L’Italia sta vivendo un periodo di decadenza politica e culturale. E’, in atto, un prevalere dell’oligarchia partitica, a tutto danno della democrazia sostanziale e della libertà individuale.
La disputa, in corso, tra i maggiori partiti dei due poli, sulle ipotesi di una nuova legge elettorale, è la conferma delle preoccupazioni denunciate da chi teme un’involuzione totalitaria della politica italiana.
L’allarme trova riscontro nei messaggi del Capo dello Stato, nel momento in cui invita maggioranza e minoranza a trovare un’intesa su una nuova legge elettorale che eviti il referendum, foriero di modifiche in negativo dell’attuale deprecabile legge elettorale.
Il Capo dello Stato, avrebbe fatto bene, nella circostanza, a richiamare e suggerire, a chiare lettere, il dettato costituzionale, in merito al sistema elettorale voluto dai Padri della Costituzione.
Egli sa benissimo che, l a legge elettorale ipotizzata con la vittoria del referendum penalizzerebbe enormemente i piccoli partiti, che, in uno Stato democratico, hanno diritto d’asilo come quelli più votati. Sa pure, il Capo dello Stato, che non si deve costringere un partito piccolo a mortificare la propria identità, per elemosinare un rappresentante, in veste camuffata, in Parlamento.
La Costituzione italiana prevede una corretta e democratica legge elettorale e, come tale, va difesa soprattutto dal Capo dello Stato. Le convenienze politiche di Forza Italia, di Alleanza Nazionale, dei Democratici di Sinistra e della Margherita, non devono oscurare quanto di democratico è ancora presente nella Carta costituzionale. Consentire la votazione di tale Referendum, è mutilare ancora la nostra Costituzione. Ancora più offensivo è la ragione che si vuole attribuire alla cinica proposta referendaria: “ Assicurare la governabilità e l’alternanza”. Sono cose alle quali non crede p iù nessuno. Sarebbe stato più corretto dire di voler tra! sformare la democrazia in regime totalitario con il consenso popolare. La storia patria, non è lontana, per dimenticare, tanto velocemente, quello che è avvenuto negli anni venti del secolo scorso.
Di ciò avrebbe dovuto parlare il professor Sottile, altro che proporre la “Convenzione” per arrivare, lo stesso, al referendum. Il fatto grave è che si vuole ancora approfittare dello stato di debolezza, confusione, scoramento, amarezza degli Italiani senza lavoro, in grave difficoltà economica e senza prospettive rassicuranti per il futuro.
Per disarmare chi si macchia di mafia politica, occorre che il Popolo si svegli e faccia sentire la forza della propria onestà intellettuale, morale e democratica, chiedendo, in conformità a quanto previsto dalla Costituzione, una legge( d’iniziativa popolare) su base proporzionale pura con voto di preferenza. Diversamente, nessuna garanzia per tutelare la sovranità del popolo.
Domenico C ivitano Bitetto(BA

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