Il ministro Orlando bene farebbe a ordinare un’ispezione, per lo meno in tutti i casi in cui non sono ancora stati depositati gli atti a disposizione degli avvocati.
E così siamo a due membri del governo che han dovuto dare le dimissioni per la pubblicazione di un’intercettazione telefonica in cui non si configura alcun reato, ma solo un comportamento discutibile, molto più esplicito per la Di Girolamo che ordina, insulta e minaccia che per Lupi, che in fondo chiedeva un colloquio di orientamento per un neolaureato, che magari poteva concludersi con il consiglio di fare una specializzazione postuniversitaria in Svizzera o Germania.. In entrambi i casi il giudice inquirente ha ritenuto, tutto da solo, di doverli punire, anzi rovinare, diffondendo l’intercettazione. Che non si sa chi sia stato a farlo non ci credo neanche se me lo viene a raccontare, con apposita apparizione dedicata, la madonna di Lourdes: ogni PM ha un squadretta di 3 o 4 agenti di PG, sempre gli stessi, e che questi si vendano in proprio delle intercettazioni proprio non esiste. E se esistesse, il PM dovrebbe passare alla giudicante perchè non sa controllare i suoi uomini. Delirio di onnipotenza?.. forse. Esercizio autonomo della funzione punitiva? certamente. Rappresaglia contro il sistema politico che discute della responsabilità civile dei magistrati? ancora più certamente. Insomma, Orlando bene farebbe a ordinare un’ispezione, per lo meno in tutti i casi in cui non sono ancora stati depositati gli atti a disposizione degli avvocati, che quelli , certo, il PM non li può controllare. E l’ispezione farebbe bene a chiederla, in un sussulto di dignità, il NCD, che di guai giudiziari ne ha anche troppi.

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