La West Viriginia e uno degli stati piu poveri della Federazione. I recrutatori militari di giovani da mandare in Afghanistan e Iraq battono i piccoli centri di questa regione facendo balenare ai ragazzi (che bighellonano nei pub riempendosi di birra per annegare la depressione da mancato lavoro) sogni di gloria e soprattutto un rischio calcolato con vantaggi economici certi.
Nella contea di Raleigh dove si trova la miniera Massey Energy la settimana scorsa si e’ verificato un incidente a seguito di una esplosione di gas metano con la morte di 29 minatori. I media americani hanno coperto per un po’ l’agonia degli intrappolati, dei soccorritori e lo strazio dei familiari. Poi tutto e’ andato in quarta pagina, perche’ alle porte bussava il meeting sul nucleare organizzato dalla Casa Bianca con la presenza di 49 capi di stato.
E la sordina messa ai mezzi di informazione fa il gioco dei dirigenti della miniera. Meno se ne parla e meglio e’. Ma per fortuna ci sono ancora giovani che fanno giornalismo investigativo. E cosi sulla Charleston Gazette e’ venuto fuori un articolo che dimostra come i dirigenti della miniera avessero da tempo assoldato stuoli di avvocati il cui unico compito era quello di presentare una raffica di appelli per ogni contestazione federale sul funzionamento e i livelli di sicurezza della miniera. Akcuni dei politici della West Virginia, il democratico Jay Rockefeller e il senatore Robert Byrd avevano piu’ volte protestato per questo andazzo che impediva che fosse chiusa la miniera per apportare tutte le modificazioni ai sistemi di sicurezza. E sempre era prevalsa la filosofia del business: il carbone e’ sempre piu’ richiesto dalle centrali, anche se inquina. Ma chi se ne importa? Quello che conta e’ fare business subito. E cosi’ 29 minatori sono rimasti intrappolati nelle galleria e ci hanno rimesso la pelle. Alle famiglie daranno pochi soldi e presto la loro morte sara’ dimenticata come si conviene in una nazione, l’America, dove tutto dura lo spazio di un mattino, i morti vengono sepolti in fretta e senza troppe lacrime e i sopravvissuti pensano a come sbarcare il lunario. La speranza e’ adesso che il presidente Obama batta il pugno sul tavolo e faccia pulizia in questo marciume di lobbisti.
SINITE PARVULOS VENIRE AD ME.
Incontro un amico prete nella sacrestia di una chiesa in un quartiere popolare di una città toscana. Nome di fantasia Don Mario. La chiesa è piena di fedeli. Don Mario sta indossando i paramenti. Mi vede: baci e abbracci.
“Come stai?”, gli chiedo.
“Come vuoi che stia? Adesso mi considerano uno del branco, anche se io sono uno normale che non torce un capello a nessuno. In che situazione ci siamo messi.”
“Tutto questo interesse della stampa americana….”, continua Don Mario.
“E lo scarso interesse di quella italiana che parla dei preti pedofili solo perché trascinata per i capelli dagli articoli del New York Times.”
“Ecco. Allora diciamo che a sparare sulla Chiesa Cattolica sono gli ebrei che comandano i media di tutto il mondo e i massoni.”
“Questa poi”, rispondo. “Che c’entrano gli ebrei e i massoni? I fatti parlano chiaro.”
“Ma che il fenomeno c’era lo si sapeva da tempo…”aggiunge l’amico prete mentre finisce di indossare i paramenti.
“Ah sì? È vero, caro Don Mario. In Italia tutto si metabolizza. Basta riferirsi alle canzoni goliardiche o ai poeti maledetti del 200 per ritrovare in quei versi il fratacchione che attenta alla illibatezza della fanciullina o all’integrità del ragazzino.”
Il sacrestano suona la campanella e Don Mario entra in chiesa per celebrare la Messa, scrollando le spalle e sbuffando.

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