Non appaia strano, ma voglio difendere pubblicamente il povero Marrazzo, costretto (peraltro giustamente) dal Partito Democratico a lasciare la presidenza della Regione Lazio senza che egli avesse commesso alcun reato, per la colpa di aver frequentato un transessuale. Un uomo pubblico – hanno correttamente sostenuto i vertici del Pd – non può avere comportamenti dubbi sul tema della moralità. Veniamo al Presidente Gianfranco Fini; gli scandali di Montecarlo e delle raccomandazioni Rai hanno ben altro peso, tanto sul versante della moralità (un bene ereditato per la buona causa di An è svenduto e affittato al cognato di Fini), che della legalità (è in corso un accertamento per verificare la sussistenza del reato di truffa) e della trasparenza (Fini probabilmente non ci racconta tutta la verità) e dovrebbero spingere il Pd a comportarsi, come minimo, allo stesso modo in cui si comportò con il Presidente della Regione Lazio. A maggior ragione, anzi, poiché in questo caso si tratta del presidente della Camera e cioè della terza carica dello Stato. Mi domando se il Pd non si vergogni dell’atteggiamento che sta tenendo nei confronti di Fini, quando ha usato un metodo pesante e intransigente nei confronti di responsabilità assai meno gravi a carico di Marrazzo. Ma l’interesse di parte, ancora una volta, gli fa tenere due pesi e due misure. Che misera opposizione abbiamo in questo nostro sfortunato Paese!
LAURA LODIGIANI – Comitato per la Libertà nella Costituzione

Marrazzo é vittima di lui stesso, e del Paese in cui vive! Se invece di fare il mea culpa e andare a rifuguarsi in un monastero, spiegava alla gente che si possono avere altri gusti sessuali, ne avrebbe guadagnato la sinistra , lui stesso e l’Italia intera.