono pubblicati dal blog Letter from Washington DC

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