
Queste piccole botteghe, gestite prevalentemente da giovani, sono rapidamente entrate in crisi e aspettano di conoscere il significato preciso della sentenza che purtroppo, non essendo chiara, dipenderà nella sua applicazione da questura a questura sul vasto terreno delle ipotesi giuridiche sempre cangianti nel nostro Paese e si chiedono che i partiti politici, particolarmente +Europa il cui silenzio appare strano, ottengano un incontro, in sede locale per esempio, col prefetto per chiarire il significato e la portata di questa sentenza del tutto inopportuna della Corte di Cassazione. Si ricorda che un solo anno di attività di questo piccolo commercio ha sottratto alla criminalità organizzata (mafia, ndrangheta ecc) ben 150 milioni di fatturato e ha dato lavoro a qualche migliaio di persone che sembrano oggi essere tradite nel loro modesto investimento.
L’aspetto paradossale di tutta la vicenda è che la produzione della cannabis light da luogo prevalentemente a sciroppi, creme, a prodotti induttivi del sonno e altre cose di questo genere, nulla dunque a che vedere con la droga.
Philippe Daverio Giacomo Properzj
Marco Cappato Barbara Bonvicini
Alessandro Cecchi Paone Antonio Savoia

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